Figli di Portici Famosi: l’economista Alessandro Brizi

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Alessandro Brizi è nato a Poggio Nativo, in provincia di Rieti, il 7 settembre 1878, da Eugenio Brizi e da Anna Maria Antonini.

Conseguita la laurea in scienze agrarie alla Regia Università di Pisa, nel 1898, ha deciso di prodigarsi sempre nell’interesse dell’agricoltura.

Pertanto,  entrato nella pubblica amministrazione, funzionario del Ministero dell’agricoltura, ha ricoperto il ruolo di direttore della cattedra ambulante di agricoltura di Cremona.

Poco più che trentenne, nel 1908, è stato nominato direttore generale dello stesso Dicastero.

Coniugato con Anna Fasoli, dal matrimonio ha avuto due figli: Maria (2 febbraio 1905) ed Eugenio (7 giugno 1908).

Per le sue specifiche competenze nel campo economico, è stato:

  • Segretario generale dell’Istituto internazionale di agricoltura;
  • Membro del Consiglio Nazionale delle Ricerche;
  • Membro dell’Accademia dei Georgofili di Firenze

Nella seduta dell’8 febbraio 1828, dal Consiglio dell’Istituto Superiore Agrario di Portici, che ne ha riconosciuto la chiara fama, ha ottenuto l’incarico di docente di Economia, estimo rurale e contabilità agraria.

Quindi, a decorrere dal 1° giugno 1928, è stato professore ordinario di Economia e politica agraria all’Istituto Superiore Agrario di Portici.

In qualità di docente «… rinnovò la disciplina affidatagli seguendo dl’insegnamento di Arrigo Serpieri, anche attraverso l’osservatorio, indirizzò verso l’esame della realtà agricola meridionale gruppi di giovani e sviluppò analisi sulle condizioni delle campagne e del Mezzogiorno che ebbero lusinghieri apprezzamenti per le metodologie utilizzate e per il loro elevato livello tecnico ed economico».

Nel 1935, con l’accorpamento dell’Istituto Superiore Agrario, divenuto nel frattempo Facoltà di Agraria, alla Regia Università di Napoli, ha mantenuto la cattedra.

Per la XXX Legislatura del Regno d’Italia, la prima della Camera dei fasci e delle Corporazioni, su proposta diretta del duce del Fascismo, Benito Mussolini (Dovia di Predappio, 29 luglio 1883 – Giulino di Mezzegra, 28 aprile 1945), nominato consigliere nazionale con decreto dell’11 marzo 1939, è stato componente della corporazione dei prodotti tessili.

Dal 6 febbraio 1943, per essere tra le «persone che da tre anni pagano tremila lire d’imposizione diretta in ragione dei loro beni o della loro industria ha ricevuto la nomina a senatore del Regno d’Italia.

A palazzo Madama, dal 1° maggio al 26 luglio 1943, ha lavorato come membro della Commissione dell’agricoltura.

Deferito all’Alta Corte di Giustizia per le Sanzioni contro il Fascismo, con ordinanza del 5 marzo 1946 e successiva sentenza di cassazione dell’8 luglio 1848, essendo tra i «… senatori nominati nel 1943; senatori nominati perchè ex deputati o ex consiglieri nazionali eletti dopo il 1929», è stato dichiarato decaduto dalla carica senatoriale.

Dal 26 luglio1943 all’11 febbraio 1944, chiamato a far parte del primo gabinetto Badoglio, ha svolto mansioni di Governo, come Ministro dell’agricoltura e foreste.

Per il suo esemplare stato di servizio, assolto in una lunga vita operosa, «… grande apostolo per la diffusione del progresso agrario nella sua qualità di direttore di una cattedra ambulante di agricoltura», è stato insignito delle onorificenze di:

  • Gran cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
  • Grande ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
  • Grande ufficiale dell’Ordine coloniale della stella d’Italia

È stato autore di numerose monografie su problemi agrarî nonchè di opere di carattere generale; tre queste ricordiamo l’Introduzione allo studio del capitale fondiario, pubblicata nel 1950.

L’economista Alessandro Brizi muore a Roma 14 gennaio 1955.

Insegne delle decorazioni conferitegli:

 Gran cordone dell’Ordine della Corona d’Italia

 Grande ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

 Grande ufficiale dell’Ordine coloniale della stella d’Italia

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