Figli di Portici famosi: lo scrittore e critico letterario Luigi Antonio Villari

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Luigi Antonio Villari è nato a Napoli, il 17 aprile 1866, da Antonio Villari e da Augusta Gallotti.

A soli undici anni, orfano del padre, è stato «… rigidamente educato dalla madre e da un ajo prete».

Pur avendo vissuto una non lieta adolescenza e una spensierata giovinezza, ha portato soddisfacentemente a compimento la sua istruzione.

Al termine degli studi inferiori, si è iscritto alla Facoltà di Lettere della Regia Università di Napoli.

Laureato, raccogliendo intorno a se collaboratori italiani e stranieri, ha fondato, redatto e diretto la rivista letteraria Rassegna Napoletana.

Godendo di una certa tranquillità economica, grazie alle agiate condizioni di famiglia, ha potuto lavorare serenamente, dedicandosi allo studio della letteratura e alla scrittura.

Uomo dall’ingegno versatile, disponendo delle «… qualità bellissime di narratore: potenza ed esattezza di osservazione, freschezza d’impressioni, rilievo nei paesaggi e nella dipintura dei caratteri, coltura ricca e varia, lingua abbondante e pieghevole, una certa signorile sprezzatura spontanea di stile molto atta a conciliare la simpatia e l’attenzione», è stato autore di saggi, novelle e note di viaggi, ma, soprattutto uno scrittore umorista.

Nel corso della sua attività, ha pubblicato  «…  opuscoli e volumi, senza curarsi dello scarso rumore con cui sono accolti».

Erudito conclamato, ha intessuto rapporti amicali ed epistolari con i maggiori esponenti del mondo letterario del suo tempo: Alberto Cantoni, Antonio Fogazzaro, Benedetto Croce, Bonaventura Zumbini,  Luigi Capuana, Luigi Pirandello, Salvatore Farina, ecc.

Dimorandovi abitualmente, spesso ha avuto alcuni de’ suoi dotti amici «… ospite gradito nella quiete solinga della […] casa di Portici, fra il Nonno Vesuvio e il Padre Mare».

Nel 1903, con la pubblicazione di quello che è stato considerato il suo «opus magnum», I Tempi, la vita, i costumi, gli amici, le prose e poesie scelte di Francesco Saverio Arabia. (Studio sulla Napoli letteraria dal 1820 al 1860.), ha riscontrato il lusinghiero giudizio dal Carducci (Giosuè Alessandro Giuseppe Carducci (Valdicastello di Pietrasanta, Lucca, 27 luglio 1835 – Bologna, 16 febbraio 1907). Il poeta, scrittore, critico letterario e accademico, infatti, «… lodò questo libro, «ricco di notizie e d’idee su un periodo poco conosciuto di una regione quasi ignota della letteratura italiana»».

Nel 1907, uscendo «… dalla solitudine, aprendo l’animo alle gioje della famiglia», ha sposato la scrittrice  Maria Nono. Dal matrimonio con la gentile consorte, ha avuto tre figli: Gerardo, Enzo e Alessandra.

Nella mattinata di domenica 1° agosto 1909, a Portici, quale vicepresidente del sodalizio, presso la sede del Comitato Ercolanense della Società Nazionale “Dante Alighieri”,  «… alla presenza di tutto il mondo intellettuale vesuviano», ha tenuto una relazione dal titolo La genialità e la coltura in Portici attraverso i tempi.

Fine oratore, «… con linguaggio forbito, evocò una serie di personaggi ed eventi poco noti della storia porticese, riscuotendo i più entusiastici consensi».

Considerando il successo ottenuto dalla «… dotta allocuzione», pronunciata nel corso della cerimonia d’apertura della sezione locale dell’associazione Dante Alighieri, ne ha dato il testo alle stampe.

L’agile opuscolo è stato realizzato dallo Stabilimento Tipografico Ernesto Della Torre di Portici

Tra le molteplici argomentazioni affrontate non ha per nulla tralasciato la trattazione di argomenti a carattere religioso.

Teorico della fede, nella sua autobiografia, ha scritto «… rimase fuori delle Chiese, pur riconoscendone la necessità, ma visse nell’unica grande Chiesa, in cui s’incontrano tutti i raggi di quel Divino del quale Cristo fu la personalizzazione completa.

Lo scrittore e critico letterario Luigi Antonio Villari si spegne a Napoli, il 21 ottobre 1923.

Della sua produzione, ricordiamo:

  • gli opuscoli, tutti editi in 500 esemplari fuori commercio:
  • Del Governo civile di Roma di G. V. Gravina, Firenze, 1886 – Collini;
  • Poesie rare e inedite di Felice Bisazza, Napoli, 1887 – Valle;
  • Un frammento dell’autobiografia inedita di Vincenzo Mannucci, Faenza, Conti;
  • A Recanati – Gitarella, Parma, Battei;
  • La serata di don pasquale: storiella dei miei paesi, Napoli, 1896 – Tip. e legatoria di F. Fiore;
  • Don Ciccio Lauria – Ricordi di vita napoletana, Trani, 1898 – Vecchi;
  • Le storielle dello zoppo, Pitigliano, 1898 – Paggi;
  • Il medico Antonio Villari e tre lettere inedite di Maria Carolina, Trani, 1899 – Vecchi;
  • Cari volti svaniti: Umoristi e Umorismo, Prato, 1904 – Tipografia Successori Vestri;
  • Spiritismo e magnetismo, Trani, 1906 – Vecchi;
  • La genialità e la coltura in Portici attraverso i tempi: Conferenza detta il 1° Agosto 1909 nella Sede del Comitato dal Vice Presidente Luigi Antonio Villari. Portici, 1909 – Della Torre;
  • Piccola autobiografia spirituale, Lugano, 1912 – Coenobium;
  • Storia di un autografo, Sarno, 1914 – Fischetti;
  • gli estratti da varie riviste:
  • Sull’umorismo;
  • Scritti critici vari;
  • Polemiche leopardiane, dal Giornale d’Italia;
  • Sull’umorismo;
  • Scritti evangelici, in Rivista Cristiana di Firenze, Coenobium di Lugano;
  • Pagine sparse, in Strenne, Numerici unici;
  • Per Niccolò Tommaseo, in Gazzetta Letteraria;
  • i volumi:
  • A trent’anni, Trani, 1896 – Vecchi;
  • Il capitano Tim-Tim, Milano, 1890 – Tip. Edit. Verri;
  • Soave: Spirito e materia, Napoli, 1893 – Beltrami;
  • Tebaldo Falcone: ricordi e lacrime, Milano, 1890 – Verri;
  • Cenni e ricordi di Giuseppe Ferrigni, Napoli, 1895 – G. M. Priore;
  • Le memorie di Oliviero Oliverio, Catania, 1900 – Giannotta:
  • I Tempi, la vita, i costumi, gli amici, le prose e poesie scelte di Francesco Saverio Arabia. (Studio sulla Napoli letteraria dal 1820 al 1860), Firenze 1903 – Le Monnier;
  • Le Chiese cristiane – considerazioni di un libero i un libero credente non modernista, Lugano, 1912 – Casa Editrice Del Coenobium;
  • Miei ricordi, Teano, 1914 – Stabilimento del Lauro;
  • Un magistrato umanista: Giovanni Masucci, con ricordi e notizie di molti uomini del suo tempo, Napoli, 1917 – Chiurazzi.

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