Figli di Portici famosi: Gennaro Clemente Francone

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Gennaro Clemente Francone è «… nato nella Real Villa di Portici», il 23 novembre 1728.

Discendente dalla nobile famiglia de’ principi di Ripa, è «… figlio di (Paolo) Francone, marchese di Salerno e di (Ilaria) Ruffo».

Seguendo la vocazione religiosa, entrato in seminario, è stato ordinato sacerdote il 17 aprile 1768.

Avviato a seguire la carriera ecclesiastica, ha ricoperto la carica «… di avvocato concistoriale e decorato di varie altre prelature là in Roma».

Nel concistoro segreto del 14 dicembre 1772, papa Clemente XIV (= Giovanni Vincenzo Antonio, in religione Lorenzo Ganganelli, Santarcangelo di Romagna, 1705 – Roma, 1774) gli ha assegnato la cattedra arcivescovile di Cosenza.

Dall’11 novembre 1772, data della presa di possesso canonico, ha governato la diocesi calabrese fino al 16 dicembre 1791.

Nei circa vent’anni di attività pastorale nella circoscrizione arcivescovile dei Bruzi, nel 1780 e nel 1786, ha indetto e celebrato il sinodo diocesano e provinciale. Purtroppo, però, dei due adunanze dei sacerdoti e dei chierici della diocesi, non ha mai dato alle stampe le relative relazioni.

Generoso oltre misura, per l’aver donato al duomo di Cosenza, dedicato a Santa Maria Assunta la croce per l’altare maggiore e, «… per molte altre opere insigni», ha lasciato duratura fama nei Cosentini.

Il sommo pontefice Pio VI (= Giovanni Angelico o Giannangelo Braschi; Cesena, 1717 – Valence-sur-Rhône, 1799), nel concistoro segreto del  27 febbraio 1792, traslandolo da Cosenza, l’ha assegnato alla guida della «… chiesa vescovile di Gaeta, nella Provincia di Terra di Lavoro», mantenendogli il titolo d’arcivescovo.

Nel suo primo anno di episcopato a Gaeta, ultimati i lavori avviati dal suo predecessore nel 1788, con solenne rito, il 28 maggio 1793, ha riconsacrata e aperta al culto la chiesa cattedrale dei Santi Erasmo e Marciano e di Santa Maria Assunta.

Cinque anni dopo, il 18 dicembre 1797, dallo stesso vicario di Cristo in terra, confermandone la nomina, è stato traslato dall’arciepiscopato caietano e destinato a reggere la diocesi di Troja, in Puglia.

Qualche giorno dopo la proclamazione della Repubblica Partenopea, avvenuta a Troja l’8 febbraio 1799, la parte reazionaria della città si è rivoltata contro il nuovo corso politico. Invano ha tentato di sedare gli animi dei rivoltosi. radunato il popolo in chiesa,  «… mentre dal soglio episcopale volge la parola a quei forsennati, due caporioni della sommossa, Amante e Manciopinto, gli si mettono a’ fianchi con le scuri levate, «dettando al Vescovo ciò che loro piaceva; ed a’ loro voleri il buon Prelato doveva uniformarsi». Non essendo riuscito nell’intento e sentendoti pesantemente minacciato, è stato costretto a «… fuggire a Manfredonia, presso il fratello» Tommaso Maria Francone (Larino, 1732 – Manfredonia, 1799), vescovo della città sipontina.

Il settantenne vescovo, monsignor Gennaro Clemente Francone muore a Troja, il 7 maggio 1799.

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