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Ancora un altro Viviani

NAPOLI – Al Teatro Area Nord in via Nuova Dietro La Vigna sabato 3 febbraio alle 20.30 si terrà lo spettacolo di parole e musica Un altro Viviani di e con Carmen Femiano e Edoardo Puccini.

Un altro Viviani. Nel senso di: «Ancora un altro Vivani! Ma ce n’era proprio bisogno? »

Sì, perché il 10 gennaio si sono compiuti 130 anni dalla nascita di Raffaele Viviani e ancora, troppo spesso,  la sua opera è letta e considerata  “semplicemente” realista.

Per dimostrare quanto ciò sia sbagliato, basta anche soltanto riferirsi alla lingua che egli adoperava.

La sua è una lingua meticcia, tessuta anche e spesso soprattutto di “voci” (poniamo ad esempio i richiami dei venditori ambulanti) e a volte anche dei semplici rumori quotidiani.

Viviani è un autore straordinario perché servendosi appunto di questa lingua mette in campo contemporaneamente un estremo realismo e il sistematico slittamento di quel realismo in una dimensione astratta e simbolica.

La sua scelta delle parole, dei ritmi, i suoni ci trasportano in una dimensione che di realistico non ha più nulla.

Un’altra caratteristica di Viviani che lo eleva ad autore di statura Europea è che egli  sentì Napoli come un incubo che scaturiva dalla necessità di ritrarre, con assoluto rigore morale,  la realtà “nascosta” di questa città senza nessun filtro consolatorio o demagogico.

«Un altro Viviani» anche nel senso di un Vivani ancora poco conosciuto: quello che emerge dalla seconda parte della sua autobiografia andata alle stampe solo nel 2012.

Alla fine degli anni Quaranta, Raffaele Viviani avverte la necessità di rivedere, rettificare e proseguire il racconto dell’autobiografia già edita nel 1928.

In questa seconda e ultima prospettiva approfondisce particolarmente il rapporto arte-vita, integrando riferimenti di eventi, situazioni emozioni che meglio avrebbero fatto comprendere l’evoluzione del suo percorso artistico, largamente ispirato dalle sue esperienze personali e dal suo attento sguardo sulla società contemporanea.

L’ultima testimonianza dell’uomo e dell’autore legato alla sua città, anima stessa del suo talento, della quale ha mostrato difetti e pregi.

Un concerto-narrato, il racconto di una vita con la musica, una narrazione intessuta di parole e note, un intreccio di storie e spartiti…

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