Figli di Portici famosi: il cardinale Fortunato Ilario Carafa della Spina

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Fortunato Ilario Carafa della Spina è nato a Napoli, il 16 febbraio 1631, da Girolamo Carafa della Spina, principe di Roccella, e da Diana di Orazio Vittori.

Completati  gli studi a Napoli, è stato avviato alla carriera ecclesiastica.

Godendo dell’influenza della famiglia, intorno al 1670,  dallo zio Simeone Carafa della Roccella (30 agosto 1638 – 22 marzo 1676), arcivescovo di Messina, ha avuto la carica di vicario generale dell’archidiocesi messinese.

Per le prove di fedeltà date alla «… Corona spagnola e per l’appoggio fornito alle autorità regie nella repressione dei moti messinesi del 1671, poté conquistarsi la stima e la fiducia di Carlo II, tra l’altro permettendo a monsignor Monge, giudice di monarchia, di imbarcarsi e mettersi in salvo a Milazzo, di fronte alla furia del popolo. Inoltre, in uno dei momenti più gravi della rivolta, nel luglio 1674, unitamente alle alte gerarchie di Messina, si dichiarò “nemico capitalissimo” della città».

Per questo suo esasperato appoggio alle autorità spagnole, resosi inviso, ha visto «… aumentare a dismisura il disprezzo dei Messinesi nei suoi confronti».

Il sovrano spagnolo Carlo II d’Asburgo (Madrid, 6 novembre 1661 – ivi, 1° novembre 1700), in segno di gratitudine, l’ha nominato ambasciatore del re di Spagna presso la Santa Sede per il vicereame di Napoli.

Nonostante fosse soltanto chierico, su istanza del monarca spagnolo, nel concistoro del 2 settembre 1686, con dispensa per non aver ancora ricevuto gli ordini minori, dal sommo pontefice  Innocenzo XI (Benedetto Odescalchi: Como, 19 maggio 1611 – Roma, 12 agosto 1689) è stato elevato al rango di cardinale.

Contestualmente alla berretta rossa ha ricevuto il titolo di cardinale prete dei Santi Giovanni e Paolo.

Ottenuta la concessione del permesso di ricevere gli ordini sacri, il 16 settembre 1686, è stato ordinato presbitero.

Nel concistoro del 7 luglio 1687, dallo stesso papa Innocenzo XI è stato nominato vescovo di Aversa, episcopato dal 1616 attribuito a un membro della famiglia Carafa della Roccella.

Il 5 ottobre 1687, nella chiesa carmelitana di Montesanto a Roma, è stato «… consacrato vescovo da Savo Millini, vescovo di Orvieto, con Francesco Pannocchieschi d’Elci, arcivescovo di Pisa, in qualità di co-consacratore».

Il 5 giugno 1688, vigilia di Pentecoste, ha preso possesso della sua diocesi.  Un «… giorno memorabile in quanto un terremoto venne a sconvolgere i festeggiamenti per il suo ingresso».

Nell’esercizio dell’attività pastorale nella diocesi aversana, tenuta fino al giorno del suo decesso, ha sollecitato l’istituzione «… di una casa di chierici regolari minori, cui avrebbe assegnato la chiesa di S. Anna; la costruzione del conservatorio di S. Michele al Carmine per rinchiudervi le prostitute; la riparazione dei danni causati dal terremoto al duomo della città; il tentativo di incrementare la partecipazione degli abitanti della sua diocesi alle missioni».

II 9 marzo 1693, ha ricevuto l’incarico di legato apostolico in Romagna. Dopo dieci mesi, è stato «… costretto a rifiutarla non potendo soddisfare all’obbligo della residenza per ragioni di salute.

Così il 4 gennaio 1694, dimessosi, ha lasciato la legazione romagnola.

Ha partecipato a due conclavi: 1689, votazione di papa Alessandro VIII e, 1691, elezione di papa Innocenzo XII, «… in entrambi seguendo pedissequamente le direttive imposte della corte spagnola».

L’aggravarsi delle già precarie condizioni di salute, non «… gli permisero di assumere in quegli anni un qualche ruolo di preminenza in seno alla Curia».

Pertanto ha risoluto di allontanarsi da Roma e di rientrare presso la famiglia.

All’età di 65 anni, per un forte attacco di apoplessia, il cardinale Fortunato Ilario Carafa della Spina muore a Portici, introno alle ore 8 del 16 gennaio 1697.

Le spoglie mortali, dopo essere state esposte sono state poi inumate nella cattedrale di Aversa.

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