Figli di Portici famosi: Giuseppe Carelli

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Giuseppe Carelli è nato a Napoli, il 10 marzo 1858, da Consalvo Carelli.

Dal padre Gonsalvo, ha appreso i primi rudimenti della pittura ed è stato indirizzato alla puntuale resa del vero.

Ha seguito, poi, «… gli insegnamenti di G. Mancinelli e di Marinelli» riuscendo, a soli diciotto anni, a diplomarsi maestro d’arte all’Accademia di Belle Arti della città natale.

Trasferitosi poi a Roma, nella città eterna, ha frequentato «… a lungo i musei vaticani nei quali potè approfondire lo studio dei classici ed esercitarsi nel disegno e nelle copie dei grandi maestri del passato».

Durante il «… soggiorno romano, con il Podesti, Fracassini, Wolff e Carta», nonostante i contatti con i pittori neoclassici, non si è allontanato «… dalle tematiche paesistiche e dal gusto del padre».

Appartenente ai famiglia di pittori, come il padre, il nonno Raffaele Consalvo e gli zii Gabriele e Achille, restando fedele agli insegnamenti paterni, si è dedicato «… particolarmente al paesaggio»,

Esponente più in vista dell’arte figurativa, che ha caratterizzato la Scuola di Posillipo, è stato autore di grandi tele a olio, di acquarelli su carta, di incisioni all’acquaforte e di litografie.

Le sue opere hanno interessato scene ed elementi della Napoli del suo tempo: la città, i palazzi, i dintorni, le marine, i pescatori, le isole del golfo, le falde del Vesuvio.

Nel corso dei suoi numerosi viaggi, confrontandosi on diverse scuole pittoriche, ha impresso su tela i più allettanti panorami dei luoghi visitati.

Della sua intera produzione, oggi, per lo più appartenente a collezioni private, due grossi quadri sono al Museo nazionale di San Martino di Napoli: Il chiostro grande e l’Abside della chiesa di S. Martino.

Venuto a Portici, ha soggiornato presso la famiglia Armenio, abitante al civico 20 di via Nastri.

Il pittore napoletano Giuseppe Carelli muore a Portici il 23 maggio 1921.

Dalla sua dimora porticese, nel periodo compreso tra l’agosto 1886 ed il giugno 1894, l’artista napoletano, ha colto alcuni suggestivi scorci paesaggistici del centro storico della città «… tanto cari agli aristocratici dell’epoca».

Di questi, ne segnaliamo alcuni, tutti conservati presso il Museo Nazionale di San Martino di Napoli.

La signora seduta su una terrazza di una villa a Portici..

L’opera, datata 1886, è stata eseguita con la tecnica del disegno a matita su carta velina, ha dimensioni di 10, 3 x 16,5 centimetri.

 

La chiesa della Reale Arciconfraternita dell’Immacolata Concezione di Portici, vista da casa Armenio,

L’opera, realizzata con la tecnica del disegno a matita su cartoncino, è datata martedì 9 luglio 1889.

Il Vesuvio visto da casa Armenio.

L’opera, datata venerdì  3 giugno 1892, è stata eseguita con la tecnica del disegno a matita su cartoncino.

Il giardino antistante il palazzo fatto erigere dal canonico Vincenzo Amoretti a Portici.

Datata 1894, l’opera è stata realizzata con la tecnica del disegno a matita su cartoncino.

 

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