Figli di Portici famosi: Il marchese Carlo Danza

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Il marchese Carlo Danza è nato a Napoli.

Laureatosi in legge, ha percorso una brillante carriera forense. Progressivamente ha ricoperto la carica di:

  • consigliere, nel 1735,
  • caporuota della Real Camera, nel 1737;
  • consultore della Monarchia, nel 1740;
  • caporuota ordinario, nel 1742; presidente del Sacro Regio Consiglio, nel 1748.

Ha trascorso la sua vita prevalentemente tra Napoli e Portici, assieme alla moglie Dorotea Fini.

Abituale frequentatore di Portici, per la villeggiatura, nel paese vesuviano, nel 1724,  ha fatto erigere una villa in stile rococò napoletano, circondata da splendidi giardini.

L’anno della fondazione dell’edificio Portici è attestata da una piccolissima lapide murata alla parete della ex cappella palatina, annessa al «… primo piano della villa».

Sulla lastra di bianco marmo, si legge la breve epigrafe: D. O. M. / CAROLUS DANZA / CONSTRUENDUM CURAVIT / A. D. MDCCXXI.

Tradotta in italiano, l’epigrafe recita: A Dio Ottimo Massimo / Carlo Danza / ordinò la costruzione / Nell’anno del Signore 1724.

La piccola pregevole villa, eretta poco distante dalla strada Regia delle Calabrie, sorge nel tratto iniziale della cupa di San Cristoforo di Portici, l’attuale via Guglielmo Marconi,.

Nel 1740, ha offerto il proprio sostegno legale ai Porticesi impegnati nella risoluzione della controversia circa il confine con il vicino casale di San Giorgio a Cremano.

In segno di gratitudine, il tratto di strada, che da largo Trio porta verso la zona occidentale della Città, parte della cosiddetta cupa di San Cristoforo, dai Porticesi è chiamato cupa Danza.

1742, nel processo incardinato per la determinazione dei confini tra i contigui casali di San Giorgio a Cremano e Portici, ha assunto nuovamente la difesa dei diritti dei Porticesi, che reclamavano, che «… si terminasse il loro distretto, giusta la linea di confinazione descritta dai Tavolarî Galluccio e Ruggiano, della quale si trovavano già in possesso».

1745, nel duplice ruolo di caporuota ordinario della Real Camera e sovrintendente della Real Villa di Portici, è stato convocato a corte, per delucidare il  sovrano Carlo di Borbone (Madrid, 20 gennaio 1716 – Madrid, 14 dicembre 1788) sulle lagnanze manifestategli dei Porticesi. Nel corso dell’udienza, ha dato contezza «della controversia sollevata» dall’università di San Giorgio a Cremano verso l’università di Portici. Con un’esauriente relazione iscritta, ha esposto al monarca le ragioni della disputa, che vede antagoniste le due università. Di conseguenza, con risoluzione reale, è stato nominato arbitro nella controversia tra i due confinanti casali.

Nell’anno 1755, sulla scorta dell’elaborato del regio ingegnere Nicola Canale (Napoli, 1691 – ivi, 1764), steso dopo ben dieci anni di studio sul territorio, ha confermato il confine tra le comunità di San Giorgio a Cremano e di Portici, tracciato nel 1691 dai regi «…  tavolari Antonio Galluccio e Lorenzo Ruggiano».

Nel 1758, nella chiesa di San Pietro a Maiella in Napoli, ha fatto erigere la cappella gentilizia di famiglia.

Il marchese Carlo Danza muore a Napoli, il 31 maggio 1761.

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