Figli di Portici famosi: l’illustre zootecnico Salvatore Baldassarre

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Salvatore Baldassarre è nato a Foggia il 22 settembre 1853, da Pietro e da Raffaela Totaro.

A vent’anni, presso la Regia Scuola di Veterinaria di Napoli, ha conseguito la laurea in Zooiatria a pieni voti. La validità della sua tesi è stata giudicata tanto da essere premiata con lode e «… da meritare il premio Gasperini».

Nel 1879, ha conseguito il diploma di magistero in Zootecnia presso la Regia Scuola superiore di Agricoltura di Portici.

Presso la stessa, ha ricoperto il posto di assistente alla cattedra di Zootecnia fino al 1882.

Nell’anno 1882, a seguito di concorso, è stato nominato professore di ruolo nella Regia Scuola
Veterinaria dell’Università di Parma.

Dal 1885 al 1888, è stato reggente direttore-capo della divisione zootecnica del Ministero di agricoltura, industria e commercio (MAIC).

Nello svolgimento di ruolo si è prodigato «… per la costituzione e per il funzionamento del servizio zootecnico statale e per l’affermazione di quei fattori per i quali aveva rilevato personalmente i buoni risultati, sia nel regno britannico che in altri paesi avanzati nella zootecnia».

Dal 1883 al 1885 e, poi, dal 1888 al 1891, è stato professore ordinario di Zootecnia nella Regia Scuola Veterinaria di Torino.

Ordinario di zootecnia, nel gennaio dell’anno 1892, è arrivato alla Regia Scuola Superiore di Agricoltura di Portici.

Presso la Scuola porticese, fino al 1903, ha assunto il duplice incarico di professore ordinario di Zootecnia e di direttore del Regio Deposito di animali miglioratori. Contemporaneamente ha anche arricchito il museo Anatomo-Zootecnico, allestito all’interno dell’Istituto di Zootecnia, di una ricca collezione osteologica.

Della stessa Scuola di Portici, dal 1901 fino al marzo 1903, ha ricoperto anche la carica di direttore.

Intanto, nel febbraio 1903, è stato direttore della Regia Scuola Superiore di Veterinaria di Napoli.

Per cui, con decorrenza 1 marzo 1903, lasciato l’insegnamento e la direzione della Regia Scuola Superiore di Agricoltura di Portici, è passato a dirigere la Regia Scuola Superiore di Veterinaria di Napoli. Incarico mantenuto fino al 1910.

In tali vesti, ha diretto «… la Scuola di Veterinaria con scrupolo e dedizione, dal 1903 al 1913, a esclusione dell’interruzione di un anno (1904-1905), in cui fu chiamato a insegnare discipline zootecniche in Argentina, presso l’Università di Buenos Aires, dove contribuì a rimodellarne la didattica secondo le nuove esigenze».

Nel corso di una riunione accademica del Real Istituto di Incoraggiamento alle Scienze Naturali, tenuta giovedì 10 dicembre 1908, ha proposto la costituzione di un centro specialistico per lo studio della patologia e della profilassi delle malattie infettive del bestiame. Da questa sua proposta è derivata l’istituzione a Portici del primo Istituto Zooprofilattico Sperimentale per il Mezzogiorno.

Sempre su sua iniziativa, qualche anno dopo, è stata «… aperta a Foggia una sezione distaccata che nell’ultimo dopoguerra gli è stata intitolata».

Ricercatore «… versatile e origi­nale, comprese, fin dal suo esordio, che bisognava personalmente raccogliere numerose osservazioni e compiere esperimenti per con­trollare quanto gli altri avevano scritto e per appurare nuove verità, al fine di giungere a principi degni di essere divulgati. Operando in questo modo nel campo della sperimentazione, arricchì la letteratura zootec­nica di pubblicazioni che risolsero importanti quesiti. Persuaso poi che l’alimentazione razionale fosse uno dei mezzi per il miglioramento del­le produzioni, dedicò anche gran parte della sua attività per compiere esperimenti in questo settore, diretti a risolvere problemi che potessero interessare il nostro Paese».

Per conto del MAIC ha svolto numerosi incarichi in diversi Paesi dell’Europa allo scopo di individuare e acquistare riproduttori bovini, equini, suini, pecorini per migliorare il patrimonio zootecnico dei Depositi governativi.

In virtù delle sue spiccate competenze ha preso  parte a numerosi convegni portando sempre il suo autorevole contributo.

Nell’arco della sua vita professionale ha ricoperto numerose cariche in di­verse Accademie  e Istituti Scientifici e ha pubblicato molte opere sulla zootecnia e sullo studio degli animali domestici.

L’illustre zootecnico foggiano Salvatore Baldassarre muore a Napoli l’8 maggio 1917.

Dopo la sua morte, la città di Foggia ha dedicato al suo nome una piazza.

Articolo correlato:

https://wp.me/p60RNT-3TH

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *