Estate 2021, sempre, ancora Covid

Carlo Alfaro, Dirigente Medico di Pediatria presso gli Ospedali Riuniti Stabiesi (Na), ove è titolare di Incarico professionale di consulenza, studio e ricerca di Adolescentologia, fa il punto sulla diffusione della pandemia in questa estate 2021 

Un’estate, questa del 2021, con punte caldissime in agosto, a causa dell’anticiclone africano chiamato, non a caso, Lucifero, e l’elevato tasso di umidità che crea la sgradevole afa. Ma anche con tanta voglia della gente di uscire, stare assieme e divertirsi, che fa sembrare di trovarsi nella spensierata epoca pre-Covid, complici la stanchezza di mantenere per tanti mesi le restrizioni e il controllo e il senso di protezione offerto dal progredire delle coperture vaccinali. Ma vediamo qual è, punto per punto, lo stato attuale della lotta alla pandemia.

Situazione nel mondo. I casi di Covid nel mondo hanno oltrepassato i 204 milioni, secondo i dati diffusi dalla Johns Hopkins University, mentre i decessi confermati superano i 4,3 milioni dall’inizio della pandemia. A livello globale, i nuovi casi di Covid-19 sono in aumento (e parallelamente i decessi), secondo i dati del bollettino settimanale dell’Organizzazione mondiale della sanità, in particolare nelle regioni Mediterraneo orientale e Pacifico occidentale e in minor misura del Sud-Est asiatico. Anche negli Stati Uniti c’è impennata di contagi. La maggiore responsabile dei nuovi casi è la variante Delta, ora diffusa in 132 Paesi.

Situazione in Italia. In Italia stanno salendo progressivamente i nuovi casi, a partire dalle riaperture di metà giugno di attività ludiche e aggregativo-sportive e all’accresciuta mobilità della popolazione in virtù delle vacanze estive. Tuttavia, il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e area medica si mantiene sotto la soglia di rischio, per cui la Nazione resiste tutta in zona bianca.

Le soglie di occupazione dei letti ospedalieri stabilite dal governo per il passaggio in gialla sono il 10% dei posti delle terapie intensive e il 15% in area medica.

Per la zona arancione si deve superare il 20% nelle terapie intensive e il 30% in area medica, mentre per la zona rossa il 30% nelle terapie intensive e il 40% in area medica.

Attualmente, a livello nazionale i pazienti Covid occupano il 2% dei letti disponibili in terapia intensiva e il 3% dei letti ordinari. Sostanzialmente stabile, poco sopra 1,5, l’indice Rt a livello nazionale, che attualmente viene calcolato sui casi con ricovero ospedaliero. L’incidenza di casi è, sebbene di poco, al di sopra della soglia di incidenza settimanale di 50 casi ogni 100mila abitanti che potrebbe consentire il controllo della trasmissione basato sul contenimento, ovvero sull’identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti.

Secondo la Fondazione GIMBE, che ogni settimana effettua un suo monitoraggio indipendente, di fatto siamo entrati nella quarta ondata dell’epidemia italiana.

La campagna vaccinale. Il Commissario straordinario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo ha reso noto il trend positivo della campagna vaccinale, con il 65% degli italiani over 12 già coperti con due dosi, meglio dei dati europei (il 70% degli europei è vaccinato con una dose, il 57% col richiamo). Per favorire ulteriormente la vaccinazione dei più giovani, dal 16 agosto sono possibili vaccini senza prenotazioni per i 12-18enni in tutta Italia.

Ormai le vaccinazioni dipendono completamente dai vaccini a RNA messaggero dato che non vengono più utilizzati quelli a vettore adenovirale per le prime dosi (Astrazeneca viene impiegato quasi esclusivamente per i richiami e Johnson & Johnson non viene quasi praticamente più somministrato).

Efficacia dei vaccini. In base al report dell’Istituto Superiore di Sanità, da febbraio quasi 99 deceduti su 100 non avevano completato il ciclo vaccinale. Inoltre, nei deceduti con ciclo vaccinale completo l’età media e il numero medio di patologie risultavano decisamente più elevate.

Le persone completamente vaccinate hanno manifestato una riduzione del rischio rispetto ai non vaccinati dell’88% per infezione, 95% per ospedalizzazione, 97% per ricovero in terapia intensiva e 96% per decesso. Grazie all’efficacia dei vaccini, il ministero della Salute ha emanato una circolare con nuove regole di quarantena per chi è vaccinato: riduzione da 10 a 7 giorni della quarantena dei vaccinati che siano risultati positivi vaccinati o che siano contatti stretti di un positivo (con tampone alla fine del periodo di 7 giorni), mentre resta di 10 giorni per i non vaccinati o per chi non ha il ciclo completo. Efficacia e sicurezza dei vaccini li rende raccomandati anche in gravidanza.

Il sierologico. La circolare del Ministero della salute, nel richiedere la somministrazione di un’unica dose di vaccino per chi ha avuto il Covid-19, da eseguire preferibilmente tra i 6 mesi e i 12 mesi dalla guarigione, ribadisce che il test sierologico è inutile ai fini della decisione sulla vaccinazione e per ottenere il Green Pass. Gli anticorpi neutralizzanti presenti nel sangue potrebbero predire il rischio di venir contagiati dal Sars-Cov-2 dopo esser stati vaccinati e possono essere un marcatore predittivo affidabile per valutare la necessità di una terza dose per proteggere dalle varianti emergenti, secondo uno studio su quasi 11.500 operatori sanitari in Israele, pubblicato sul New England Journal of medicine.

Variante Delta.  La circolazione della variante Delta è ormai largamente prevalente in Italia (tra l’80% e il 100%), come nell’Unione Europea e negli Usa. Questa variante sta portando ovunque ad aumento del numero di nuovi casi di infezione, anche in Paesi con alta copertura vaccinale. E’ caratterizzata da una trasmissibilità dal 40 al 60% più elevata rispetto alla variante Alfa e risulta, secondo i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), la massima autorità sanitaria federale statunitense, più infettiva del comune raffreddore o dell’influenza stagionale e infettiva come la varicella. Inoltre, avrebbe circa il doppio delle probabilità rispetto ai ceppi originari di Whan di provocare polmonite o ricovero ospedaliero. La variante Delta può contagiare anche le persone che sono state vaccinate e queste possono a loro volta trasmettere il virus ad altri, anche se si tratta di un evento raro. Il dato che la variante Delta contagia anche chi è vaccinato (che rimane comunque protetto dalle conseguenze dell’infezione) conferma che non è possibile l’instaurarsi dell’immunità di gregge.

Nel focolaio verificatosi nel Massachusetts negli Stati Uniti nella prima metà di luglio, è risultato che il 75% delle persone infette era completamente vaccinato, inoltre presentava la stessa carica virale e dunque la medesima probabilità di trasmettere il virus dei non vaccinati. I risultati supportano il sospetto che le persone vaccinate siano in parte responsabili dell’ondata estiva delle infezioni. Da ciò nasce la raccomandazione dei Cdc americani di usare la mascherina al chiuso anche tra vaccinati.

Green pass. Il Green pass – Certificato Verde- è la certificazione che attesta che si è in possesso di un certificato di vaccinazione per i vaccini autorizzati in Unione europea (rilasciato 15 giorni dopo la prima dose e valido fino alla seconda o dopo la seconda dose e valido 9 mesi), o di un certificato di guarigione (emesso dal medico di famiglia, dalla Asl o dall’ospedale in caso di ricovero e valido 6 mesi) o di esito negativo di un tampone molecolare o rapido effettuato nelle 48 ore precedenti. E’ in vigore in Italia dal 6 agosto 2021. È molto contestato ma in realtà rappresenta un tentativo e un’opportunità di riprendere le normali attività sociali, lavorative, ricreative e sportive.

Il Green pass è obbligatorio: per accedere a spettacoli al cinema e a teatro o a eventi culturali e artistici aperti al pubblico in locali o spazi anche all’aperto, a eventi e competizioni sportive, al consumo al tavolo nei ristoranti al chiuso, nei bar ma non per consumare al bancone, nei centri commerciali, musei, piscine, palestre, centri benessere (anche all’interno di strutture ricettive), centri termali, parchi tematici e di divertimento, centri culturali e centri sociali per le attività al chiuso (ad esclusione di centri educativi per l’infanzia e centri estivi), sagre e fiere, convegni e congressi, sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò, concorsi pubblici, mezzi di trasporto a lunga percorrenza e autobus adibiti a servizio di noleggio con conducente (ma non per bus e metropolitane del trasporto pubblico locale e per i treni regionali), in ospedali e case di cura, per il personale sanitario e quello scolastico/universitario e per gli studenti universitari.

Il Green pass non è richiesto al di sotto dei 12 anni. Per i bambini al di sotto dei 6 anni per viaggiare in Italia e all’estero non è richiesto nulla, tra i 6 e i 12 anni è richiesto il tampone.

Il Green pass non è richiesto ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica. Un’altra questione è la differenza con l’Europa, in quanto nel nostro Paese si riceve due settimane dopo la prima vaccinazione mentre in Ue è valido solo dopo la seconda dose.

Esiste la possibilità che il Green pass sia revocato nel caso in cui una struttura pubblica o il medico di famiglia comunichino la positività al Covid-19 di una persona vaccinata o guarita dal virus.

Evoluzione della pandemia. Purtroppo, il Comitato consultivo di esperti SAGE del Regno Unito, alla luce delle evidenze disponibili, ha previsto che le nuove varianti alla fine renderanno impossibile l’eradicazione del virus Sars-CoV-2 con i vaccini esistenti.

La principale speranza per la fine della pandemia è che il virus rimanga altamente trasmissibile ma diventi meno dannoso, come i Coronavirus umani che causano il raffreddore comune.

Questa possibilità risulta realistica a lungo termine ma improbabile nel breve termine.

 

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