Coronavirus, un nome gentile ma non troppo

Il nostro medico rassicura: la probabilità di contrarre il Coronavirus in Italia è bassa. Potrebbero bastare alcune precauzioni e soprattutto rispetto dell’igiene

di Carlo Alfaro

“Coronavirus” sembra un nome gentile, che rimanda ai personaggi delle favole o dei fumetti, “un virus con la corona”, e invece evoca in questi giorni spettri di catastrofe, attraverso i contorni di una nuova epidemia, un temile flagello che ha causato già 25 vittime da dicembre a oggi e oltre 600 contagi confermati (alcuni anche tra i sanitari impegnati nelle cure).

Ha colpito principalmente in Cina, con casi isolati in Giappone, Corea del Sud, Thailandia, Taiwan, Australia, benché secondo una stima dell’Imperial College di Londra i casi reali potrebbero essere oltre 1.700.

 Il Coronavirus è un genere di virus a RNA che deve il nome alla forma di corona con cui si presenta al microscopio elettronico. Peraltro, proprio le punte della corona sono quelle che lo rendono aggressivo, perché sono fatte da glicoproteine che servono ad attaccare le membrane delle cellule dell’organismo.

Nonostante i virus della vasta famiglia dei coronavirus di solito causino sintomi da comune raffreddore, al genere appartiene il temibile virus della SARS (Sindrome respiratoria acuta grave) che apparve inizialmente in Cina nella provincia del Guangdong nel novembre 2002, e tra il 2002 e il 2003 provocò oltre 8.000 casi con circa 800 decessi in 37 Paesi del mondo, e il virus responsabile della cosiddetta Sindrome respiratoria mediorientale o MERS, responsabile inizialmente di un focolaio sviluppatosi nel giugno 2012 in Arabia Saudita, e poi responsabile di 2494 casi, con 858 morti.

Questo attuale terzo focolaio di polmonite da Coronavirus simile alla SARS è apparso a dicembre 2019 nella città di Wuhan in Cina centrale, città che è diventata epicentro della minacciosa epidemia. I primi casi di grave e misteriosa polmonite si sono manifestati in occasione del tradizionale mercato all’ingrosso di pesce, frutti di mare e animali vivi nella città (attualmente chiuso al pubblico). I casi esportati in altre città cinesi e fuori dalla Cina si sarebbero verificati tutti in persone provenienti dalla città di Wuhan, che ha 11 milioni di abitanti e un aeroporto internazionale, e attualmente è completamente isolata, essendo sospesi tutti i voli.

Il nuovo Coronavirus è un ceppo finora mai identificato nell’uomo, è stato isolato il 9 gennaio 2020, e denominato Novel Coronavirus oppure 2019-nCoV.

Nei casi precedenti di infezioni gravi da coronavirus erano in gioco nuove varianti virali che da serbatoio animale si erano adattate all’uomo (virus zoonotici): la SARS dai gatti zibetto e la MERS dai dromedari, ma questo nuovo coronavirus fa più paura perché può trasmettersi da persona a persona (amplificando enormemente le potenzialità di contagio), come ha confermato la National Health Commission cinese (massima istituzione sanitaria nel Paese).

Secondo la tesi degli scienziati delle Università di Pechino e Guangxi appena pubblicata sul Journal of Medical Virology, il 2019-nCoV proverebbe dai serpenti, nei quali il virus, trasmesso dai pipistrelli, si sarebbe ricombinato e poi passato all’uomo.

La sintomatologia prevede le manifestazioni tipiche di una malattia respiratoria di gravità variabile (rinofaringite, febbre, tosse, difficoltà respiratoria fino al distress respiratorio).

Allo stato attuale non esiste un vaccino per prevenire l’infezione, le precauzioni utili sono la corretta igiene delle mani con acqua e sapone (per almeno 20 secondi), evitare luoghi affollati e il contatto ravvicinato con chiunque mostri sintomi di malattia respiratoria come febbre, tosse e starnuti, consumare solo cibo ben cucinato e bere acqua in bottiglia, identificazione e isolamento precoce degli ammalati.

Non esiste un trattamento specifico, solo sintomatico e di supporto. Scattata l’allerta internazionale, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha convocato a Ginevra il Comitato di emergenza speciale per affrontare al meglio il 2019-nCoV.

Il Ministero della Salute in Italia sta costantemente monitorando la situazione, in perenne contatto con le autorità sanitarie internazionali quali l’OMS e l’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control). Le autorità sanitarie inizialmente hanno evidenziato che “… la probabilità di introduzione del virus nell’Unione Europea è considerata bassa, anche se non può essere esclusa”, ma successivamente il Centro europeo per il controllo delle malattie ha innalzato da “basso” a “moderato” il rischio dell’arrivo del virus in Europa.

Ad ogni modo, all’aeroporto di Roma Fiumicino, collegato con Wuhan, è in vigore una procedura prevista dal Regolamento sanitario internazionale del 2005 per verificare l’eventuale presenza a bordo degli aerei provenienti dalla città cinese di casi sospetti sintomatici e il loro eventuale trasferimento in bio-contenimento all’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.

Inoltre, si è provveduto all’affissione di locandine informative per i viaggiatori internazionali diretti a o di ritorno da Wuhan in Cina, in cui si consiglia di consultate il medico e vaccinarsi contro l’influenza almeno due settimane prima del viaggio, oltre a valutare l’opportunità di rimandare spostamenti non necessari.

Il Ministero invita alla massima attenzione anche al ritorno in Italia: «…se nelle due settimane successive al vostro ritorno si dovessero presentare sintomi respiratori (febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie) contattate il vostro medico di fiducia, riferendo del vostro recente viaggio

Sono presenti, inoltre, aggiornamenti costanti sulla sezione del portale www.salute.gov.it dedicata al coronavirus 2019-nCoV.

 

Il medico pediatra e adolescentologo sorrentino Carlo Alfaro, classe 1963, è Dirigente Medico di Pediatria presso gli Ospedali Riuniti Stabiesi, componente  della Consulta Sanità del Comune di Sorrento, Consigliere Nazionale della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (SIMA) e Responsabile del Settore Medicina e Chirurgia dell’Associazione Scientificò-culturale SLAM Corsi e Formazione.

 Per passione Carlo Alfaro è giornalista pubblicista, direttore artistico, organizzatore e presentatore di eventi culturali, attore di teatro e cinema, poeta pubblicato in antologie, autore di testi, animatore culturale di diverse associazioni sul territorio.

 

 

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