Figli di Portici famosi: il principe Emmanuel Maurice de Lorraine

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Emmanuel Maurice de Lorraine = Emanuele Maurizio di Lorena, è nato a Parigi, il 30 dicembre 1677.

Discendente dalla nobile casata francese, è stato figlio minore di Charles de Lorraine, terzo duca d’Elboeuf, e della sua seconda moglie Élisabeth de La Tour d’Auvergne.

Avviato alla vita militare, ha trascorso «… la sua giovinezza tra le armi, ove acquistò bella fama di prode».

Nel 1706, è passato al servizio dell’imperatore austriaco Giuseppe I d’Asburgo (Vienna, 28 luglio 1678 – ivi, 17 aprile 1711), quale luogotenente generale della cavalleria.

Questo suo atteggiamento ha suscitato il risentimento del sovrano francese Luigi XIV (Saint-Germain-en-Laye, 5 settembre 1638 – Versailles, 1° settembre 1715), il quale oltremodo contrariato «… lo fece processare per diserzione e condannare all’impiccagione in effigie».

Nel 1707, generale della cavalleria, è giunto a Napoli al seguito dell’esercito imperiale, comandato dal conte Wirich Philipp Lorenz von und zu Daun (Vienna, 19 ottobre 1669 – ivi, 30 luglio 1741).

Sconfitte la truppe del regnante di Spagna Filippo V di Borbone (Versailles, 19 dicembre 1683 – Madrid, 9 luglio 1746), conquistato il vicereame, si è stabilito a Napoli.

Nel 1711, dai frati francescani Alcantarini ha acquistato un casino, «… contiguo al Convento de’ Frati di San Pietro d’Alcantara», che poggia su un’area nel luogo detto Granatello.

Volendo trasformare il rustico in una residenza privata, ne ha commissionato il progetto all’architetto napoletano Ferdinando Sanfelice (Napoli, 18 febbraio 1675 – Napoli, 1 aprile 1748).

Nonostante le restrittive condizioni dettate dai monaci, ha avviato la costruzione di una sontuosa villa.

Intanto, mentre si procedeva all’edificazione della villa, ha recepito il consiglio di «… ornarla di marmi antichi», screziati e belli «… che in quei luoghi se ne rinvenivano, e si acquistavano a discretissimo prezzo».

Effettivamente, lungo la costa al Granatello di Portici, casualmente, un contadino ha avuto la ventura d’imbattersi nella scoperta dell’antica città di Ercolano.

Questi, nell’effettuare lo scavo di un pozzo freatico in un terreno di sua proprietà, posto nelle immediate vicinanze della villa, ha riportato alla luce alcuni bellissimi pezzi di marmo, di colonne e d’altro.

Avuta notizia del ritrovamento dei reperti, incuriosito, si è subito informato. Accertata la veridicità della notizia, ha comprato non solo i marmi ma «… anche il terreno del villico, e vi fè lavorare», per poter continuare le operazioni di scavo.

Per i successivi cinque anni, indisturbato, ha condotto una serie di scavi allo scopo di »… estrarre una terra eccellente a fare gli stucchi» e di utilizzare i tesori dissepolti, marmi e statue, per ornare il suo palazzo.

Gli scavi, «… gli procurarono altri marmi, e quel ch’è molto meglio, sette statue di scultura greca, le quali regalò al re di Napoli», altre, «… statue furono da esso inviate al principe Eugenio di Savoia: tre esistevano nella galleria del re di Polonia».

Per ciò è ricordato come iniziatore degli scavi archeologici che hanno portato alla scoperta dell’antica città di Ercolano.

Durante l’anno 1719, è tornato in Francia.

Ripreso possesso dei propri titoli e possedimenti, seppur designato principe d’Elboeuf, tuttavia non «… era destinato a diventare duca d’Elboeuf essendo il più giovane dei cinque figli maschi di suo padre».

Nel frattempo, i suoi tre fratellastri, figli di primo letto «… Carlo (1660–1690), Enrico Federico (1657–1666) e Luigi di Lorena (1662–1693) premorirono al loro padre».

Pertanto, alla morte del genitore, avvenuta nel 1692, il ducato è stato ereditato dall’altro fratello sopravvissuto, Enrico (1661 –1748).

Nel maggio 1748, morto anche il fratello Enrico senza eredi, i suoi due figli sono morti nel 1705, durante la guerra di successione spagnola, ha ereditato il titolo di duca d’Elboeuf.

Sposato due volte:

  • il 25 ottobre 1713, a Napoli, è convolato a nozze con Maria Teresa Stramboni, duchessa di Salsa (…. – 1745);
  • il 6 giugno 1747, ha impalmato Innocentia Catherine de Rougé du Plessis-Bellière (1707 – 1794),

da nessuna delle due unioni, però, ha avuto figli.

Emmanuel Maurice de Lorraine, principe d’Elboeuf, muore a Parigi,  il 17 luglio 1763.

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