Figli di Portici famosi: il sacerdote Pietro Contegna

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Pietro Contegna è nato ad Arienzo, in provincia di Caserta, all’incirca nel 1670.

Figlio primogenito, dai coniugi Vincenzo Contegna e Lucrezia Carfora, è stato avviato alla carriera ecclesiastica.

Per cui, giovanissimo si è trasferito a Napoli per darsi allo studio delle scienze ecclesiastiche e degli studi giuridici.

Nelle vesti di prestigioso giurisdizionalista, nell’anno 1714, si è portato «… a Vienna ad occuparsi degli affari finanziari ed economici del regno, di cui riferiva ai Deputati della Città di Napoli».

Durante il soggiorno viennese, nel 1723, ha conosciuto e stretto amicizia con l’esule Giannone, «.. aiutandolo costantemente nel far valere le sue ragioni».

Il laicissimo abate, erede e «… fedele propugnatore delle idee giannoniane, legò il suo nome ad alcune delle iniziative più importanti del governo borbonico, quali la creazione del Supremo magistrato di Commercio, il richiamo della comunità ebraica a Napoli, e svolse un ruolo di tutto rilievo nell’elaborazione del concordato con la Santa Sede».

Nel 1726, il suo progetto di istituire un banco, che «…  prevedeva l’imposizione, di vendere i loro beni immobili per gli ecclesiastici, i quali avrebbero potuto depositare nel costituendo banco i liquidi realizzati da queste vendite; con questi depositi il banco-avrebbe dovuto esercitare il diritto di “ricompra” delle rendite fiscali alienate, mentre i proprietari, che avrebbero dovuto venderle, avrebbero potuto impiegare il denaro ricavato comprando i beni ecclesiastici messi in vendita», basato quindi sulla liquidazione della manomorta, provocò reazioni notevoli a Napoli, a Roma e a Vienna. Il progetto iniziale fu espresso in una cedola reale del 12 genn. 1726, e non mancò di suscitare diffidenze ed apprensioni non soltanto nel clero.

Nel maggio del medesimo 1726, tornato  a Napoli, è entrato «… a far parte del Consiglio di Spagna in qualità di agente fiscale».

Nel 1732, ha avuto la carica di presidente della Reale Camera della Sommaria.

Grazie ai buoni servizi resi, «… l’Imperatore gli attribuì a Napoli la cattedra «de’ sagri canoni», dispensandolo dal concorso.

Il sacerdote Pietro Contegna muore a Portici nel luglio del 1745..

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