Figli di Portici famosi: il botanico Giuseppe Catalano

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Giuseppe Catalano è nato a Palermo, l’8 dicembre 1888, da Emanuele Catalano e da Carolina Cocchiara.

Terminati gli studi inferiori e superiori sostenuti presso scuole della città natale, si è iscritto alla Regia Università degli Studi di Palermo.

Ventenne, nel 1908, ha iniziato a frequentare «… come praticante interno, con mansioni di assistente, l’Istituto e l’Orto Botanico» annesso alla locale Università.

In tale contesto, ha maturato la sua formazione «… nell’ambito della scuola di Federico Delpino ed Antonio Borzi», da lui definiti «… grandi maestri della Biologia vegetale, assertori della divina logica di ogni struttura».

Presso l’Ateneo palermitano, nel 1911, si è laureato in scienze naturali.

Attratto «… dalla figura e dall’insegnamento del botanico A. Borzi» ha mosso i primi passi della carriera accademica.

Divenuto assistente di ruolo nell’Istituto di Botanica, congiuntamente al suo maestro ha pubblicato i primi lavori scientifici.

A seguito dell’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria, ha visto interrompere la sua carriera perché richiamato dalle armi.

Dal 1916, ha servito il paese combattendo quale ufficiale di fanteria,

Per il suo stato di servizio è stato decorato con la croce al merito di guerra ed è stato ricompensato con l’attribuzione del diploma e la medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915-1918 e del titolo di Cavaliere dell’Ordine di Vittorio Veneto.

Ha raccolto in un Diario l’esperienza di guerra alternando «… il racconto della vita al fronte a riflessioni di natura filosofica e religiosa, morale ed esistenziale».

Ripresa la carriera accademica, nel 1922, con concorso per titolo indetto dall’Ateneo palermitano, ha conseguito la libera docenza.

nel 1931, «… dieci anni dopo la morte del Maestro Antonino Borzì», è stato promosso aiuto presso l’Istituto Botanico di Palermo.

Nell’anno seguente, 1932, in seguito di concorso, è stato nominato professore straordinario di Botanica, nel Regio Istituto Superiore Agrario di Portici.

Contestualmente ha assunto anche l’incarico di direttore dell’annesso Orto Botanico.

Nel 1933, neo direttore e curatore dell’Orto Botanico del Regio Istituto Superiore Agrario di Portici, ha proceduto a un dettagliato inventario «… delle collezioni esistenti mediante una mappatura dettagliata» delle specie vegetali in esso ospitate.

Sebbene già trasferitosi a Portici, nel 1934, è rientrato in Sicilia,per sposare a Palermo, la giovane ricercatrice Rosa Giambra (Marianopoli, Caltanisetta, 1905 – Napoli, 1973), conosciuta nel’Istituto botanico siciliano.

Dal matrimonio, ha avuto tre figli: Emanuele (1940), Maria Carla (1943) e Michele (1945).

Nel corso dello stesso 1934, con l’acquisizione di tre appezzamenti di terreno dell’ex parco reale e l’introduzione di nuove specie vegetali,ha avviato la ripresa dell’Orto Botanico di Portici.

Nell’anno 1935, promosso professore ordinario di Botanica nell’Istituto porticese, è stato anche incaricato dell’insegnamento dell’Arboricoltura nello stesso Istituto.

Grazie al suo continuo impegno, la collezione di essenze vegetali conservata nell’Orto Botanico della Facoltà di Agraria di Portici si arricchisce di nuove acquisizioni.

Diverse specie succulente sono state date donate «… dall’Orto Botanico di Palermo».

Intanto il Regio Istituto Superiore Agrario, divenuto Facoltà di Agraria è stato annesso alla Regia Università degli Studi di Napoli. Susseguentemente all’annessione, ha mantenuto lo status di professore ordinario di Botanica.

Nel corso del 1937, ha curato la ripresa della pubblicazione del Catalogo dei semi, edito dalla Facoltà di Agraria di Portici.

Il primo numero di questo nuovo catalogo comprende “505 specie” vegetali.

Per quattro anni accademici, 1939 – 1942, ha avuto l’incarico degli insegnamenti di:

  • Principi generali di genetica, tenuti ai discenti del Corso di specializzazione per Tabacchicultori;
  • Botanica tropicale e subtropicale agli iscritti alla Scuola di Specializzazione in Agricoltura tropicale e subtropicale istituita presso la Facoltà di Agraria;
  • Botanica generale, presso la Facoltà di Scienze Naturali.

Negli anni della seconda guerra mondiale, 1940-1945, ha vissuto da civile tra Portici e Somma Vesuviana, dove la famiglia è stata costretta a sfollare.

Anche di questo periodo «… ha lasciato un diario in cui vengono narrati eventi drammatici (difficoltà a raggiungere Portici da Somma Vesuviana, penuria di cibo, pericolosità dei bombardamenti, necessità di nascondersi per sfuggire alle retate dei tedeschi in fuga ed infine la tragedia della morte del figlioletto primogenito)».

Dal 1942 al 1947, oltre all’incarico dell’insegnamento della Botanica sistematica nella Facoltà di Agraria di Portici, ha tenuto anche la direzione dell’istituto di Botanica della stessa Facoltà.
Nel 1947, con voto unanime, dal Consiglio della Facoltà di Scienze dell’Università degli Studi di Napoli è stato chiamato a occupare la cattedra di Botanica della stessa Facoltà, a reggere la direzione dell’Orto Botanico e, allo stesso tempo, a ricoprire la carica di direttore della Stazione sperimentale per le piante officinali a Napoli.

Inoltre, è stato nominato membro consultivo per le piante officinali dell’apposito sottocomitato del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

Nel 1954, nominato membro del Consiglio Superiore dell’Agricoltura e delle Foreste, ha mantenuto l’incarico fino al 1962.

Nel 1959, è stato collocato fuori ruolo e, nel 1964, è stato posto definitivamente in quiescenza.

Lasciato l’insegnamento, seppur in tono minore, ha continuato a produrre contributi scientifici in campo botanico, per la maggior parte riguardanti le foglie.

Ha anche collaborato «… alla rivista «Le scienze e il loro insegnamento» edita da Le Monnier».

Negli ultimi anni di vita, non si è sottratto all’indulgere a scrivere su temi diversi, tra cui la musica, alla quale ha dedicato il volume Introduzione ad una teoria biologica della musica.

Pubblicato a Napoli nel 1963, il volume introduce il lettore «… ad una teoria biologica della musica, in cui la ricerca biologica si esercita a rintracciare origine e cause del fenomeno musicale».

Per la sua attività scientifica è stato membro dell’Accademia di Scienze Fisiche e Matematiche di Napoli, dell’Accademia di Scienze Lettere e Arti di Palermo, dell’Accademia Gioenia di Catania, dell’Accademia Pontaniana di Napoli.

Ha diretto, per undici lunghi anni, la rivista Bollettino dell’Orto Botanico della R. Università di Napoli, ribattezzata Delpinoa, in omaggio all’altro suo maestro Federico Delpino.

Un suo fondo documentario è conservato presso l’Archivio dell’Orto Botanico di Palermo.

Gran parte delle sue pubblicazioni sono consultabili presso la ex Facoltà di Agraria di Portici, oggi Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Il botanico Giuseppe Catalano muore a Napoli, il 29 agosto 1981.

I suoi resti mortali, insieme a quelli della moglie e del figlioletto primogenito, riposano nel loculo di famiglia, allestito all’interno del cimitero di Portici.

Nastrini delle onorificenze attribuitegli:

 Croce al merito di Guerra

 Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915-1918

 Cavaliere dell’Ordine di Vittorio Veneto

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