Figli di Portici famosi: l’imprenditore tessile Luigi Rolando

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Luigi Rolando è venuto «… al mondo nella Real Villa di Portici», nella casa paterna sita al vico Spicoli, il lunedì 2 marzo 1846.

È figlio primogenito dei coniugi Domenico Rolando e Maria Cepollaro.

Il 20 aprile del 1868, ventiduenne, appreso il mestiere paterno, ha stipulato «… con il signor Pasquale Spedalieri del fu Alessio un contratto di fitto, ad uso abitazione e per fabbricazione di nastri, di un quartino al primo piano del palazzo segnato dal n. 25 in Vico Orologio Vecchio».

Il successivo 27 maggio, l’ideale «… fidanzato che tutte le mamme vorrebbero per le loro figlie», ha impalmato «… la signorina Marianna Di Gennaro, fiore di questa bella famiglia porticese».

Dal matrimonio ha avuto tre figli: Domenico, Luigi junior e Adelina.

Nello stesso anno, dai signori Sportiello, proprietari di quella zona, ha acquistato un terreno, sito nell’omonimo vicolo. Su quest’area, ha dato avvio alla costruzione di un nuovo stabilimento industriale manifatturiero.

Nel moderno opificio a due piani, ha alloggiato i telai per la tessitura dei nastri. Come sancito dal contratto matrimoniale, sono «… i famosi dieci telai della fabbrica Di Gennaro».

Ben presto, per la qualità dei pregiati tessuti, i prodotti del “Nastrificio Rolando”, hanno riscosso risonanza sui mercati italiani e internazionali.

Dall’entrata in funzione della fabbrica di nastri di seta in segno d’omaggio al lungimirante e pragmatico imprenditore, dal Comune «… la stradina fu chiamata via Nastri».

Nel 1877, «… al prezzo di trentacinquemila lire in un’asta giudiziaria, in una con un terreno agricolo in tenimento di Boscoreale», ha acquistato il palazzo antistante la fabbrica, ubicato «… nella Strada dietro la Parrocchia, che da allora divenne la casa madre della famiglia».

Nel 1866, dal Sacro Monte e Banco dei Poveri del SS. Nome di Dio, si è accinto «… a comprare la terra di Bellavista ove costruirà le magnifiche ville dei Rolando». Un «… complesso di ville, digradanti sul pendio collinare, in mezzo a giardini, aiuole fiorite, boschetti, pinte, grillages, viali, ma anche orti, frutteti, stalle, persino campi di gioco».

Dotato di un forte spirito innovatore, ha avuto quale fine ultimo il progressivo sviluppo della fabbrica. Perciò, in continuo contatto con l’industria tessile inglese, nel 1878, ha modernizzato «… le tecniche di lavorazione con l’acquisto di telai di produzione straniera».

Interessato alla vita amministrativa della città, è stato «componente di peso del Consiglio Comunale di Portici nell’età dei Notabili».

Consigliere della Camera di Commercio di Napoli, ha avuto l’incarico di «… svolger una missione all’estero sulle specifiche condizioni del settore tessile».

L’imprenditore tessile Luigi Rolando muore a Portici, nella domenica 6 giugno del 1920.

 

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