Figli di Portici famosi: il pittore Goffredo Godi

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Goffredo Godi é nato a Omignano, in provincia di Salerno, il 25 agosto 1920.

Fin dalla più tenera età, alla prima giovinezza e fino all’età della maturità, ha «… vissuto gran parte della sua vita  nell’orizzonte vesuviano: a Portici, a Ercolano e a Napoli».

Ancora ragazzino, ha incontrato «… personaggi chiave dell’arte italiana ad iniziare da Luigi Crisconio che [… ] osservava con attenzione al lavoro e quel modo di impastare i colori, modulare le pennellate e riporre infine tutto in una cassetta».

Nel 1935, vista la sua spiccata inclinazione per la pittura,  è stato iscritto «… dalla famiglia alla Scuola d’Incisione su Corallo Maria Josè del Belgio, a Torre del Greco, dove ebbe per maestro Giuseppe Palomba uno degli allievi prediletti di Cammarano».

Nel marzo del 1940,  prima ancora di compiere vent’anni, è stato chiamato a prestare servizio militare nel Regio Esercito Italiano.

Nel successivo giugno, di stanza al 67° Reggimento di Fanteria della Divisione Legnano, all’entrata in guerra del Regno d’Italia, inviato sul fronte occidentale, prende parte  al  secondo conflitto mondiale. Dopo combattuto contro la Francia, al Monginevro, è stato trasferito al fronte greco-albanese. Ferito è stato ricoverato presso l’Ospedale Militare. Ristabilitosi, dichiarato idoneo, è destinato nuovamente al fronte occidentale.

Nel mese di settembre 1943, combattendo in Francia, è stato fatto prigioniero dai tedeschi a Grasse, il paese natale del pittore Jean-Honoré Fragonard (Grasse, 5 aprile 1732 – Parigi, 22 agosto 1806).

Rifiutatosi di combattere per la Germania, è stato rinchiuso nello Stalag XII-A (Lager 12 A), un campo di prigionia tedesco, situato nella campagna che separa la città di Limburg an der Lahn e il villaggio di Diez, distante 4 chilometri da centro di Limburgo.

Anche sotto le armi e, persino, nel campo di prigionia, non ha smesso mai di dipingere o di disegnare.

Dopo due anni di sofferta  prigionia, nell’autunno del 1945, è tornato a casa, a Ercolano.

Nel 1946, si è iscritto all’Accademia di Belle Arti di Napoli per frequentare il corso di pittura del «… maestro

Nel 1950, diplomatosi, si è dato all’arte. «… Nella sua pittura c’è un brevissimo, giovanile entusiasmo per gli esponenti del Secondo Futurismo, che gli derivò da un’esposizione viaggiante giunta nel ‘37 fino ad Ercolano.

E c’è una discreta sperimentazione astratta nella metà degli anni Settanta. Ma in realtà Godi, dall’adolescenza a oggi, non si è mai staccato da quella che nella varietà delle manifestazioni, resta la sua fonte di ispirazione: la natura.

Durante gli anni dell’accademia, assidua è stata «… la sua frequentazione di alcuni dei più distinti artisti presenti a Napoli: il suo maestro Notte (che era stato tra i primi futuristi a Firenze e a Milano) e poi Brancaccio, Ciardo, Giarrizzo, Corrado Russo, Spinosa, Lippi, Colucci, Tatafiore, Pisani, Di Ruggiero, Alfano, Eduardo Palumbo, Ruotolo, Mennella, Amoroso, Perez, Barisani, Cecola, Venditti, De Palma e De Vincenzo». Tra questi, ha intessuto uno stretto legame «… di amicizia soprattutto con un compagno: Armando De Stefano».

Nell’anno 1952, ha cominciato anche a insegnare discipline pittoriche nel Liceo Artistico di Napoli, assistente di Domenico Spinosa (Napoli, 1916 – ivi, 2007).

Negli anni Sessanta, con Ettore Sannino, Michele De Stefanis, Alfonso Pone, Carlo Montarsolo e Alfonzo Marquez, negli studi di Villa Rosi, ha dato vita al gruppo pittorico “La Nuova Repubblica di Portici”.

Dal 1969, ha fatto parte dell’Accademia Fiorentina delle Arti del Disegno.

Dal 1971, si è trasferito a Roma. Nella capitale, ha vissuto continuando la propria attività pittorica e d’insegnante  nel Liceo artistico romano.

Nell’arco della carriera artistica, ha allestito una ventina di mostre personali in numerose città e ha esposto in importanti rassegne nazionali, tra le quali la Quadriennale di Roma.

Le sue opere, sintesi di una «… pittura di robusto mestiere, che indaga la natura accogliendo refoli di poesia», sono state oggetto delle recensioni stese per giornali, riviste, cataloghi, libri, dalle maggiori firme di critici d’arte.

Autore di paesaggi, nature morte, ritratti, tra le sue realizzazioni, varie hanno per tema l’area rivierasca del Granatello di Portici.

Dal 25 agosto al 15 settembre del 2007, organizzata dalla Galleria Del Monte Arte Contemporanea di Forio d’Ischia, si è tenuta una sua mostra antologica.

All’età di 93 anni, il maestro Goffredo Godi, «… “l’ultimo paesaggista” per la sua ancora recente attività “en plen air”». si spegne nella sua abitazione a Roma, il 12 settembre 2013.

Articolo correlato:

https://wp.me/p60RNT-3TH

2 Responses to Figli di Portici famosi: il pittore Goffredo Godi

  1. Filippo Godi ha detto:

    Aggiungerei il gruppo pittorico “La Nuova Repubblica di Portici”, con Ettore Sannino, Michele De Stefanis, Alfonso Pone, Carlo Montarsolo e Alfonzo Marquez negli studi di Villa Rosi, forse…

  2. stanislao ha detto:

    Preg.mo Sig. Godi
    La ringrazio per l’attenzione prestataci nonchè per il suggerimento offertoci.
    Sarà nostra cura inserirlo nel profilo pubblicato.
    Cordialmente
    Stanislao Scognamiglio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *