Figli di Portici famosi: Antonietta Giugliano

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Antonietta Giugliano è nata a New York, negli USA, l’11 luglio 1909, da genitori originari di Afragola, in provincia di Napoli, emigrati negli Stati Uniti

Nel 1914, rimasta orfana di madre, è rientrata in Italia.

Nell’anno successivo, dal padre è stata affidata alle suore della Carità di Regina Cœli di Napoli.

Vivendo in comunità con le suore, provata da un dolore così intenso e profondo, si è posta l’interrogativo se le era possibile arginare il dolore umano.

Rifugiatasi nella preghiera, trovando nella Vergine conforto alle sue pene;  approfondendo  la sua vita interiore, a sedici anni, ha maturato la vocazione alla vita religiosa.

Sebbene la sua scelta sia «… in contrasto con i progetti della famiglia, la quale desiderava per lei un matrimonio adeguato alla sua buona posizione economica» ha proseguito nel suo cammino interiore.

Nel 1925, ritornata ad Afragola, ha redatto «… un minuzioso Regolamento di vita cristiana, che costellava la settimana di compiti, impegni, buoni propositi, esami di coscienza e penitenze».

A un suo cugino sacerdote, ha confidato di voler creare un istituto  missionario  e di voler iniziare un apostolato di carità, mettendo a disposizione degli indigenti i suoi beni. Dal cugino è stata esortata a «… ponderare con maggiore attenzione la sua scelta» e, allo stesso tempo, le è stato suggerito di esporre i suoi progetti di affrontare le tante situazioni di povertà presenti allora ad Afragola a padre Sosio Del Prete (Frattamaggiore, 1885 – Napoli, 1952), guardiano vicario del locale convento di Sant’Antonio.

Nel corso dell’incontro, il frate minore è stato particolarmente colpito «…  dal suo convinto entusiasmo, dalla forza della donazione di sé, dalla radicalità e dall’autenticità del suo percorso di fede». Valutatene la perseveranza, la fortezza, la prudenza, l’ha quindi guidata «… in un cammino di approfondimento e di discernimento graduale» conclusosi con la netta convinzione di fondare un istituto religioso con il fine di occuparsi dei vecchi abbandonati, ai bambini orfani e poveri, ai malati.

Così, unitamente a padre Sosio Del Prete, il 6 giugno 1932, ha dato il via alla fondazione dell’Istituito religioso delle Piccole Ancelle di Cristo Re.

Indossato l’abito religioso,  ricevuto dal cardinale Alessio Ascalesi, arcivescovo di Napoli,  ha assunto «… come norma di vita la Regola del Terz’Ordine Regolare di S. Francesco, impegnandosi con tutte le sue forze nel consolidamento e nella diffusione della nuova famiglia religiosa».

Prima superiora generale del novello Istituto delle Piccole Ancelle di Cristo Re, lo ha diretto fino alla «… con saggezza, difendendolo con energia e coraggio anche nelle inevitabili difficoltà che si frapposero al suo cammino»..

Nel 1946 è arrivata a Portici per fondarvi la nuova casa della Congregazione.

Completata, dagli anni ’50, l’opera, ha «… consentito di ospitare migliaia e migliaia di bambini e giovani, orfani e non, cui l’Istituto con le sue suore e il suo personale ha dato cura, amore, istruzione, mestieri e opportunità di crescita, realizzazione ed immissione nel mondo del lavoro».

Ammalatasi d’un male incurabile, ha sopportato con cristiana rassegnazione e fortezza indomita la malattia.

Il 5 aprile 1960, pienamente cosciente, durante la sua degenza nella Clinica della Madonnina a Milano, «… a mò di testamento spirituale e di perenne benedizione per le sue figlie:spirituali», ha scritto «… con la sua testimonianza di vita splendide pagine di autentica donazione di sé, di amore verso Dio e verso il prossimo, di speranza che non tramonta».

Stroncata da indomita malattia, «… appena superati i cinquanta anni di vita», suor Antonietta Giugliano muore a Portici, di mercoledì 8 giugno 1960.

Il suo corpo riposa nella cappella della casa madre delle Piccole Ancelle di Cristo Re, ad Afragola.

 

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