Figli di Portici famosi: fra Gaudenzio, al secolo Ciro Dell’Aja

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Ciro Dell’Aja è nato a Portici, il 17 maggio 1912

Il 16 ottobre 1927, ad appena 15 anni, è entrato nell’Ordine dei Frati Minori. Vestito l’abito francescano, ha trascorso gli anni del noviziato nel convento di Piedimonte Matese, in provincia di Caserta.

Preso il nome in religione di Gaudenzio, nel 1928, ha tenuto la professione solenne e, il 7 ottobre 1934, è stato ordinato sacerdote.

Nei primi anni da religioso, è stato di comunità in molti conventi della Provincia Napoletana, prima di stabilirsi nel monastero di Santa Chiara in Napoli.

Ha assolto l’incarico di Maestro dei Chierici, insegnando «… matematica e fisica presso l’Istituto “Giovanni Monaci” e poi matematica presso l’Istituto Superiore Scienze e Lettere nella basilica di Santa Chiara di Napoli». .

A causa di un poderoso incendio, sviluppatosi immediatamente dopo il bombardamento operato su Napoli dalle forze aeree anglo-americane, il 4 agosto 1943, il monastero della basilica di Santa Chiara è stato gravemente danneggiato.

Dall’ottobre del 1944, nominato «… rappresentante dell’Ordine dei Frati Minori per i lavori di ricostruzione della basilica», in prima persona, ha partecipato fattivamente ai lavori.

Per dieci anni, seguendo con tenacia e costante attenzione l’opera di ricostruzione, ha riportato il distrutto sacro luogo «… all’aspetto originario trecentesco eliminando così ogni aggiunta settecentesca». Restituita all’antico splendore, sfrondata degli elementi barocchi aggiunti all’originario stile gotico provenzale, nel 1953, la basilica è stata riaperta al pubblico culto.

Per la dedizione e l’impegno profuso nell’opera di ricostruzione, è stato nominato «… conservatore onorario dell’intero complesso monastico di Santa Chiara».

In «… 65 anni di vita religiosa e 58 anni di sacerdozio», ha ricoperto diverse cariche:

  • primo parroco della basilica di Santa Chiara, dal dopo guerra al 1961;
  • priore per due trienni consecutivi, della comunità del monastero della basilica di Santa Chiara, dal 1961 al 1967;
  • visitatore nella Provincia serafica dell’Umbria nel 1966;
  • guardiano della comunità della basilica di Santa Chiara, nel 1967;
  • presidente della Commissione Liturgica Arcidiocesana di Napoli
  • presidente del Tribunale Ecclesiastico Arcidiocesano per le cause dei Santi;
  • segretario del Pontificio Istituto di Napoli;
  • segretario del Visitatore Apostolico;.
  • delegato arcivescovile del Tribunale Ecclesiastico per la ricognizione canonica dei resti mortali del Beato Vincenzo Romano (Torre del Greco, 1751 – ivi, 1831), giugno 1982;
  • delegato arcivescovile del Tribunale Ecclesiastico per la ricognizione canonica dei resti mortali del Servo di Dio Salvo D’Acquisto (Napoli, 1920 – Torre di Palidoro, Fiumicino, Roma, 1943), ottobre 1987;
  • esaminatore prosinodale della Diocesi di Pozzuoli
  • assistente ecclesiastico di diversi istituti di suore;

Scrupoloso storico e saggista, si è interessato con particolare attenzione allo studio della dinastia dei Borbone di Napoli, correggendo alcune inesattezze, riportate nel 1958 dai  curatori della ricostituzione della cappella borbonica, interna alla basilica di Santa Chiara.

All’età di ottanta anni, stroncato nella notte tra il 26 e il 27 aprile 1993 da un collasso cardiocircolatorio, fra Gaudenzio Dell’Aja muore,  tra le mura del monastero di Santa Chiara in Napoli.

Per i suoi meriti è stato premiato con l’attribuzione della’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

Dello storico e saggista, citiamo alcuni suoi lavori:

  • Diario, Napoli;
  • Note sull’altare maggiore della Basilica di Santa Chiara in Napoli, Asprenas, 1961;
  • 14 agosto 1571: un avvenimento storico in Santa Chiara di Napoli, Giannini, Napoli, 1971;
  • Stendardo di Lepanto, Il Rievocatore – Periodico mensile di cultura, Anno XXV – nnº 1-3, gennaio – marzo 1974;
  • Il restauro della Basilica di Santa Chiara in Napoli, Giannini, Napoli, 1980;
  • Per la traslazione in Santa Chiara di Napoli dei resti mortali degli ultimi sovrani delle Due Sicilie, Napoli, 1984;
  • Cernite Robertum regem virtute refertum – Ricognizione della tomba di Roberto d’Angiò nella Basilica di Santa Chiara in Napoli, Napoli, 1986;
  • Nel 150º anniversario della morte della Venerabile Serva di Dio Maria Cristina di Savoia regina delle Due Sicilie, Napoli, 1986;
  • Il Pantheon dei Borboni in Santa Chiara di Napoli, Giannini, Napoli, 1987;
  • Il restauro della Basilica di Santa Chiara in Napoli, Giannini, Napoli, 1992;
  • Per la storia del Monastero di Santa Chiara in Napoli, Giannini, Napoli, 1992.

Nastrino dell’onorificenza attribuitagli:

 Cavaliere di Gran Croce di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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