Cinquanta anni senza Totò ma con Totò

Se Napoli fosse stata una femmena, il grande Totò, al secolo Antonio de Curtis non l’avrebbe amata così. A cinquant’anni dalla suascomparsa la dichiarazione d’amore di un napoletano doc

di Francesco De Crescenzo

«Mi sento male, portatemi a Napoli!»

Queste furono le parole di Totò prima di morire: il suo ultimo pensiero fu per la sua amata Napoli.

Oggi, 15 aprile 2017, ricorre il 50esimo anniversario della morte del Grande Artista Napoletano. Maiuscole volute per sottolineare la grandezza dell’artista, dell’uomo e del napoletano.

Cinquant’anni senza Totò, ma insieme con lui.

Non passa giorno che almeno una volta, nell’arco delle ventiquattr’ore, una emittente regionale non trasmetta un suo film. Personalmente, come molti altri della mia età, in assenza di videogame e pc trascorrevo il tempo libero rapito dal genio dell’incommensurabile Principe della risata. Insomma, sono cresciuto a pane e Totò.

Mentre gli inglesi amano discorrere del meteo quando non trovano altri argomenti di conversazione, noi napoletani tiriamo fuori un aneddoto o una battuta tratti da qualche film di Totò e possiamo passarci anche ore intere a ricordare un film, poi un altro e un altro.

Forse è per questo che mi risulta difficile pensare a lui «… in questa triste e mesta ricorrenza», forse è per la sua assidua presenza nelle nostre case che mi risulta difficile dire: «Totò è morto».

I grandi uomini quando muoiono si allontanano solo fisicamente, e lui  … modestamente … era un Grande!

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