Figli di Portici famosi: il vescovo Carmine Cioffi 

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Carmine Cioffi nasce a Torre Orsaia, in provincia di Salerno, il 18 luglio 1692.

Discendente da un’antica e ragguardevole famiglia, ha studiato a Roma.

Nel 1714, si è addottorato in diritto ecclesiastico e civile.

All’età di 24 anni, è stato ordinato presbitero.

Dalla Santa Sede, «… eletto avvocato dei poveri nel noftro Tribunale del Nunzio Apostolico» a Napoli. Ha assolto alla carica «… con infinita lode, e fpecilamente per molti anni».

Da allora e fino al 1734, ha avuto affidati altri incarchi «… conneffi altresì agli Affari Giurisdizionali li più rilevanti del mondo; li quali egli tutti con deftrezza, e prudenza fingolare intraprese, e lodevolmente portò fempre a buon porto».

Dal 23 novembre 1735, è stato vicario generale del cardinale Giuseppe Spinelli (Napoli, 1 febbraio 1694 – Roma, 12 aprile 1763), metropolita di Napoli.

In virtù del suo compito operato, si è procacciato la benevolenza del sovrano napoletano e del sommo pontefice.

Per esser giunto «… preffo tutti in sì alto grado di riputazione, e di stima, che dall’ifteffa Corte di Roma fu eletto vescovo titolare di Antinopoli». Pertanto, il 12 maggio del 1737, è stato consacrato vescovo.

Il l4 dicembre dello stesso anno, è stato nominato anche canonico della Cat­tedrale di Napoli.

Nell’anno 1741, ha ricevuto l’incarico di consigliere del Supremo Tribunale Misto. Nell’assolvimento di tale compito, ha a tutti un faggio di un maturo fapere, e di una incorrotta giustizia».

Nel corso del 1744, ha comprato il palazzo, «… assai bello, per la sua superba veduta», posto nelle prossimità della Croce di San Marco in località Bosco a Portici.

Nel 1746, «… implicato  nell’«affare» del Sant’Uffizio», è stato rimosso dalla carica, dallo stesso cardinale Spinelli.

Dopo la morte del cappellano maggiore del regno, avvenuta nel 1753, ha tentato invano di  «… succedere nel Cappellanato maggiore al defunto Celestino Galiani».

Il vescovo Carmine Cioffi muore nel 1783.

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