Figli di Portici famosi: il preside Alberto Bruno

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Alberto Bruno è nato a Montefusco, in provincia di Avellino, il 31 ottobre 1912, da Cesare Bruno e da Matilde Santulli.

In tenera età, con la famiglia si è trasferito a San Potito Ultra. Nel comune dell’alta Irpinia, il padre «… dirige l’Ufficio Postale e ricopre per varie legislature la carica di Sindaco (quando era onorifica) e la madre è Insegnante elementare».

Dopo le scuole elementari, si è iscritto alle medie, frequentate con successo presso il Convitto Nazionale di Avellino. Nello stesso istituto, ha poi seguito le lezioni del liceo, fino al brillante raggiungimento della maturità classica.

Iscrittosi alla Facoltà di Lettere della Regia Università di Napoli, il 29 novembre 1935, si è laureato in materie letterarie.

Conseguita la laurea, vincitore di concorso a cattedre, ha iniziato la sua carriera di docente, insegnando Italiano e Storia presso l’Istituto Magistrale di Avellino.

Dopo il fallimento dei monarchici al referendum del 2 giugno 1946, con Alfredo Covelli (Bitonto, Bari, 22 febbraio 1914 – Roma, 15 dicembre 1998), è stato tra i fondatori del Partito Nazionale Monarchico (PNM).

Candidato alle elezioni amministrative nelle liste del Partito, è stato eletto al Consiglio Comunale di Avellino.

Nel consesso civico del capoluogo irpino, ha ricoperto la carica di Assessore alla cultura.

Intanto, raggiunto l’ordinariato dell’insegnamento delle lettere nelle scuole medie inferiori e superiori, ha partecipato al concorso a preside.

Superate le prove d’esame, nel 1952, divenuto preside per le scuole medie di I grado, gli è assegnata la presidenza della Scuola Media Statale Macedonio Melloni.

Pertanto, con l’inizio dell’anno scolastico 1952-53, arrivato a Portici, ha assunto la dirigenza della Scuola Media Statale Macedonio Melloni. La Scuola, «… frequentata da oltre 1100 alunni maschi e femmine», comprendeva un corpo docente composto di 62 insegnanti; tre impiegati di segreteria e 12 bidelli.

Nel nuovo incarico di preside, mantenuto fino all’anno scolastico 1963-64, ha profuso «… le sue migliori energie ed interessandosi incondizionatamente a tutto il fabbisogno della popolazione scolastica non solo del comune di Portici, ma anche di quelli viciniori fondando infatti in quei di Resina e San Giorgio a Cremano, che ne erano privi, la Scuola Media».

All’avvio dell’anno scolastico 957-58, infatti, ha istituito e aperto una sezione staccata della Scuola Media Statale Macedonio Melloni nei due Comuni confinanti.

Dotato di uno spirito dinamico e infaticabile, «… il suo lavoro non conosce sosta, svolge infatti un’intensa attività culturale e ricreativa organizzando manifestazioni patriottiche e sportive, gite, rappresentazioni liriche e conferenze».

Effettivamente, sotto la sua guida «… la Melloni si distinse per iniziative culturali a favore della Dante Alighieri, e con la partecipazione degli alunni a concerti ed opere liriche, la commemorazione di Mazzini e degli eroi caduti in guerra; religiose con la celebrazione dei precetti pasquali annuali, e la visita al Santuario di Pompei; umanitarie a favore della Campagna antitubercolare, della Croce Rossa e con raccolte fondi per alluvionati; sportive con saggi ginnici degli allievi cui presenziavano autorità civili, militari e religiose; di istruzione stradale in collaborazione con l’ACI; e per la organizzazione di numerose visite di istruzione agli Scavi di Ercolano e Pompei, alla Reggia di Caserta, allo zoo, a musei ed a città monumentali».

Inoltre, ha sempre avuto a cuore «… la cura nei giovani a lui affidati l’amore per la Patria ponendo al vertice della formazione civile degli alunni il culto di quanti per la Patria offrirono il sacrificio della vita».

In tale ottica, nei primi giorni dell’ottobre 1955, all’apertura del nuovo anno scolastico1955 – 1956, alla presenza delle autorità scolastiche, civili, militari e religiose, nonché dei docenti e dei giovani alunni, ha tenuto un discorso commemorativo.

Un’orazione, pronunciata per onorare la memoria dei cinque ex alunni della scuola media Macedonio Melloni, «… caduti per la Patria», eroicamente sui campi di battaglia nel corso del secondo conflitto mondiale:

  • colonnello pilota Ciro Aiello, medaglia d’argento,
  • marinaio Gennaro Carnevale, croce di guerra,
  • tenente Salvatore Cocozza, medaglia d’argento,
  • colonnello Giovanni Farina, medaglia d’oro,
  • sottotenente Salvatore Gargiulo, medaglia d’argento.

Al termine della cerimonia, ha dedicato «… una lapide commemorativa alla Medaglia d’oro Colonnello Farina, nonché intitolato delle aule scolastiche ad altri eroi caduti nell’adempimento del loro dovere».

Il discorso, corredato del loro sintetico profilo personale dei cinque caduti, di foto in bianco e nero, delle motivazioni del conferimento della decorazione al valor militare, in un bel formato grafico, è stato stampato e pubblicato con il titolo Nel cielo degli eroi.

Nel corso dell’anno scolastico 1964-65, avendo superato con successo il concorso a Preside per gli Istituti Superiori, ha avuto assegnata la presidenza «… dello storico Istituto Magistrale Pizzi di Capua dislocato su tre sedi: la centrale in Capua, e due succursali una in Aversa e l’altra a Sessa Aurunca, con oltre 2000 alunni».

Anche durante questa presidenza si è reso «… promotore di molteplici iniziative sociali, culturali e sportive che fanno diventare l’Istituto Pizzi un punto di riferimento per il territorio e la società, curando e promuovendo iniziative volte a commemorare il centenario della fondazione dell’Istituto.

Lasciata la Scuola capuana, per un anno ha retto la presidenza dell’Istituto Magistrale Statale Pasquale Villari di Napoli, «… anch’esso con una numerosissima popolazione scolastica».

Nell’anno scolastico 1968-69, trasferito, è stato posto alla guida del Liceo Scientifico Statale Filippo Silvestri di Portici.

Nel corso dell’interregno della sua presidenza, l’Istituto:

  • è stato trasferito dalla storica sede di corso Giuseppe Garibaldi nei nuovi locali di piazza San Pasquale;
  • sono state aperte nella cittadina vesuviana svariate succursali allo scopo di evitare agli allievi il disagio del doppio turno;
  • è stata istituita a Portici una sede staccata del Liceo Classico Statale, evitando così «… che gli alunni frequentanti tale indirizzo scolastico, dovessero recarsi a Torre del Greco od a Napoli,
  • è stata aperta a Torre del greco una sezione staccata del Liceo Scientifico.

Come gli altri Istituti da lui diretti, ugualmente il Silvestri si è distinto per le molteplici quanto meritevoli iniziative: organizzazione di tornei sportivi, visite guidate a musei, gite scolastiche, concerti musicali, conferenze.

Raggiunti i limiti di età è stato posto in quiescenza.

Per quanto pensionato, non resistendo a sentirsi fuori dal mondo scolastico, ha retto per alcuni anni le sorti dell’Istituto Privato Murialdo di San Giuseppe Vesuviano.

Anche in quest’ultima esperienza lavorativa, ha profuso «… le sue notevoli capacità organizzative e dirigenziali».

Durante la sua carriera scolastica, «… si sono formate molte generazioni di giovani che egli ha saputo forgiare con fermezza nella verifica della applicazione allo studio ed alla disciplina e nel pari con garbo paterno nella valutazione di eventuali sanzioni e nei giudizi di fine anno».

Per il suo esemplare stato di servizio, nel corso della carriera, ha ricevuto «… numerosi attestati di benemerenza da parte della Amministrazione Comunale culminati nell’assegnazione della Medaglia d’oro quale benemerito per la cultura e le arti dal Presidente della Repubblica On. Pertini nell’anno 1983».

All’attività di dirigente scolastico, ha alternato quella di autore di testi scolastici (monografie e riduzioni) e di critico letterario.

Fra i suoi lavori, «… curati in base alla sua esperienza di educatore» al fine di «… migliorare la formazione e l’apprendimento culturale dei tanti giovani affidati alla sua professionalità perché ne curasse istruzione ed educazione», ricordiamo:

  • le monografie:
  • Silvio Pellico nel centenario della morte;
  • Mia madre di Marino Moretti;
  • Umanità del Glauco di Ercole Morselli;
  • Flotard De Lauzieres angelo dell’aria.
  • la raccolta:
  • Incontro con la novella. Racconti e novelle dai romantici ai contemporanei, Firenze, Le Monnier, 1961: «… una pietra miliare per l’avvicinamento alla lettura e per l’avviamento alla composizione di molte generazioni di studenti».
  • l’antologia Lo scrigno;
  • il libro Epica e storia;
  • le riduzioni di romanzi:
  • Cinque settimane in pallone di Giulio Verne;
  • Storia di 14 ragazzi di Camilla del Soldato;
  • Cuore coraggio e sentimento di Edmondo De Amicis;
  • La mamma dei 14 ragazzi di Camilla Del Soldato.

Il preside Alberto Bruno muore, il mercoledì 5 dicembre 1984, nella sua abitazione al rione INA Casa di via Rossano in Portici.

Nastro della decorazione accordatagli

 Medaglia d’oro quale benemerito della scuola, della cultura e delle arti

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Un pensiero riguardo “Figli di Portici famosi: il preside Alberto Bruno

  • 29 Marzo 2019 in 8:56
    Permalink

    Al mio post inserito sulla pagina FB Sei di portici se … , Maurizio Bruno ha scritto: « Leggo sempre con molto interesse queste tue note, da cui apprendo tantissime notizie storiche e di costume. Oggi con grande commozione ho trovato le tue esaustive note su mio padre. Volevo ringraziarti personalmente ed ancora congratularmi per l’opera di divulgazione che tu fai e che Portici merita».

    Ciao Maurizio,
    ti ringrazio per la cortese attenzione che presti alle mie note e per il lusinghiero apprezzamento.
    Per la stesura di quella dedicata a tuo padre, devo particolarmente ringraziare tuo fratello Michele. Con il suo validissimo assist, ho potuto facilmente integrare e arricchire le notizie che avevo.
    A presto.
    Stanislao.

    Risposta

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