Figli di Portici famosi:  Luigi Corsi

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Luigi Corsi è nato il 16 febbraio 1802 a Lucera, in provincia di Foggia, dal colonnello Dionisio Corsi e da Filomena Carascon.

Maturata la scelta di seguire le orme paterne, dal 1816, ha studiato presso la Scuola Militare della Nunziatella in Napoli.

Completato il regolare corso di studi, nel 1821, dalla Reale Accademia Militare del Regno delle Due Sicilie è uscito «… con grado di alunno alfiere di artiglieria».

Proseguendo nella carriera «… continuando ad aggiornarsi sulle nuove tecniche di produzione» è stato quindi, capitano, poi maggiore e infine colonnello di artiglieria.

Ha maturato le sue prime esperienze, prestando servizio presso la Reale Fabbrica d’armi di Torre Annunziata. Nella più grande industria bellica del Regno, fondata da Carlo di Borbone (Madrid, 1716 – ivi, 1788) nel 1758, ha avuto affidato il compito di allestire un laboratorio sperimentale di pirotecnica.

Nel 1839, con il grado di capitano, in sostituzione delle palle roventi in dotazione alle artiglierie delle fortezze, ha inventato delle nuove palle incendiarie. Queste inestinguibili in acqua, sono capaci di bruciare in breve tempo le navi colpite.

Nel 1840, trentottenne, ha lavorato alla fondazione del Reale Opificio di Pietrarsa, «… dove si lavorano le prime macchine a vapore in Italia e dove si fecero lavori di grande perfezione nel campo delle industrie».

All’apertura, lavorando in unità d’intenti con il capitano Vincenzo Afan de Rivera, è stato affiancato prima al principe di Capua, Luigi di Borbone (Napoli, 1824 – Parigi, 1897) e, poi al capitano Francesco D’Agostino, nella direzione del nuovo impianto e pirotecnico.

Sotto la sua direzione il Reale Opificio di Pietrarsa è divenuto punto di riferimento del comparto metallurgico delle Due Sicilie.

Presso lo stabilimento, fiore all’occhiello dell’industria siderurgica italiana militare e civile, infatti, sono state:

  • prodotte «… ruote per navi a vapore, macchine per la fonderia di Napoli e per l’Arsenale, ventiquattro torni, sette macchine e decine di altri strumenti per gli stabilimenti napoletani, decine di macchine motrici, le strumentazioni per la fabbrica d’armi si Torre Annunziata;
  • riparate «… piroscafi e locomotive, elmi, sciabole, baionette, cannoni, proiettili, letti per ospedali»
  • costruite «… nuove locomotive a ruote accoppiate, tra cui quattro in grado di affrontare salite impervie»;
  • realizzati «… lavori per le Regge di Caserta e Napoli, con statue di bronzo e ferro di ogni dimensione, cancelli e poi il famoso ponte in ferro sospeso sul fiume Calore».

Il sovrano Ferdinando II di Borbone (Palermo, 1810 – Caserta, 1859), «… per onorare i meriti del Corsi che degnamente aveva saputo realizzare le intenzioni del sovrano, volle che sul piedistallo, che sorregge la sua statua, fosse apposta un’epigrafe che ricordasse ai posteri il suo fedele collaboratore. Sul lato posteriore si leggeva infatti:

REALE OPIFICIO DI PIETRARSA / DALLA SUA FONDAZIONE / DIRETTO SEMPRE DAL / MAGGIORE COMMENDATORE LUIGI CORSI

Però al cessare del governo borbonico, una mano ignota, sicuramente sovversiva e ignorante, scalpellò questa epigrafe, sicchè oggi si legge solo la prima riga: “Reale Opificio di Pietrarsa”».

Nel corso della sua carriera, è stato insignito di numerose onorificenze, «… le più elevate, quali: la croce di cavaliere di Francesco I di prima classe; la commenda di prima classe; la commenda di S. Gregorio Magno del Sommo Pontefice Pio IX; la croce con Crochot di Carlo III di Spagna; la croce di prima classe di S. Vladimiro di Russia; la croce di cavaliere di S. Ludovico di Parma; la croce dei SS. Maurizio e Lazzaro».

Dopo l’Unità d’Italia, per quanto dal nuovo Governo sia stato invitato a restare alla direzione dell’impianto, ha fermamente rifiutato la proposta,.

Nel 1861, quindi, lasciato l’incarico, tenuto per vent’anni con perizia e intelligenza, si è ritirato a vita privata.

Ha trascorso «… gli ultimi anni della sua vita a Portici nella villa che egli fece costruire nel 1850», quella a tutti nota come villa Savonarola.

Di fronte alle polemiche insorte sul futuro impiego dell’Opificio e alle cocenti artefatte falsità montate sulle reali condizioni dello stabilimento, riportate dai giornali, non è riuscito a rimanere in silenzio.

Difendendo ciò che «… aveva diretto per tanti anni e che per lui era come la sua casa, come una sua creatura», il colonnello, con rabbia, ha replicato «… Giova porre notizia che il nostro opificio ne’ soli anni 1858, 59 e 60 ha dato lavori che han costato la somma di un milione sessantaseimila cento quarantun ducato. E questa cifra d’introito di soli anni tre, basta a dimostrare se Pietrarsa sia una pianta parassita».

Nella giornata di sabato 9 luglio, «… a 85 anni» d’età, il commendatore Luigi Corsi muore in Portici, nella sua villa al corso Giuseppe Garibaldi.

La notizia della sua dipartita è stata «… appresa con profondo cordoglio, e la sua salma fu accompagnata al cimitero di Portici tra il duolo sincero d’una schiera di artieri di Pietrarsa e di altri Stabilimenti e della popolazione di Portici, che commossa prese parte a tanto lutto».

Sulla sua tomba, posta nell’interno della Congrega dell’Immacolata al Cimitero di Portici, la lastra marmorea reca incisa la seguente epigrafe:

QUI RIPOSANO IN PACE / GLI AVANZI MORTALI / DEL COMMENDATORE LUIGI CORSI / COLONNELLO DELLE ARTIGLIERIE NAPOLITANE / FONDATORE DELLO STABILIMENTO DI PIETRARSA / NATO IL 16 FEBBRAIO 1802 E MORTO / CRISTIANAMENTE IL 9 LUGLIO 1887 / E DELLA SUA CONSORTE / ELISABETTA ALTERIA NATA IL 1809 E MORTA IL 1890 / QUESTA PIETRA POSE L’UNICO LORO FIGLIO CARLO / E QUI VUOLE DEPOSTO ANCHE IL SUO CORPO ESANIME

Nastrini delle onorificenze nazionali ed estere conferitegli:

 Cavaliere dell’Ordine di Francesco I

 Commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno

 Croce di cavaliere di San Lodovico di Parma

 Croce con Crochot di Carlo III di Spagna

 Croce di prima classe di S. Vladimiro di Russia

 Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

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