Figli di Portici famosi: l’ingegnere e architetto Luigi Malesci

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Luigi Malesci è nato a Portici, il 21 giugno 1778, dal nobile Tommaso Malesci e da Lucrezia di Fazio, «… giardinieri abitanti nel Real Bosco Superiore e proprio nel Palazzo dei Giardinieri», annesso al palazzo reale.

Fin dalla «… sua fanciullezza e gioventù», negli anni della formazione scolastica e militare, ha mostrato «… una particolare attitudine per la matematica e una notevole sensibilità per gli studi di architettura».

Avviatosi alla carriera militare, meritando «… gradi ed onori», l’ha percorsa fino a raggiungere il grado di generale.

Nel contempo, «… attivo studioso di ingegneria ed architettura» è stato «… valente architetto» e «… insigne ingegnere».

Tra le sue prime esperienze professionali, risalta la Pianta della città di Napoli, redatta nel 1805, Un’opera di rilievo, oggi conservata presso il Museo Nazionale di San Martino di Napoli.

Durante il decennio francese (1806 – 1815), ha svolto «… importanti incarichi pubblici nell’ambito di piani finalizzati sia allo sviluppo urbanistico della capitale sia alla modernizzazione infrastrutturale del Regno, spesso in collaborazione» con lo zio materno Giuliano De Fazio (Portici, 7 aprile 1773 – Napoli, 8 novembre 1835).

Verso la fine del 1808,  è stato chiamato a dirigere «… una delle tre ispezioni territoriali del Consiglio generale dei lavori pubblici».

Nel novembre del 1809, è stato «… reclutato nel neoistituito corpo degli ingegneri di ponti e strade in qualità di ingegnere in capo e di responsabile delle opere pubbliche».

In servizio nel Corpo, «…  perchè forbito nelle lettere quasi sempre fece da Segretario».

Inoltre, «… atteso il suo distinto valore nelle matematiche», con nota del 23 ottobre 1811, è stato destinato all’insegnamento della stereometria nella neonata Scuola d’Applicazione.

Presso la stessa, allo stesso tempo, è stato «… affiancato alla cattedra di architettura civile tenuta da» Leopoldo Laperuta (Portici, 1771 – Napoli, 27 luglio 1858.

Nel 1812, ha ottenuto la cattedra delle «… scienze di applicazione, relative alla costruzione di ogni specie».

Nel 1814, ha accompagnato alcuni allievi della Scuola d’Applicazione, in un «… importante viaggio d’istruzione attraverso le principali regioni del Regno d’Italia».

Nel 1815, al ritorno sul del legittimo sovrano Ferdinando IV di Borbone (Napoli, 12 gennaio 1751 – ivi, 4 gennaio 1825) è stato confermato negli incarichi ottenuti.

Nel 1818, ha lasciato gli impegni didattici presso la Scuola di Applicazione a favore del suo allievo Luigi Giura (Maschito, 14 ottobre 1795 – Napoli, 1º ottobre 1864).

Dopo i moti del 1820, ha sostenuto veementemente «… la protesta contro il tentativo di decentralizzare le funzioni finanziarie e amministrative del settore dei lavori pubblici a vantaggio delle Deputazioni provinciali».

Sempre più stimato, per il valore dei suoi lavori, è stato:

  • promosso al grado d’ispettore generale dei Ponti e Strade;
  • nominato socio ordinario della Società Reale Borbonica nell’Accademia di Belle Arti;
  • insignito dell’onorificenza concessagli dal sovrano delle Due Sicilie;
  • designato membro del Consiglio Edilizio per la città di Napoli;
  • eletto presidente dell’Accademia di belle arti di Napoli.

Nel 1832, con Ciro Cuciniello, ha diviso «… la responsabilità di disegnare e dirigere» la costruzione del monumentale «… nuovo Camposanto della città di Napoli a Poggioreale».

Intorno al 1850, ha contratto una grave malattia agli occhi che, in poco tempo, lo ha portato alla completa cecità,

L’ingegnere e architetto Luigi Malesci, all’età di circa «… anni 80» «… da tutti amato e rimpianto» pone fine alla sua «… lunga operosa ed onesta vita» in Napoli, la domenica 22 maggio 1853.

Tra i principali impegni che hanno caratterizzato la sua carriera di ingegnere e architetto, citiamo:

  • l’ampliamento della strada del Gigante a ridosso del Palazzo reale, dal 1807 al 1810;
  • il raccordo altimetrico del corso Napoleone, attraverso il ponte della Sanità, con i quartieri Materdei e Sanità, dal 1807 al 1818;
  • il progetto per un sistema generale di lazzaretti, presentato al Consiglio generale dei lavori pubblici con De Fazio, nel 1808;
  • i due progetti, elaborati nel 1811, per superare il fiume Garigliano presso l’antica Minturnae: il primo, parzialmente realizzato ma mai completato, prevedeva un ponte in muratura a tre archi policentrici con profilo ribassato, il secondo, invece, prevedeva un ponte in legno a zig-zag;
  • la bonifica idraulica di Coroglio nell’area occidentale di Napoli, dal 1811 al 1813;
  • la nuova strada di Capodichino, in prolungamento di via Foria, dal 1811 al 1814;
  • la regia posta presso la foce del Garigliano, sulla strada consolare per Roma, del 1820 circa;
  • il completamento del canale di Pollena, nel 1813 e nel 1822-1823, per regimentare le acque torrentizie provenienti dalle falde del Vesuvio;
  • la partecipazione, con gli ingegneri G. De Fazio, G. Giordano e B. Grasso, al progetto per un “carcere modello” a impianto panottico da realizzare in ciascuna provincia del Regno, dal 1820 al 1822;
  • la perimetrazione della prima cinta doganale di Napoli, poi compiuta a opera di S. Gasse, dal 1824 al 1830;
  • la sistemazione del largo delle Pigne, odierna piazza Cavour, del 1835 circa;
  • il piano generale per la rettificazione della nuova via Toledo degli anni 1848 – 1852;
  • la direzione dei lavori di completamento del camposanto con la progettazione della nuova chiesa madre, del 1834 – 1853;
  • il progetto, su proposta del medico igienista S. De Renzi, per una “casa di salute”, del 1838;
  • il mercato dei commestibili nella piazzetta Pendino, del 1840;
  • la partecipazione al progetto di A. Niccolini per la risistemazione del Reale Museo Borbonico, del 1845 circa;
  • la collaborazione con la Soprintendenza generale degli scavi, per la quale ha curato anche i rilievi della casa colonica dei Minervini a Pompei, nel 1849;
  • i restauri delle chiese di Sant’Arcangelo a Segno, nel 1825, della Maddalena Maggiore a Forcella, del 1831, e di Santa Maria Maggiore della Pietrasanta, del 1840.

Ha pubblicato due relazioni:

Rapporti relativi alla costruzione del foro S. Gioacchino presentati a S. E. il signor ministro dell’Interno, Napoli 1812 (con F. Maresca e G. Avellino);

Osservazioni intorno al progetto così intitolato di leggi statutarie per la formazione di un Corpo nazionale di pubblici lavori presentato al Parlamento nazionale, Napoli 1821 (con De Fazio, Grasso e P. Ponticelli).

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