Alterazioni, la mostra fotografica a Ischia protagonista delle feste

di Renato Aiello

ISCHIA (NA). L’Epifania porta via con sé le feste natalizie, come di consueto, ma anche la mostra ALTERazioni di Gino Di Meglio, che conclude il suo cammino espositivo nel giorno della befana. Salvo proroghe che saranno rese note, è proprio il 6 gennaio l’ultimo giorno per visitare l’esposizione nelle sale della Chiesa dell’Immacolata, situata al Castello Aragonese, che l’ha ospitata fin dal 9 dicembre scorso.

Difensore appassionato e cultore sincero della fotografia analogica, Di Meglio ha presentato a Ischia nel corso di un mese 60 stampe:  35 gomme bicromatate, 20 lumeprint e 40 chimigrammi, tutte opere di misura 30×40 cm, realizzate nel 2017 con la sua Linhof Master Technika e stampate con tecniche poco note o quasi scomparse.

«Da qui passa la riscoperta di processi fotografici storici, o alternativi a quelli industriali di massa – sostiene convintamente l’artista – al fine di incuriosire il pubblico di ogni età». E ispirare di fatto nuova attenzione e passione nei confronti della componente manuale fotografica.

Una sezione – dedicata alle gomme bicromatate, di cui buona parte già esposta in passato al MART, Museo d’Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e alla Biblioteca cittadina di Rovereto – ha per tema le forme e i particolari architettonici dell’isola di Ischia che hanno colpito l’autore: elementi arrotondati che «riassumono in sé e rievocano la tradizione mediterranea – sottolinea Di Meglio- e trasmettono un’armonia più completa rispetto all’angolo vivo» sono qui immortalati tramite un processo dal sapore antico.

Messa a punto nel 1855 dal chimico francese Alphonse Louis Poitevin, la tecnica della gomma bicromatata (detta anche acquatinta per il colore assunto dell’acqua di spoglio) utilizza la gomma arabica, il bicromato di potassio e un pigmento, aggiunto per colorare l’emulsione.

Il risultato finale dell’immagine, che non viene mai ritoccata, è determinato solamente dalla tecnica utilizzata. Questa tecnica richiede pazienza e grande perizia manuale, suggellate entrambe da risultati talmente belli da poter rivaleggiare a suo tempo con le tele degli esponenti del pittorialismo.

Un secondo settore, dedicato alla flora ischitana, consiste in stampe Lumeprint: con questa tecnica si pone un fiore o un qualsivoglia oggetto traslucido a contatto con la stampa fotografica in bianco e nero, nella sua esposizione alla luce del sole per circa un’ora e nel successivo fissaggio chimico (saltando però la fase di sviluppo).

Quello che viene fuori è un risultato di gran pregio artistico grazie alla trama pittorica conseguente: pezzi unici e pulsanti rappresentati da fiori congelati, imprigionati, o forse liberati – a detta dell’artista – su carta fotografica. Del resto era questa la sola tecnica d’ingrandimento possibile quando non c’erano le apparecchiature più moderne.

La terza parte della personale si compone invece di chimigrammi: fotografie in luce ambiente create secondo una tecnica off-camera che non comporta l’utilizzo di apparecchiature, obiettivi, ingranditori o camere oscure. Le immagini si ottengono infatti grazie all’azione di varie sostanze chimiche (fasi di sviluppo, arresto e fissaggio), lasciate agire su una superficie fotosensibile come la carta fotografica.

Quest’ultima viene ricoperta di sali d’argento che, se esposti alla luce, si trasformano in argento metallico, conferendo al supporto uno strato annerito. Sulla carta poi si stende una sostanza – il resist – come il miele, la vernice, la schiuma da barba o lo smalto per le unghie, in grado di offrire una certa resistenza all’azione degli acidi di sviluppo e, al contempo, di lasciarli agire negli spazi lasciati liberi.

Di Meglio è avvocato nella vita, con la passione politica e dell’impegno civile, ma soprattutto fotografo per passione da anni. Un vero artista della fotografia analogica, che ha esposto nelle migliori sedi e gallerie d’Italia, tra Napoli, Pavia, Trento, Rovereto e Torino, oltre che nella sua amata Ischia. Non si è fermato all’Italia ma è andato anche all’estero, a Montreal in Canada per la precisione, dove ha ottenuto il privilegio di far conoscere la sua fotografia senza tempo.

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