Ambiente e salute: importante convegno a Castrovillari

di Carlo Alfaro

Ambiente, cibo, fertilità: è tempo di una prevenzione integrata: è il titolo dell’importante convegno scientifico che si è tenuto l’8 e 9 febbraio  nell’incantevole Protoconvento Francescano di Castrovillari, il borgo calabrese in provincia di Cosenza adagiato nell’avvallamento naturale Conca del Re, tra le coste del fiume Coscile e le verdi colline dell’Appennino Calabro- Lucano, all’interno del Parco Nazionale del Pollino.

Il simposio ha riscosso grande partecipazione e vivo interesse da parte di una folla di medici, biologi, veterinari, infermieri, tecnici della prevenzione nell’ambiente e luoghi di lavoro, docenti, studenti. Il suo razionale si può riassumere, secondo la presidente, dottoressa Mattia Maria (Mariella, per tutti) Sturniolo, Dirigente Medico dell’U.O. di Educazione alla Salute dell’ASP di Cosenza, nota per i suoi ormai storici screening andrologici nelle scuole di Castrovillari, nella frase di Gregory Bateson, il famoso psicologo-antropologo del ‘900 che teorizzò l’ecologia della mente, ispirando la Scuola di Palo Alto che rivoluzionò l’approccio alla malattia mentale: «Se un insieme di individui/organismi agisce avendo di mira solamente la propria sopravvivenza, il suo progresso finisce inevitabilmente per distruggere anche il suo ambiente».

Chiarisce meglio la Sturniolo, responsabile scientifico dell’evento assieme alla dottoressa Roberta Talone, Dirigente U.O.C. Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche dell’ASP di Cosenza: «I recenti studi epidemiologici rilevano con preoccupazione che molte sostanze chimiche riversate nell’ambiente producono effetti negativi ormai evidenti sulla salute dell’uomo, degli animali, del suolo, dell’acqua e dell’aria. La continua esposizione a sostanze inquinanti, oltre ad insidiare la salute in generale, può causare alterazioni del sistema riproduttivo. Gli spermatozoi, per facile reperibilità e alta sensibilità, insieme ad altri bioindicatori del mondo animale e vegetale, possono non a caso essere considerati sentinelle attendibili dello stato della salute umana e dell’intero ecosistema. Esperti di varie discipline hanno presentato al Convegno gli attuali studi sulla stretta relazione fra inquinamento, alimentazione,

patologie dell’apparato riproduttivo, comorbilità e aree critiche. Di fronte agli inevitabili rischi futuri, è urgente incrementare sempre più soluzioni avanzate e multidisciplinari, per prevenire e contrastare il conseguente emergere di malattie ad alta incidenza sociale. La sfida, a detta di molti perfettamente riuscita, di questo incontro è stata: promuovere un processo di crescita culturale includente, che possa contribuire a sviluppare la visione olistica della salute e una ecologia dell’abitare; far conoscere lo sforzo congiunto di più discipline professionali che mettono sullo stesso piano la salute degli uomini, degli animali, dell’ambiente e degli ecosistemi; contribuire a creare un contesto capace di accogliere e comprendere il messaggio del modello One Health

che guarda all’approccio integrato alla salute; presentare gli attuali sviluppi della nutraceutica;

formare la consapevolezza delle nuove generazioni sulla base delle evidenze scientifiche,

guidandole verso una cultura sensibile all’ambiente, nell’ottica di una prevenzione efficace, dedicando a tal fine una intera sessione alle scuole, con l’esposizione degli elaborati degli studenti sulle tematiche ambientali, realizzati durante l’anno scolastico».

Già semplicemente scorrendo i titoli delle relazioni dell’intensa due giorni, racchiuse in quattro sessioni, si comprende l’alto spessore teorico e l’importante correlato pratico del corso.

La prima sessione di venerdì 8 mattina, moderata da Martino Maria Rizzo (Rossano) e Salvatore Aloisio, di Rossano, si è concentrata sull’importanza della visione one Health, con relazioni su:

  • Approccio integrato alla Salute one Health di Andrea Serraino (Bologna),
  • Contaminanti degli alimenti voluti e non voluti di Fiorella Belpoggi (Bologna), “Ambiente è salute?” di Ferdinando Laghi (Castrovillari),
  • Agrofarmaci e qualità delle acque di Andrea Petroselli e Jacopo Liotti (Viterbo), “Tutela e Risanamento Ambientale” di Emanuela Sturniolo (Milano),
  • La tutela del territorio; il ruolo della autorità giudiziaria tra prevenzione e repressione dei fenomeni criminosi di Eugenio Facciolla (Castrovillari).

La seconda sessione, nel pomeriggio, moderata da Carmela Cortese (Castrovillari) e Alessandro Papini (Arezzo), incentrata su Patologia Ambientale: problematiche emergenti, ha visto avvicendarsi le relazioni: 

  • Endocrine distruptors and tyroid autoimmunity di Alessandro Antonelli (Pisa),
  • Ambiente e interferenti endocrini nello sviluppo delle patologie andrologiche di Andrea Garolla (Padova),
  • Dal Seme Sentinella al modello One Health di EcoFoodFertility: nuovi metodi di valutazione di impatto ambientale, prevenzione primaria e difesa per la salute delle attuali e future generazioni, di Luigi Montano (Napoli),
  • Interazione Geni-Ambiente e malformazioni congenite di Maria Grazia Andreassi (Pisa).

Al termine della giornata, la tavola rotonda Istituzioni a confronto per la realizzazione del modello one health nel rapporto ambiente- salute nel nostro territorio, moderata da Salvatore Aloisio, ha visto gli interventi di Pasquale Pace (Assessore all’Ambiente di Castrovillari), Carmela Cortese (Direttore Dipartimento di Prevenzione ASP Cosenza), Rosellina Veltri (Direttore Sian ASP Cosenza), Maurizio Anastasio (Direttore ff Igiene degli Allevamenti e delle produzioni zootecniche ASP Cosenza).

Il focus è stato istituito allo scopo di favorire la creazione di un sistema integrato più adeguato alla complessità delle tematiche trattate.

La terza sessione, sabato 9 febbraio, sulla Nutraceutica, moderata da Rossella Marino (Castrovillari) e Francesco Masotti (Castrovillari), ha contemplato le relazioni:

  • La nutraceutica in ginecologia di Rosanna Voto (Castrovillari),
  • La terapia delle infezioni sessualmente trasmesse: nuove prospettive di Andrea Ledda,
  • Possibilità e limiti all’impiego degli integratori alimentari in medicina, di Maurizio Dattilo (Lugano).

Infine, la quarta ed ultima sessione, Ambiente e Adolescenti. Strategie di prevenzione a scuola, moderata da Agnese Mollo (Cetraro) e Mattia Maria Sturniolo (Castrovillari), ha visto gli interventi di:

  • Carlo Alfaro (Sorrento) del Consiglio Direttivo Nazionale Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza, Adolescenti come sentinelle ambientali,
  • Alessandro Papini (Arezzo) su Il cammino della Prevenzione Andrologica a scuola per la difesa della fertilità delle generazioni attuali e future; presupposti efficaci verso una cultura della salute globale,
  • Valeria Stabile (Bologna) su Abitare le differenze. Forme di coabitazione e soggettività plurali.

Ha concluso la giornata La Voce della Scuola, esposizione di elaborati dei percorsi educativi  a scuola da parte degli alunni  degli istituti superiori di Castrovillari.

Il messaggio globale della pluralità degli interventi è stato uno solo: la salute umana è strettamente interconnessa all’Ambiente di vita, per cui la sua salvaguardia non può prescindere dalla tutela dell’Ambiente, e benessere dell’ambiente e dell’uomo sono seriamente minacciati dall’inquinamento, tanto che la questione ambientale rappresenta il principale determinante della salute nel nostro secolo. Non per nulla l’Organizzazione Mondiale della Sanità, stilando l’elenco di quelle che considera le 10 principali minacce alla salute globale nel 2019, ha citato ai primissimi posti inquinamento atmosferico e cambiamento climatico.

I dati della Commissione Lancet sull’inquinamento e la salute pubblicati dall’Oms, denunciano 12,6 milioni di morti ogni anno nel mondo a causa di cause ambientali premature ed evitabili: il 23% delle morti e il 24% delle malattie nel mondo (e il 26% dei decessi e più del 33% delle malattie tra i bambini al di sotto dei 5 anni).

Tra il 2030 e il 2050, si prevede che il cambiamento climatico causerà 250.000 ulteriori decessi all’anno per malnutrizione, malaria, diarrea e stress da calore. Agenti chimici di derivazione umana, quali il biossido di azoto e l’ozono troposferico, agenti fisici quali raggi-X, campi elettromagnetici, particolato ultrafine del traffico veicolare, agenti microbici, in rapida diffusione e trasformazione, attraverso cibo, acqua, aria, raggiungono i tessuti dell’organismo e, interferendo con la parte più dinamica del DNA, l’epigenoma, influenzano comparsa e decorso delle malattie.

La rapida globalizzazione ha contribuito in maniera decisiva a degradare l’Ambiente attraverso la massiva industrializzazione, l’uso di sostanze non eco-bio-compatibili, l’eccessiva crescita demografica, la forte urbanizzazione che oggi riguarda il 55% della popolazione mondiale e ha significativamente ridotto qualità e quantità delle aree verdi, l’incremento della povertà e delle disuguaglianze, i cambiamenti climatici, la perdita delle diversità e l’aumento dell’utilizzo delle biotecnologie.

La grande trasformazione in atto nella patologia umana, con riduzione delle malattie acute da cause infettivo-parassitarie e incremento e anticipazione in età sempre più precoce di patologie endocrino-metaboliche (obesità, diabete II, sindrome metabolica), immuno-mediate (allergie, malattie autoimmuni), cardiovascolari, respiratorie croniche, neurodegenerative, neoplastiche, è il prodotto dei cambiamenti ambientali.

Il target più sensibile degli inquinanti ambientali sono le cellule in via di differenziazione: cellule staminali dei tessuti di tutti gli organi (cuore, polmoni, intestino, reni, ossa, cervello), cellule embrionali, fetali e dell’età evolutiva, gameti.

Bambini e adolescenti risentono maggiormente dell’impatto ambientale, per almeno due ordini di motivi: l’esposizione agli agenti inquinanti è tanto maggiore quanto più si è vicini al suolo; i loro tessuti e organi, essendo in via di formazione, sono più recettivi alle noxae ambientali.

Gli effetti dell’inquinamento sulla loro salute possono estrinsecarsi in: effetti immediati, come riduzione del peso alla nascita, aumentato rischio di patologia perinatale, danni all’apparato respiratorio, infezioni ricorrenti nei primi 3 anni di vita; effetti nel medio-lungo termine come malattie cardiovascolari, disturbi neurologici, alterazioni del sistema endocrino, cancro.

Effetti sulle future generazioni, poichè molti inquinanti chimico-fisici si accumulano negli organi delle bambine, danneggiando il prodotto del concepimento quando saranno madri.

L’Ambiente e la sua tutela fanno parte degli obiettivi di Sviluppo sostenibile e l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile afferma la necessità di garantire la protezione duratura del Pianeta e delle sue risorse naturali negli obiettivi 14 e 15:

  • Obiettivo 14: Conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine, che influezano i sistemi globali che rendono la Terra abitabile per l’umanità.
  • Obiettivo 15: gestire in modo sostenibile le foreste, combattere la desertificazione, arrestare e invertire il degrado del territorio, arrestare la perdita di biodiversità, fenomeni causati dalle attività umane e dai cambiamenti climatici.

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