Figli di Portici famosi: la danzatrice Giacomina “Amina” Boschetti

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Giacomina Boschetti è nata a Milano, nel 1836.

Figlia di un alto ufficiale dell’esercito austriaco, ha ricevuto un’ottima istruzione letteraria e artistica.

Sin da bambina, con la famiglia, è stata un’assidua frequentatrice dei teatri.

Giovanissima, «… ancora priva di qualsiasi cognizione tecnica», ha esordito a Torino, sotto la protezione della ballerina Maria Taglioni (Stoccolma, in Svezia, 23 aprile 1804 – Marsiglia, in Francia, 22 aprile 1884). La prima grande ballerina romantica «… la presentò al pubblico torinese in un suo balletto, L’allieva d’Amore».

A Parma, dove ha seguito la famiglia, è stata scritturata dalla compagnia della danzatrice napoletana Fanny Cerrito (Napoli, 11 maggio 1817 – Parigi, 6 maggio 1909).

Nel marzo del 1845, ha danzato nuovamente con  «… la Taglioni al Teatro Nuovo di Trieste».

Seguendo le «…sollecitazioni di simili madrine, che le pronosticarono un immancabile brillantissimo avvenire», è tornata a Milano «… per frequentarvi la scuola privata di ballo di Carlo Blasis, teorico della danza e maestro insuperabile, alla Scala e altrove, di un’infinità di virtuose delle “punte”».

Dodicenne, ormai padrona di una tecnica da danzatrice classica consumata, nella stagione invernale del 1848, ha debuttato al Teatro Re di Milano.

Da qui, ha avuto inizio la sua carriera.

Continui viaggi e spostamenti da un teatro all’altro, l’hanno portata a danzare nei più grandi teatri italiani ed europei:

  • Teatro Filarmonico di Verona, 1849;
  • Barcellona, in Spagna, sua prima esibizione all’estero;
  • Teatro Nuovo di Trieste, novembre 1851, gennaio 1856, presentata «… come “prima ballerina assoluta di rango francese”», dal gennaio al marzo 1866, marzo 1869, «… in una indimenticabile serata, alla presenza dell’imperatore»;
  • Teatro La Pergola di Firenze, stagione 1851-52, stagione autunnale del 1865. Il 22 novembre, si è esibita «… presenti i reali del Portogallo e la corte italiana al completo»;
  • Vienna, primavera 1852;
  • Teatro Carignano di Torino, autunno 1853, autunno 1856;
  • Teatro alla Scala di Milano, primavera 1853,1855 e negli anni 1861-1862;
  • Teatro Riccardi di Bergamo, agosto 1853;
  • Palermo, autunno 1853, carnevale 1854, 1855;
  • Londra, maggio 1856, stagioni 1857 e 1858;
  • Senigallia, per la celebre fiera, 5 luglio – 12 agosto 1856; Perugia, autunno 1856;
  • Teatro Apollo di Roma, carnevale 1856-1857;
  • Parma, carnevale 1857-1858.
  • Opéra de Parigi, stagione 1863-1864 «… annunciata come prima ballerina della Scala»;
  • Théâtre de la Monnaie di Bruxelles, stagione 1864-1865;
  • Teatro Argentina di Roma, 1865;
  • Teatro di San Carlo di Napoli, 1870;
  • Ferrara, maggio 1873;
  • Teatro Carlo Felice di Genova, stagione 1875-1876.

Durante la permanenza parigina, ammalatasi da una malattia abbastanza seria è stata lontana dalle scene. Rientrata in teatro, dopo sei mesi di convalescenza, è sconfortata dai giudizi del pubblico.

Al termine della scrittura, il 30 maggio 1864, ha lasciato Parigi.

Nel 1870, scritturata quale prima ballerina dal Teatro di San Carlo, è arrivata a Napoli.

Amina, come da tempo si legge sui cartelloni, reduce dai più grandi teatri italiani ed europei, ha deciso di risiedere a Portici.

L’etoile del balletto molto popolare, è confidenzialmente nota nell’ambiente napoletano con il soprannome di “Ginestrella”.

L’origine del nomignolo non si sa se è dovuta a un vezzo o a voler ricordare il personaggio di un ballo che ella aveva reso famoso.

La vicenda passionale che la lega al principe Federico di Prussia è tanto travolgente da essere pubblicizzata con una anonima, ingenua filastrocca:

O mia bella Ginestrella/tu m’hai perso le cervella/le cervella/in padella/tu mi hai cotte/e ben mi stà!.

Nella villa residenziale, dono del principe reale, fatta erigere alla via San Cristoforo, ha fatto costruire un elegante teatro per «… ospitarvi spettacoli di ogni genere, e particolarmente quelli che altrove non avevano possibilità di arrivare al pubblico».

Lasciate le scene, è stata poi coreografa, curando la messa in scena di Il Vello d’oro.

Nel dicembre 1880, un improvviso attacco cardiaco, fortemente fiaccandola nel fisico, non le ha permesso di sopravvivere a lungo.

La danzatrice classica Amina Boschetti muore nella sua villa di Portici, nella notte del 2 gennaio 1881.

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