Figli di Portici famosi: il letterato Coriolano Martirano

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Coriolano Martirano è nato a Cosenza nel 1503, da Giovan Battista Martirano.

Nato in una nobile famiglia calabrese, ricevuta «… la prima educazione nella città natale dal maestro Lattanzio, sconosciuto precettore», agli inizi del 1529, ha raggiunto il fratello Bernardino (Cosenza, 1490 – Napoli, 16 novembre 1548) a Napoli.

Nella capitale del vice-reame di Napoli, intrapresi gli studi di legge e filosofia, il 3 marzo dello stesso anno, è stato nominato Doganiere del maggior fondaco di Gaeta.

Con il fratello, poeta e segretario di stato dei vicerè spagnoli, ha risieduto a Portici in villa Leucopetra.

Nella residenza porticese, presto divenuta «…  ritrovo di amici e letterati, e per tale motivo da alcuni definita “Accademia Martirano”», i due hanno allestito una preziosa biblioteca.

Trasferitosi a Roma, si è avviato alla carriera ecclesiastica.

Grazie all’intercessione del fratello maggiore, il 3 giugno 1530, da Clemente VII (Giulio Zanobi di Giuliano de’ Medici: Firenze, 26 maggio 1478 – Roma, 25 settembre 1534) è stato «… eletto «nullo supplicante» vescovo di San Marco Argentano, diocesi nei pressi di Cosenza.

Pur man tenendo l’amministrazione del vescovado, tuttavia ha differito il conferimento della nomina vescovile sino alla fine del 1535.

Nel frattempo, rimasto a Roma, ha stretto «… rapporti di amicizia con numerosi umanisti come Bernardino Telesio, Marcello Cervini, Claudio Tolomei, Francesco Maria Molza, Pietro Bembo, Luigi Tansillo

Nel 1545, essendo uno dei quattro vescovi «… designati da Pedro de Toledo a rappresentare l’episcopato napoletano», seguendo la politica imperiale, ha preso parte al Concilio di Trento.

Nei tre anni successivi, trattenutosi a Trento, ha partecipato «… attivamente ai dibattimenti conciliari, non solo in qualità di esponente della commissione preposta alla discussione sulle questioni teologiche, ma assumendo posizioni individuali in difesa della Fede e della moralità».

Alla fine del 1548, per la morte del fratello Bernardino, è ritornato a Napoli.

Sostituitolo nella carica di segretario generale del Viceregno, ha mantenuto l’incarico fino al 25 novembre 1554.

Apprezzato e dotto cultore delle lettere classiche, nel 1556, ha visto pubblicati alcuni suoi scritti: «… traduzioni in latino delle tragedie Medea, Baccanti, Fenicie, Ippolito, il dramma satiresco Ciclope di Euripide; Prometeo di Eschilo; Elettra di Sofocle; le commedie Pluto e Nuvole di Aristofane; i primi dodici libri dell’Odissea, la Batracomiomachia e il primo libro delle Argonautiche di Apollonio Rodio. Questa raccolta comprende anche una tragedia composta dalla stesso Martirano e di soggetto sacro intitolata Christus.

Questi sono lavori «… che il nipote Marzio aveva sottratto all’oblio al quale lo zio li aveva destinati, poiché non del tutto convinto dell’opportunità di darli alle stampe.»

Buon grecista e latinista, è stato «… libero traduttore e rifacitore delle opere della drammatica greca, e, oltre che di un curioso volumetto di Epistolae

Ereditata dal fratello la proprietà della villa Leucopetra, ha deciso di trascorrere tra quelle mura gli ultimi anni della vita, si è ritirato a Portici,

Il letterato Coriolano Martirano, cinquantaquattrenne, si spegne a Portici, il 27 agosto 1557.

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