Buon compleanno, principe!

Il Museo Cappella Sansevero ha presentato la sua nuova acquisizione: il ritratto del  principe Raimondo di Sangro, opera del pittore Francesco De Mura

NAPOLI – Al Museo Cappella Sansevero in via Francesco De Sanctis martedì 28 gennaioè stato presentato in anteprima riservata alla stampa il Ritratto di Raimondo di Sangro principe di Sansevero del pittore napoletano Francesco De Mura (1696-1782), recentemente acquisito dal Museo.

All’anteprima erano presenti Giuseppe Porzio, docente di storia dell’arte moderna dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, Fabrizio Masucci, direttore del Museo Cappella Sansevero, Nino Masucci, amministratore del complesso monumentale.

Nell’occasione è stata presentata anche l’iniziativa Buon compleanno, principe!, in programma giovedì 30 gennaio, per celebrare i 310 anni  dalla nascita di Raimondo di Sangro (Torremaggiore, 30 gennaio 1710 – Napoli, 22 marzo 1771), con l’esposizione al pubblico del quadro, che entra a far parte della collezione permanente delle opere esposte al Museo.

Straordinaria testimonianza dell’arte di Francesco De Mura (Napoli, 1696-1782), il dipinto presenta un Raimondo di Sangro maturo, in atteggiamento fiero e allo stesso tempo gioviale. La fascia rossa che scende dalla spalla destra e il ricco manto che avvolge la figura sono insegne dell’Ordine di San Gennaro, prestigiosa onorificenza conferita al principe nel 1740. La corazza da condottiero ricorda le glorie militari del personaggio, colonnello del Reggimento di Capitanata dal 1743 e protagonista dell’eroica battaglia di Velletri. I colori azzurro e oro dello stemma dei di Sangro si distinguono nel volant sul pettorale, che incornicia una testa leonina, particolare – quest’ultimo – presente anche nel ritratto del figlio del principe, Vincenzo, visibile nella navata della Cappella Sansevero.

I tratti fisionomici e i segni di distinzione sociale del personaggio raffigurato hanno reso la sua identificazione con Raimondo di Sangro – proposta per la prima volta da Katia Fiorentino – comunemente accettata: “L’effigiato presenta precise affinità con i due ritratti già noti del di Sangro: l’incisione ad acquaforte di Ferdinando Vacca, databile tra il 1747 e il 1750, e il dipinto su rame di Carlo Amalfi, più tardo di circa vent’anni” (K. Fiorentino, in Ritorno al Barocco. Da Caravaggio a Vanvitelli, catalogo della mostra a cura di N. Spinosa, 2 voll., Napoli 2009: vol. I, p. 308, n. 1.170).

L’ovale, proveniente dal mercato antiquario madrileno e databile al 1750 circa, è stato esposto per la prima volta al Museo di San Martino nell’ambito della mostra Ritorno al Barocco e nuovamente, nel 2010, nella Cappella Sansevero durante le celebrazioni per il tricentenario della nascita di Raimondo di Sangro. Con l’acquisto dalla Galleria Porcini di Napoli effettuato da parte del Museo Cappella Sansevero nel settembre 2019, l’opera entra stabilmente nel tempio disangriano. Uno degli esiti più felici del De Mura ritrattista – “ha fatto molti ritratti, essendo in tal arte singolarissimo”, scriveva il contemporaneo Bernardo De Dominici – impreziosisce così la documentazione iconografica su una delle più celebri personalità del Settecento napoletano.

«Siamo veramente felici di questa nuova acquisizione del Museo, che i nostri visitatori potranno ammirare insieme ai tanti capolavori che conserviamo – commenta Fabrizio Masucci, direttore del Museo Cappella Sansevero. Benché sia ampiamente documentato che la committenza artistica di Raimondo di Sangro andò ben oltre l’ambito della Cappella Sansevero, è assai raro che vengano rinvenute opere direttamente legate all’attività mecenatesca del principe.»

«Dopo l’acquisto nel 2005 della Madonna con Bambino di Giuseppe Pesce, un altro eccezionale dipinto viene ad arricchire il nostro patrimonio – aggiunge Carmine Masucci, amministratore del complesso monumentale. Con l’acquisizione del Ritratto di Raimondo di Sangro, il principe di Sansevero torna finalmente a casa, e stavolta per restarci.»

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