Figli di Portici famosi: il sindaco Gaetano Poli

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Gaetano Poli è nato a Portici, in una facoltosa famiglia; «… unico figlio maschio di Sebastiano Poli, ha continuato l’opera costruttrice del Genitore».

Sposato con «… Concettina Naldi, figlia dell’imprenditore Giovanni», con fermezza di carattere, condiviso con lei le varie vicende della vita coniugale e del suo cammino politico.

Nello scorrere della vita privata quanto di quella pubblica, ha seguito gli insegnamenti e le orme del padre. Quale uomo pio e devoto, «… contribuì con una grossa somma alla costruzione della Chiesa della Madonna della Salute e non fece mai mancare il suo sostengo alle Parrocchie di S. Antonio, Cuore di Gesù e soprattutto S. Ciro, soprattutto con la fornitura annuale dell’abito al Santo». Quale amministratore civico, indissolubilmente legato allo sviluppo civile e sociale della sua «… generosa e patriottica Portici», ha avviato «… la costruzione del Nuovo Macello (ora Stazione Zoologica), la Scuola Arti e Mestieri, l’ampliamento di Piazza Poli, acquisendo il suolo dai Padri Scolopi, per la creazione di giardini pubblici».

Ispirato da «… ideali di giustizia / di civili virtu’ / di solidarieta’ umana», eletto sindaco, è rimasto «… in carica per oltre un quarto di secolo, cioè fino al 1926». Interrottamente eletto in Consiglio comunale, è stato anche consigliere provinciale. Durante la sua lunga sindacatura, il comune «… nel 1925 ancora amministrato da una maggioranza liberale, subì gli attacchi della locale organizzazione fascista decisa a porre fine ad una gestione che continuava inesorabilmente ad escluderla».

Nel corso dei suoi mandati, è apparso particolare quanto spettacolare, lo svolgimento di alcuni consigli comunali da lui presieduti: talvolta, infatti, i consiglieri si riunivano non nella sala «… presso la Casa Comunale ma presso l’Hotel per espressa volontà della “Sindachessa Concettina Naldi” che, dopo aver tenuto a pranzo tutti, partecipava alla seduta per dire la sua».

Durante i primi anni del Fascismo, non condividendo la strategia politica del regime, da lui duramente bollato la «… Peste», si è dimesso dalla carica. Il suo drastico ponderatissimo gesto è scaturito dal fermo convincimento «.. il pensiero unitario e la dottrina della libertà, intese come sacro diritto e doverosa disciplina sono il suo credo e la sua fede». Ritornato allo status di comune cittadino, si è ritirato in volontario esilio a Bellavista. Nonostante ciò, non è stato scevro da lusinghiere profferte e da palesi provocazioni. Per aver fermamente «… rifiutato la tessera del Partito Fascista accompagnata dalla proposta di nomina a Ministro», ha ricevuto continue «… visite domiciliari e notturne della P. S.» ed è stato perfino oggetto di minacce di morte. Tuttavia, né le allettanti promesse nè tantomeno le serie minacce sono valse a fargli piegare il ginocchio dinanzi all’altare pagano: perché «… l’offertorio omaggio della nomina a Ministro, ogni altra transazione e ogni deviamento avrebbero menomato l’alterigia del suo carattere adamantino e il suo passato di lotta per l’affermazione dell’idea liberale, sarebbero stati un oltraggio alla memoria insigne di suo Padre ed un’ offesa alla sua probità politica». I larghi meriti della sua fervida carriera pubblica, nelle grandi assisi elettorali, sono ben scolpiti «… nel luminoso passato quando il suo nome e la sua autorità furono a sostegno degli uomini più rappresentativi della provincia». La sua opera di civico amministratore è riscontrabile, ben impressa, in ogni angolo della sua città natale, in quanto di bello possa vantare Portici. Al momento in cui ha dimesso l’incarico sindacale, ha lasciato il Comune con un bilancio attivo e con larga disponibilità di cassa. I suoi successori, invece, sono «… riusciti a barattare il patrimonio, ad alienare gli immobili a dilapidare tutte le sostanze, ma non riuscì a cancellare dalla Città i segni della sua grandezza». In ogni momento è stato «… fermento di vita per coloro che gli furono fedeli in tutti i tempi e negli eventi. Il suo nome fu la diana che bussò a tutte le porte per legare alla causa tutti i cuori: fu la bandiera dei suoi fedelissimi contro la invadenza degli arrivisti e degli sconosciuti». Per le sue virtù umane e sociali è stato decorato con le insegne di cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia; cavaliere, commendatore e grande ufficiale dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro.

Nel giorno della sua dipartita, si sono tenute solenni esequie. Accompagnato nel suo ultimo viaggio dai parenti, dagli amici sinceri, dai fedeli concittadini, i suoi «… imponenti funerali con il tiro a otto di Bellomunno, furono ripresi dalle telecamere degli Alleati che in quel periodo occupavano l’Albergo».

L’ex sindaco Gaetano Poli si è spento il 20 Gennaio 1945, giorno onomastico del Papà Sebastiano, «...  quando un soffio di novella vita rinverdiva di alloro le tradizioni della Patria».

Nella ricorrenza del trigesimo, il 25 febbraio 1945, presso il Cinema Vittoria, già Teatro Poli, è stata tenuta la cerimonia commemorativa. L’orazione celebrativa è stata pronunziata dal brillante  giornalista Emanuele Rocco, che lo ha poi sostituito alla guida della sezione porticese del Partito Liberale Italiano.

Nastrini delle onoreficenze ricevute:

 Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia

Grande Ufficiale dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro

Si ringrazia il cavalier Eduardo Pilone Poli per la gentile collaborazione.

Profili precedenti 1

Profili precedenti 2

 

Un pensiero riguardo “Figli di Portici famosi: il sindaco Gaetano Poli

  • 22 Novembre 2020 in 18:17
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    Il 2 Giugno 1946, nella gravità dell’ora che si stava vivendo, quando era in gioco il destino d’Italia “La Gazzetta” pubblicò in prima pagina il testamento politico di Gaetano Poli. Ecco uno stralcio del Suo credo: “…dobbiamo essere fieri del nostro passato di libertà, alteri dei nostri maggiori ed innalzarli perchè tutti li vedano, amarli alla luce perchè tutti li amino, disprezzare ogni forma di tirannide perchè il mondo la disprezzi con noi. Deve ogni giorno rinascere il cuore. Non siamo i vinti perchè mai demmo solidarietà al dispotismo, ma siamo un popolo che deve irrompere magnifico a ricalcare i sentieri del Risorgimento e della Unità e sfidare e vincere la avversità. …Avremo altri genii, perchè la Patria nostra ne è ricca e grande. La nostra vita dovrà essere unica: comune di pensieri e di intenti: di entusiasmi e di celebrazioni. Ciò ci unirà maggiormente nell’ azione e metterà su noi una nuova luce che sarà nostra e dara a noi sempre più forte e profondo il senso dell’ italianità. Nuovo dovrà essere l’aratro, nuova la prora, novella e splendente l’aurora. … Al fine di risorgere dalle macerie noi meridionali abbiamo un problema economico e politico che è tutto nostro. Dobbiamo mettere in valore le ricchezze delle terre del Mezzogiorno: questo fu il sogno costante di ogni generazione e questa fu la eterna delusione nostra. … Ci dobbiamo trovar diritti con la nostra libera volontà di scelta delle persone che ci devono rappresentare e ci dobbiamo trovare diritti col nostro indomito coraggio, con tutta la nostra sostanza ideale, pronti alle lotte per la nostra fortuna avvenire. …Una vera fede religiosa deve scuotere le nostre anime in questi giorni del nostro risveglio. …Le genti operose del Mezzogiorno non devono estraniarsi dalle nobili competizioni elettorali: devono scendere in lizza con tutto il corredo delle loro alte idealità. …E’ dalle più umili borgate del Sud che inizia la marcia, il destino delle terre nostre, che hanno il diritto di essere guardate dal Governo con eguaglianza di trattamento in rapporto alla Penisola”. Gaetano Poli.
    Ringrazio il Dr. Stanislao Scognamiglio per questo ricordo che corona la triade dei tre Sindaci Poli… Gaetano, Sebastiano ed ancora Gaetano. I Poli, unitamente ai loro antagonisti Naldi e cioè i fratelli Ciro, Giuseppe, Alfonso e Giovanni diressero per oltre settant’anni le sorti del nostra amata Città con una lotta vivace sia con l’azione, sia con la parola o con lo scritto che non trasmodava mai di là dal compatibile e mutuo rispetto. Così fu anche per Gaetano Poli quando si trovò come antagonista il fratello della moglie Concettina, Avv. Salvatore Naldi. Il maggior conforto era l’attaccamento ai Capi dei vari proseliti e la compartecipazione spontanea, sentita, con cui si affrontava l’incruento cimento. Grazie. Comm. Dr. Eduardo Pilone Poli

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