Breve storia della Bideri editrice

di Michele Di Iorio

La casa editrice napoletana più antica è la Bideri, fondata nel 1806 da Emmanuele Bidera, barone originario della Sicilia trasferitosi a Napoli. Tra i suoi collaboratori  ebbe Donizetti, che musicò i libretti d’opera da lui editi, Scrisse un libro, Passeggiate a Napoli.

Nel 1837 sposò la cantante lirica Teresa Schultz.

La prima sede della casa editrice si trovava in via Concordia. Arrestato per cospirazione nel 1848, fu confinato l’anno seguente nella natìa Palermo.

Il figlio Pietro Atanasio mutò il cognome in Bideri. Continuò l’attività paterna, e nel 1865, fondò il giornale Pubblicità editoriale a cura della Tipografia del Plebiscito in via Chiaia, che veniva tradotto  in 5 lingue.

Suo figlio Ferdinando Bideri, nato a Napoli nel 1851, studente di giurisprudenza con Enrico Pessina, fu volontario nella guerra franco-prussiana nel 1870. Esule per qualche anno in Svizzera, nel 1876 tornò a Napoli, dove aprì una libreria editrice in via Università Vecchia, odierna via Palladino. Ebbe un notevole successo con la pubblicazione di romanzi d’amore e d’appendice, coadiuvato dalla sua giovane moglie Rosa d’Ajello.

Nel 1883 trasferì la sede in via Cavallerizza a Chiaia, dotandola di una propria moderna tipografia. Pochi mesi dopo aprì una nuova sede in via Costantinopoli, dove diede alle stampe le prime opere di Salvatore di Giacomo e dal 1891 di Gabriele D’Annunzio, poi di Ferdinando Russo e del giovanissimo Benedetto Croce.

Sempre nel 1891 fondò il settimanale letterario-musicale illustrato La tavola rotonda con firme del calibro di Luigi Pirandello, Giovanni Pascoli, Matilde Serao, Eduardo Scarfoglio e Benedetto Croce.

Nel 1909 la spuntò su Le Figaro di Parigi aggiudicandosi la stampa d Il Manifesto del Futuro di Marinetti. Continuò ad editare importanti pubblicazioni, come il romanzo di Mastriani La cieca di Sorrento, i drammi di Schiller, poesie e canzoni napoletane di  Ernesto Murolo, Mario Costa, Eduardo di Capua, Ernesto tagliaferri Libero Bovio e la celeberrima ‘O sole Mio

Alla improvvisa morte di Ferdinano Bideri nel 1930 nella sua villa di Portici al corso Garibaldi, gli subentrò la figlia primogenita Valentina insieme con le sorelle, Flavia, Silvia e Jole.

La casa editrice Bideri di Napoli nel 1959 diventò Società per Azioni: in oltre  centocinqant’anni di storia aveva prodotto ventimila canzoni. Man mano aveva incorporato altre piccole case editrici napoletane, avviando la  produzione Bideri discografica.

La Casa Editrice Bideri si è sempre tramandata in linea rigorosamente familiare: la guida del gruppo editoriale Bideri passò a Luciano Villevieille Bideri, che raccolse l’eredità del suo bis-trisavolo dal 1950 al 1995, prima come direttore generale e quindi come presidente..Si ritirò a vita privata nel 2000.

Il Gruppo Editoriale Bideri spa, proprietario del più importante catalogo di musica napoletana, attualmente vede alla guida Silvia e Flavio Villevieille Bideri.

E non finisce qui: dopo più di duecento anni, un’altra generazione, ovvero Jacopo e NIcolò, figli di Flavio, è pronta a raccogliere il testimone…

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