Figli di Portici famosi: l’industriale Domenico Rolando

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Domenico Rolando è nato a Torino, nella domenica 24 marzo 1811, da Giuseppe Maria Luca Rolando e da Giovanna Maria Plissiè.

Determinato a seguire l’arte della seta, ha lasciato il natio Piemonte. È  tra la  schiera di giovani della famiglia che hanno abbandonato «.. infrangendo una tradizione plurisecolare – la patria, le benestanti famiglie, le prospere industrie, per proiettarsi, come scintille di gran fuoco di artificio, in città e paesi tra i più svariati del mondo».

Dopo una breve parentesi in Francia, nel luglio del 1839, è immigrato a Napoli, nel Regno delle Due Sicilie.

Esperto  del settore serico, ha trovato impiego «… nell’industria di tessuti in seta della famiglia Borrelli» a Portici, centro della tessitura della seta del Regno duosiciliano.

Da Barra, oggi quartiere di Napoli, dove domiciliava, nell’agosto del 1842 si è trasferito a Portici dove, nel 1842, ha assunto la direzione «… della fabbrica di nastri».

Con la moglie Maria Luisa Raffaela Cepollaro, di ben quattordici anni più giovane, sposata nel 1843 nella chiesa parrocchiale di Barra, «… l’oriundo piemontese» ha scelto di abitare a Portici in un quartino preso in affitto.

Dal matrimonio, «… coniugio d’amore», ha avuto cinque figli: Luigi Filippo Ciro, Giovanni, Francesca, Giovanna e Tommaso.

Monsù, come «… veniva chiamato per sottolinearne un’indiscutibile diversità etnico-culturale, al confine con i popoli stranieri», ha deciso di mettersi in proprio. Così, «… al vico Arciconfraternita, nella zona più antica della vecchia Portici», ha avviato una sua attività commerciale aprendo un negozio di articoli tessili. Un esercizio divenuto ben presto fiorente e di rinomata fama sia in Italia che all’estero. Nel 1863, ha raggiunto una tale notorietà che un ordine  arrivatagli, recava questa intestazione: «… “Domenico Rolando Negoziante di seta Vicolo dell’Immacolata Napoli per Portici”».

All’età «… di cinquantacinque anni portati molto male (già da tempo non riusciva più a camminare)», di giovedì 27 settembre 1866, Domenico Rolando muore a Portici, nella sua abitazione «… al vico Arciconfraternita, alle tre del pomeriggio».

Le sue spoglie mortali, dopo essere state deposte «… per molti anni nella “Terrasanta” dell’Immacolata, una vera chiesa sotto la chiesa», sono state traslate all’Ossario Comune del Cimitero di Portici.

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