A Puortece lle piace ‘o Presepe

di Tonia Ferraro

Il Presepe è il luogo ideale dove si realizza la partecipazione all’Evento degli eventi: la nascita di Gesù. Fu San Francesco di Assisi, nella notte di Natale del 1223, a realizzarlo per primo con i personaggi tramandati dalla tradizione.

Fino al 2016 in via dell’Università a Portici, la zona più antica della città, si svolgeva tradizionalmente una bellissima rappresentazione del Presepe vivente. I frati francescani del Convento  di Sant’Antonio, secondo i canoni del loro Santo, allestivano dodici quadri con personaggi in costume, animati da attori della Compagniadi Sant’Anastasia I Giocondi  di Luigi De Simone.

La presenza dei Frati Minori francescani sul territorio di Portici risale al XIII secolo: alcune fonti fanno risalire la fondazione del convento a quell’epoca.  Una pia tradizione vuole che il terreno vulcanico venisse percosso  con un bastone e ne sgorgasse una sorgente d’acqua.  Si sa che il fraticello su ispirazione divina, quando fondò  la porziuncola ad Assisi, eseguì lo stesso  rito.                                                                                                                        Infatti, al convento di Sant’Antonio, ci sono due pozzi: uno esterno e uno  interno, in prossimità del chiostro.              Il pozzo interno, incastonato in una rientranza, appare, soprattutto nella struttura delle volte, molto più antico del convento stesso. Non ci sono documenti scritti che ci dicano perché, proprio e solo per quel pozzo, sia stato mantenuto un assetto architettonico diverso senza uniformarlo alle varie ristrutturazioni e rifacimenti del complesso conventuale: sembra significare che fosse un punto particolarmente sacro.

Il presepe vivente era organizzato da ‘e muonace ‘e Sant’Antonio in suggestive location: Palazzo Valle, i cortili della strada, Palazzo Paone, palazzo ex-Moracci, Cappella reale, il Chiostro e la Chiesa del convento e gli spazi della Reggia.

E grazie ai Frati Minori Conventuali quel piccolo tratto diventava Betlemme, un luogo ideale pervaso dallo spirito angelico di Francesco. L’intento del Santo era anche quello di trasfondere il presepe nella realtà quotidiana: lungo la strada si incontravano rappresentazioni con scene di vita e posti di vendita di prodotti agroalimentari e artigianali del territorio, un vero mercato.

Era un presepe unico al mondo, il solo a rappresentare momenti di vita ordinaria: dalla discesa dei Reali Borbone lungo lo scalone alla attualità della violenza dell’isis.

Il Presepe tradizionalmente si concludeva nella enorme piazza d’armi di Palazzo Valle, dove  veniva allestito lo spettacolare quadro della Natività: un grande palco dove salivano tutti i figuranti impegnati nella rappresentazione per celebrare il Mistero dei misteri. La Nascita del Bambinello veniva accompagnata da una stella cometa proiettata sulle pareti del cortile del palazzo e, dopo una breve adorazione, lo spettacolo si concludeva con fuochi pirotecnici.

Era diventata una tradizione consolidata: otto edizioni el Presepe vivente, ogni anno più ricche, che richiamavano persone da ogni dove. Tanti i contributi, dai commercianti della zona fino al Dipartimento di Agraria, dai fedeli fino a – naturalmente – l’Amministrazione comunale di Portici.

L’anno scorso si è sentita molto la mancanza del Presepe vivente dei Frati Minori Conventuali di Sant’Antonio di Padova.

Ci sono stati, è vero, quelli organizzati dalla chiesa dell’Addolorata e dall’altro convento francescano di san Pasquale Baylon al Granatello, diversi per ambientazione, costumi, canti, preghiera, mezzi tecnici e meno pervasi di spiritualità.

Sarebbe perciò auspicabile che si tenesse un’unica grosso evento sacro cittadino, promosso e sostenuto dal Comune di Portici, alla cui realizzazione prendessero parte i gruppi delle le 11 parrocchie del territorio.

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