Figli di Portici famosi: il controammiraglio Giovanni Vacca

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Giovanni Vacca è nato a Napoli il 12 marzo 1810.

Nel 1824, è stato ammesso alla locale Scuola della Real Marina del Regno delle Due Sicilie, dove, nel 1928, ha conseguito la nomina a guardiamarina.

Ufficiale inferiore, nel 1828, ha partecipato alla spedizione dimostrativa contro la reggenza di Tripoli e, nel 1832-1833, a quella contro il bey di Tunisi.

Nel 1849, ha preso parte alla campagna contro i moti rivoluzionari in Sicilia.

Nel giugno del 1860, capitano di vascello comandante della pirofregata Ettore Fieramosca, ha partecipato al bombardamento di Palermo.

È di questi giorni, il suo primo «… contatto con i piemontesi per il passaggio suo e di altri colleghi alla causa unitaria».

Vascello Monarca

Nel mese seguente, ha preso il  comando del vascello Monarca, in corso di lavori di trasformazione presso i cantieri navali di Castellammare di Stabia.

Il 13 agosto 1860, «… organizzò l’abbordaggio del vascello da parte della fregata a ruote Tukery, già Veloce della Marina borbonica e trasferita alla Marina garibaldina dal comandante Amilcare Anguissola».

Al fallimento del tentativo d’abbordaggio prodotto dalla strenua difesa dell’equipaggio del Monarca, ha riparato sulla fregata corazzata piemontese Maria Adelaide.

Collegato idealmente al ministro della Marina garibaldina, «… spirito liberale, mosso dall’ideale unitario», è stato tra i primi a seguire «… il collega Anguissola, promotore ed elemento trainante del passaggio quasi in massa dell’Armata di mare borbonica alla Marina sarda».

Retroammiraglio dell’Armata di Mare napoletana, dopo l’Unità d’Italia, nell’ottobre del 1860, con il grado di controammiraglio, è passato alla Regia Marina italiana.

Nel 1861, eletto deputato nel collegio di Altamura, dal 18 febbraio 1861 al 7 settembre 1865, è stato alla Camera per la VIII legislatura del Regno d’Italia.

Nel 1863,ha ottenuto «… il comando della squadra del Levante in crociera nei porti del Mediterraneo orientale. Un’altra crociera fu compiuta dalla divisione di evoluzione, sempre al suo comando, nel 1865 prima nelle acque della Sicilia e quindi a Malta e nelle acque della Grecia».

Nel 1866, con il grado di controammiraglio ha assunto il comando della terza squadra delle navi non corazzate della Regia Marina: Carignano (nave ammiraglia), Castelfidardo e Ancona.

Il 20 luglio 1866, al comando della divisione formata dalle navi di legno agli ordini dell’ammiraglio sardo Carlo Pellion di Persano, comandante supremo della flotta italiana, ha preso parte alla disastrosa battaglia navale combattuta nei pressi dell’isola di Lissa, nel mare Adriatico.

L’essere stato «… coinvolto nell’umiliante sconfitta italiana di Lissa», lo ha portato poi a testimoniare «… contro Persano, comandante in quella battaglia navale».

Quindi, il 4 aprile 1867, ha sostenuto l’interrogatorio nel corso dell’udienza pubblica dell’Alta Corte di Giustizia del Senato del Regno d’Italia.

Per aver «… dimostrato una certa mancanza di lealtà nel testimoniare al processo contro l’ammiraglio Persano, divenuto l’unico capro espiatorio della sconfitta», è stato collocato a riposo.

Il controammiraglio Giovanni Vacca muore a Portici, il 12 Luglio 1879.

Insegna dell’onorificenza attribuitagli:

 Grand’Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

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