Figli di Portici famosi: l’artista Antonio Ciliberti

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Antonio Ciliberti è nato a Portici, il 19 luglio 1927, da Luigi Ciliberti e da Santa Legale.

Rimasto orfano, giovanissimo, si è dovuto dar da fare per aiutare economicamente la famiglia.

All’età di tredici anni, autodidatta ha incominciato a dipingere. Ha realizzato la sua prima creazione opera, eseguendo il ritratto di una bambina, sua vicina di casa.

Allo scoppio della seconda della guerra mondiale, per garantire un sicuro sostegno ai suoi cari, è stato costretto a tralasciare gli studi. Ha lavorato, quindi, prima «… come  garzone di salumeria, poi, come autista di autobotti petrolifere per gli americani».

In ogni modo, seppur a rilento, è riuscito a completare gli studi, conseguendo l’attestato si qualifica professionale  «… presso la scuola di arte e mestieri  di via Bagnara».

Dopo la guerra, è riuscito a farsi assumere dalla grande raffineria petrolifera di Napoli, dove ha svolto tutta la sua carriera lavorativa, prima con mansioni di operaio e, poi, con quelle di tecnico.

Ai primordi degli anni cinquanta, ha incontrato il pittore Errico Placido (Napoli nel 1909 – Portici, 1983). Con entusiasmo ha accompagnato il maestro che «.. lo portava con se a dipingere i paesaggi, le vedute di Portici e dintorni come la vecchia tradizione dei pittori della scuola di Resina».

Nel 1956, ha sposato la signorina Margherita Colasanto, dalla quale ha avuto 6 figli.

Negli anni settanta, ispirato dallo scultore impressionista Medardo Rosso (Torino, 21 giugno 1858 – Milano, 31 marzo 1928), si è avvicinato alla scultura. «… i bassorilievi sono la tecnica preferita e sperimenta la cera e nuovi materiali e uso di miscele di colori».

Durante il turno lavorativo in raffineria, all’espletamento delle sue mansioni tecniche, è riuscito «… oltre a tirar fuori benzina, anche a trovare il tempo per la creazione delle prime sculture, cuocendo le crete delle sue creazioni nei forni delle potenti caldaie dell’impianto di raffinazione».

negli anni ottanta incomincia la strada artistica dell’arte presepiale con i presepi di terracotta decorati con la pittura ad olio e rimarrà la sua passione fino alla fine,

Nonostante non avesse avuto vita facile, padre di sei figli, non ha mai tralasciato le sue passioni: la pittura, la scultura e l’arte presepiale.

Collocato in quiescenza, nel suo laboratorio in terrazza, l’instancabile maestro di arte e di vita ha continuato a manipolare «… la creta e i colori per creare e trasformare in realtà i suoi stati d’animo, quelli di una persona ancora tanto ricca di curiosità per il mondo e per la vita».

Ha partecipato a mostre nazionali e internazionali, ricevendo diversi premi e importanti riconoscimenti di pubblico e di critica.

Nell’anno 1975, partecipando con una sua realizzazione al Premio internazionale di Pittura e Scultura “Natività 75”, è stato premiato con la Medaglia d’Argento.

Una «… rassegna completa della sua opera è stata presentata a Roma nel 1976 al Palazzo dei Congressi, in occasione del “Gran Premio dei Decennali” che lo vedeva unico scultore in una cornice di pittori italiani di fama internazionale tra cui Guttuso, Vespignani e Cantore».

Al compimento del settantacinquesimo anno di attività artistica, «.. di un uomo, naturalmente timido ma che riesce ancora ad esternare sentimenti e stati d’animo proprio grazie alle sue opere d’arte», è stata allestita la mostra Tra sogno e materia – Viaggio nell’Arte tra pittura e scultura – Antonio Ciliberti 75 anni di carriera, «… un mondo di arte uscito dalla sua mente e dalle sue mani che gli attraversa tutta la vita e dona agli altri la sua interpretazione della realtà, della fantasia e delle sue riflessioni».

Un’esposizione, organizzata con il patrocinio della Regione Campania e della Città di Portici, con decine di opere tra quadri, sculture e presepi, «… realizzati con fantasia, riflessione e sguardo fulmineo verso la realtà, che sintetizzano l’estro creativo del maestro».

Nei due giorni della mostra, inaugurata il 27 dicembre 2106 in Villa Fernandez, un bene confiscato alla camorra, i figli, gli amici, gli estimatori e i concittadini hanno festeggiato i 75 anni di carriera artistica dell’ottantanovenne artista porticese.

All’età di novantun anni, l’eclettico e poliedrico artista Antonio Ciliberti ha cessato di vivere il 23 settembre 2018.

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One Response to Figli di Portici famosi: l’artista Antonio Ciliberti

  1. Francesco ha detto:

    Antonio è stato un collega esemplare, conservo tanti suoi aneddoti e particolari di vita lavorativa, mi ha regalato alcuni quadri che mi consentono di ricordarlo con grande affetto.

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