Angela | Ritorno a casa

Alle nostre madri: senza di esse non saremmo state così… E noi, cosa siamo diventate noi? Le prime della classe, come Angela, che ritorna a casa…

di Bianca Sannino

L’esperienza di Francoforte fu per me determinante. Tornata a casa trascorsi molti giorni, forse mesi, avevo perso completamente la cognizione del tempo, in una sorta di ritiro interiore. Esternamente sembrava che conducessi una vita normale, uscivo, mi recavo a fare commissioni, studiavo, a volte mi dedicavo alla pittura, la mia passione, ma in realtà ero in una dimensione diversa, in uno spazio in cui il mio io percepiva e vedeva cose che sfuggivano ai più.

Sembrava quasi che fossi sotto l’effetto di allucinogeni, perché tutte le sensazioni sembravano amplificarsi in una maniera davvero straordinaria. Colori, luci, suoni, atmosfere sembravano provenire da mondi lontani.

Era una situazione di beatitudine di cui non capivo la provenienza, sapevo solo che da quando il guru aveva toccato il mio terzo occhio mi aveva aperto una visione delle cose che fino a quel momento mi era completamente sconosciuta.

I rapporti con la mia famiglia si complicarono sempre più, mi vedeva assente, non immaginando minimamente cosa si stesse verificando dentro di me.

Attribuivano il mio atteggiamento ad una sorta di ostilità nei loro confronti. In realtà tutte quelle faccende umane, il loro eterno bisogno di affermazione, la preoccupazione costante di accumulare beni e soldi, il mantenimento dello status quo dopo le cattive situazioni in cui si era cacciato mio padre, procurando non pochi problemi all’azienda di famiglia, non mi interessavano affatto.

Me ne ero fatta carico per un po’, risolvendo una miriade di problemi ma non ero più disposta a farmi rovinare l’esistenza.

La nonna vecchia una notte mi venne in sogno, con la sua lunga treccia nera e bianca, col suo viso rugoso e le mani svelte a girare tarocchi.

Mi disse che era giunto il momento, il momento di dare la svolta definitiva alla mia vita, che il mio peregrinare in giro doveva avere fine e dovevo abbracciare gli alberi secolari della mia terra.

Da essi avrei attinto tutta l’energia necessaria per cominciare la mia vera battaglia, realizzare il mio scopo su questa terra e offrire agli altri il mio aiuto, il mio servizio.

Rimasi attonita e stupita da queste parole perché in realtà quale fosse il mio scopo non lo avevo ancora compreso.

 

Bianca Sannino, docente appassionata nella scuola statale italiana, vive e insegna a Portici da più di vent’anni.

Dopo aver attraversato perigliosi mari in vari ambiti e settori ed essersi dedicata alla redazione di libri saggistici e specifici del settore dell’insegnamento, esordisce oggi nel genere novellistico.

Due lauree, corsi di specializzazione, master non sono bastati a spegnere la sua continua, vulcanica e poliedrica ricerca della verità. 

Da sempre, le sue parole che profumano di vita e di umanità, arricchite dalla sua esperienza e sensibilità, restituiscono delicati attimi di leggerezza frammisti a momenti di profonda riflessione.

Nel 2021 inizia la collaborazione con LoSpeakersCorner pubblicando una serie di novelle, tutte al femminile.

 

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