Figli di Portici famosi: il frate francescano Brunone de Vito

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Brunone de Vito è nato nella vicina Resina nel 1840.

A soli diciassette anni, nel 1857, ha lasciato la casa paterna per far parte della famiglia Alcantarina.

Nel 1866, è stato coinvolto dall’entrata in vigore delle leggi sulla soppressione degli Ordini religiosi mendicanti, emanate dal governo sabaudo.

Costretto a lasciare il convento di San Pietro d’Alcantara al Granatello, è tornato a vivere in famiglia a Resina.

Per aver ottenuto l’incarico di rettore provvisorio della chiesa di San Pasquale Baylon, «… di qui ogni mattina partiva per portarsi alla chiesa alcantarina di Portici, dove sedeva per lunghe ore al confessionale».

Passata la bufera, riscattato il convento, ha favorito l’insediamento di una nuova famiglia minoritica al Granatello.

Durante i 18 anni del suo guardianato, curando molto la disciplina, ha procurato grande prestigio al cenobio porticese.

Nei 68 anni di professione religiosa, «… non si è distinto per gli uffici svolti (fu appena Guardiano e Definitore Provinciale) o per la sua eloquenza; ma piuttosto, eleggendo una vita nascosta e vivendo « inter vestiholum et altare » ha operato la santificazione personale e quella d’innumerevoli anime».

Il suo sacerdozio, caratterizzato dalla completa dedizione  «… al confessionale, alla direzione delle anime ed a sollevare le miserie del popolo», ha sempre richiamato alla sua chiesa rilevanti masse di fedeli.

Ha conservato sino alla fine dei suoi giorni terreni lo stesso tenore di vita.

Nonostante la vecchiaia e la malferma salute, è stato sempre visto «… portarsi con grande zelo ed esattezza, fra i primi, agli atti comuni e rimanere per lunghe ore nel confessionale»

L’ottantacinquenne frate francescano, padre Brunone de Vito rende l’anima a Dio, di martedì 13 gennaio 1925, tra le mura del convento di San Pietro d’Alcantara al Granatello di Portici.

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