Enrico Cattaneo alla Galleria P.R.A.C.

NAPOLI – Negli spazi della Galleria P.R.A.C. Piero Renna Arte Contemporanea venerdì 2 marzo alle 19 si terrà il vernissage la mostra Legàmi di Enrico Cattaneo che resterà aperta al pubblico fino al prossimo 27 aprile.

«Il lavoro di Enrico Cattaneo vive di una sospesa tensione immateriale raggiunta attraverso un’idea di rappresentazione modellata per sottrazione. Il suo intervento è volto all’esplorazione della materia e mescola coscientemente due visioni opposte del mondo amalgamate in un perfetto – e a tratti instabile – sguardo di insieme indistinto.

Figurazione e astrazione, infatti, nell’ultimo capitolo della sua produzione presentato in mostra, si appartengono con sublime naturalezza e vivono legate l’una dentro l’altra plasmandosi vicendevolmente. La carica espressiva che ne scaturisce risiede in un’arte impregnata di memorie sovrapposte, di reminiscenze antiche e di energie trattenute.

L’obiettivo è la ricerca di un’evocazione inconscia in grado di esprimersi in schemi avulsi da ogni sovrastruttura di significato. Le immagini emergono a fatica dal fondo del cartone e lottano per imporsi all’attenzione dell’osservatore, le linee riaffiorano tra squarci profondi, adesivi reazionari – testimoni della società dei consumi – e stesure di scotch che svolgono il doppio ruolo di negazione della forma e di collante tra le parti.

I legami messi in scena da Cattaneo, però, non sono solo di origine materica e tangibile ma testimoniano la trama di una tessitura che lega a doppio filo la sensibilità dell’artista con le tematiche affrontate.

Il supporto sembra sfaldarsi ed espandersi allo stesso tempo e in questo processo la figurazione appare lentamente, come il progressivo evidenziarsi di un qualcosa di ancora vivo sotto le macerie.

Frantumazioni, eliminazioni dei rapporti sintattici e contrapposizioni di materiali differenti sono gli strumenti che Cattaneo utilizza per opporsi a un citazionismo accademico fine a se stesso. Tale approdo si deve leggere come il risultato del recente percorso di analisi e studio che ha portato l’artista negli ultimi anni a confrontarsi con progetti installativi e scultorei. L’abbandono progressivo di un figurativismo didascalico apre così a Cattaneo nuovi spazi di intervento, linguaggi non descrittivi ma atti a richiamare in vita improvvisi sussulti di memoria.

Gli strappi e le lacerazioni conquistano margini di autonomia rispetto alle opere degli anni passati, l’aggressione gestuale di Cattaneo si abbatte sulla superficie frammentando le parvenze fino quasi a non riconoscerle. Il segno diventa ossessivo, quasi nevrotico negli agglomerati dei materiali usati e nelle immagini distorte.

L’azione che porta l’artista a scavare nel materiale, scelto come valorizzazione del concetto moderno di scarto, è ispirata dalla volontà di far risorgere particelle di echi collettivi e personali per poi cancellarli e dimenticarli in un unico gesto sottrattivo.

Le tracce rimaste e le figurazioni resistenti delle opere in mostra ci consegnano personaggi stagliati sul fondo del piano visuale indicanti unioni interrotte, soggetti sospesi e mai evidenziati interamente. Sono i protagonisti di storie solo tratteggiate, interpreti inconsapevoli di una vicenda più grande che ha il merito di fuggire dall’oggettività interpretativa.

La tecnica usata gioca con una compenetrazione di ordine e disordine in cui ogni progetto razionale lascia spazio a una rappresentazione sfregiata e a un’immagine volutamente deformata. Il cartone viene violentato, aperto e lacerato per poi essere ricucito, ricomposto e ripensato a manifesto di quel legame tipico della nostra contemporaneità in bilico perenne tra resistenza e abdicazione. Emergono così immagini che rimandano a configurazioni ambigue, inquietanti e di viscerale organicità, cariche di energia.

Vi è un ritmo, un senso inconsapevole che traspare in queste opere dettato da suggestioni emotive personali dell’artista: donne urlanti depredate di sentimenti, liti infantili, patrie natie lasciate alle spalle, ma anche oggetti di uso comune rubati dalla biografia intima dell’artista descrivono l’universo con il quale Cattaneo ha scelto di confrontarsi e con il quale ci invita a misurarci. Un universo che svela le pulsioni sottese e i moti inespressi dell’animo umano in cui si scorge molto più dell’apparenza». (Diego Faa)

Enrico Cattaneo è nato 1989 nella provincia bergamasca. Frequentato l’istituto d’Arte Andrea Fantoni, si è iascritto le Accademie di Firenze e Bergamo dove si è orientato verso il riciclo di materiali e una più approfondita indagine del supporto.

Cattaneo usa nuove tecniche, quali l’uso del gessetto e l’incisione. Proprio su quest’ultima tecnica, indaga le autonome possibilità di espressione della materia. Il cartone da riciclo diventa il supporto adatto a rendere, attraverso la rimozione, l’infinita trasformazione della materia e delle immagini nello scorrere del tempo.

 

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