Cerimonia del III Premio Nazionale Amato Lamberti

NAPOLI – A Palazzo San Giacomo luedì 27 giugo si è svolta con successo la Terza Edizione del Premio Nazionale Amato Lamberti.

Oltre al sindaco De Magistris e al Procuratore Roberti alla cerimonia erano presenti il segretario della Commissione parlamentare antimafia Francesco Comparone e il Procuratore aggiunti di Napoli Alfonso D’Avino.

Ogni intervento ha evidenziato la necessità di continuare ad analizzare il fenomeno della criminalità organizzata, proseguendo nell’importante obiettivo di sostenere i giovani e la loro voglia di partecipare attraverso lo studio, per ideare nuove efficaci metodologie di contrasto alla camorra.

De Magistris, proprio nel suo primo giorno del nuovo mandato, ha ricordato il sociologo Amato Lamberti evidenziando che nei prossimi anni di amministrazione «In questo palazzo la camorra non entrerà».

Il Procuratore Nazionale Antimafia ha dato risalto a questo messaggio sottolineando le parole del Sindaco «La camorra indossa i nostri stessi abiti, vive i nostri stessi contesti, frequenta i nostri stessi amici ed è necessario notare che la stessa non verrà sconfitta fino a quando la politica non si libererà della corruzione».

A salutare i partecipanti prima della premiazione dei due vincitori Laura Mascaro e Diego Gavini è stato Amedeo Zeni, Coordinatore dell’Assocazione che ha ringraziato gli ospiti e lo sponsor del Premio, l’Associazione Museo del Vero e del Falso nella persona del presidente Luigi Giamundo comunicando l’intenzione di proseguire in questo gemellaggio pratico e morale grazie alla legalità come obiettivo comune.

Il compianto professor Amato lamberti

Il compianto professor Amato lamberti

Zeni nel corso del suo intervento ha citato Amato Lamberti: «La camorra è diventata sistema al quale partecipano dipendenti della pubbliche amministrazioni, imprenditori, politici. Si può combattere e si può distruggere con un elemento importantissimo… la trasparenza».

Ha concluso l’incontro l’Assessore alla Cultura di Napoli Nino Daniele salutando i componenti della Commissione Scientifica, lo storico della camorra e docente all’Università Suor Orsola Benincasa Isaia Sales, i professori della Federico II Enrica Amaturo, Gabriella Gribaudi, Giuseppe Acocella, Luciano Brancaccio, Annamaria Zaccaria, e il giornalista Arnaldo Capezzuto.

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