Figli di Portici famosi: Camillo Bosso

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Camillo Bosso è nato nella confinante Resina, in provincia di Napoli,

divenuto sacerdote, ha iniziato la sua opera pastorale nel paese natio.

Ottenuta l’indipendenza spirituale dalla basilica di Pugliano, è stato il primo parroco di Portici. È stato «… scelto dal Card. Buoncompagno da una rosa di tre candidati proposti dai cittadini di Portici». Pertanto, inizialmente, ha avuto affidata la cura della piccola chiesa di Santa Maria delle Grazie e, successivamente alla catastrofe vesuviana, quella della nuova chiesa dedicata alla Natività della Vergine Maria.

Uomo di grande zelo, «… sacerdote di grande attività e di vita esemplare», ha retto la parrocchia della Chiesa Madre «… con gran prudenza, zelo, e carità per lo spazio di 27 anni». Ha governato la parrocchia «… in uno dei periodi più tormentati della storia del paesi vesuviani», colpiti dalla spaventosa eruzione del Vesuvio del dicembre 1631 e dall’epidemia di peste dell’aprile-maggio 1656. Le due calamità hanno prodotto un gran numero di vittime: solo a Portici, mentre la prima ha distrutto ben 70 famiglie, la seconda ha decimato la popolazione.

All’imbrunire del 24 ottobre 1644 dalla chiesa matrice «… uscì il SS. Viatico ed entrò nell’ampio portone del vicino palazzo de’ Mari. Il parroco Don Camillo Bosso di Resina si recava a portare gli Estremi Conforti alla principessa di Stigliano ex viceregina di Napoli».

Il reverendo Camillo Bosso muore a Portici, il 17 gennaio 1655, «… dopo aver la mattina del celebrato la santa messa, e fatta la processione».

All’età di «… circa 60 anni», è volato in cielo «… colmo di meriti, in gran concetto di santità».

La causa del decesso è da imputare a un «… dolor di fianco, così come molte volte prima aveva predetto».

Compianto da tutti, viene «… deposto in deposito canonico dietro l’altare maggiore con licenza della Corte Arcivescovile di Napoli» della navata centrale della chiesa parrocchiale porticese.

Nel corso dell’anno 1975, in occasione del restauro della chiesa, i suoi resti mortali «… scoperti da don Michele Borriello» sono stati traslati sotto l’altare della cappella del Cuore di Gesù.

A ricordo della traslazione, viene incisa una lapide

Sul bianco marmo, incastonata nel pavimento della cappella, si legge l’iscrizione che tramanda ai fedeli porticesi il ricordo del loro primo parroco:

AD MELIORA LOCA RESTITUTA / HIC MANENT MORTALIA / CAMILLI SACERDOTIS BOSSO / PRIMI PAROCHI HUIUS ECCLESIAE / D. MCMLXXV

L’epigrafe, tradotta in italiano, recita:

Deposti in più decoroso luogo / qui giacciono i resti  mortali / del sacerdote Camillo Bosso / primo parroco di questa chiesa / Nell’anno del Signore 1975.

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