Figli di Portici famosi: l’industriale Luigi Petriccione

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Luigi Petriccione è nato a Portici, l’11 agosto 1839.

Industriale nel settore del grano e della pasta alimentare, è stato padrone e direttore di un mulino e di un pastificio, ha  rivestito importanti cariche amministrative e pubbliche.

Nel  1878, è stato eletto presidente del  primo Consiglio Direttivo della Scuola per la lavorazione del corallo di Torre del Greco.

La nuova scuola «… è un’istituzione di tipo consorziale, alle dipendenze dello Stato, amministrata da un formato dai rappresentanti di quattro Enti che la sostengono […] Il Consiglio Direttivo risulta composto dal senatore Luigi Palmieri per lo Stato; dal deputato avv. Della Rocca per la Provincia; dal dott. Agostino Brancaccio, deputato provinciale ed assessore comunale di Torre del Greco; dall’onorevole Luigi Petriccione per la Camera di Commercio di Napoli, che viene eletto Presidente».

Sempre interessato alla vita pubblica, adoperandosi fattivamente per il Comune di San Giovanni a Teduccio, oggi quartiere di Napoli, il 5 agosto 1880 ne è stato eletto sindaco.

Partecipò alle lotte amministrative napoletane

Nell’anno 1880, è stato eletto consigliere della Deputazione provinciale di Napoli.

Nello stesso anno 1880, è stato candidato nel collegio elettorale di Torre Annunziata, alle elezioni politiche. Al ballottaggio, tenuto il 23 maggio, è stato rieletto deputato alla Camera del Regno d’Italia.

A Montecitorio, ha quindi occupato uno scanno per tre legislature consecutive: XIV, 26.05.1880  – 02.10.1882;  XV, 22.11.1882 – 27.04.1886; XVI, 10.06.1886 – 22.10.1890.

Ha sempre preso parte attiva ai lavori parlamentari, avversando soprattutto la strategia del trasformismo di Agostino Depretis (Mezzana Corti Bottarone, 31 gennaio 1813 – Stradella, 29 luglio 1887)

Per quanto parlamentare, ha mantenuto il suo posto in consiglio provinciale, sedendo tra i banchi fino al 1888.

Ha fatto parte della Deputazione provinciale napoletana ancora per due mandati: 1890 – 1891 e 1896 – 1898.

Il 2 gennaio 1885, ha assunto la presidenza della Camera di Commercio e Arti di Napoli. Succedendo al senatore Tito Cacace (Napoli, 21 gennaio 1800 – 10 febbraio 1892), ha ricoperto «… la carica – con la sola interruzione – dal marzo al giugno 1922, d’una presidenza del cav. Giovanni Carelli – fino al 1913 e cioè fin quasi all’indomani della nuova riforma, che delle vecchie “Camere di Commercio” nel 1910, sostituì le “Camere di Commercio e Industria”.

Durante la sua gestione, protrattasi per circa un trentennio, «… venne edificata l’attuale sede della Camera in Piazza Bovio, inaugurata nel 1899».

Grazie al suo patrocinio, il comune di San Giovanni a Teduccio, nel 1886, ha ottenuto l’istituzione di una scuola serale di disegno industriale e di elementi di meccanica. Finalità della scuola, in origine sistemata in alcuni locali del convento di Santa Maria del Soccorso, annesso all’omonima cinquecentesca chiesa, era l’istruzione e la preparazione dei giovani alle specializzazioni lavorative  e ciò con evidente beneficio della cittadinanza di San Giovanni a Teduccio».

Per i notevoli benefici apporti alla crescita della comunità sangiovannese, il 23 marzo 1889 , dall’amministrazione civica del comune di San Giovanni a Teduccio  è stato dichiarato cittadino onorario.

Filantropo e mecenate,per i meriti acquisiti è stato insignito della commenda della Corona d’Italia.

Il 3 gennaio 1904, nella sala Borsa «… con la presenza del Presidente del Consiglio Provinciale, di deputati e senatori, di rappresentanti del Comune, nonché di industriali», ha presieduto il comizio indetto dalla Camera di Commercio e delle Arti «… per sollecitare il Governo alla pronta attuazione delle proposte formulate dalla Commissione reale per l’incremento di Napoli».

L’ottantenne industriale Luigi Petriccione, decede nella sua abitazione a San Giovanni a Teduccio, il 13 febbraio 1919.

I suoi resti mortali riposano nella cappella della Famiglia Petriccione, eretta all’interno del cimitero di Portici.

Sulla lapide che copre il loculo, si legge la seguente scarna iscrizione:

LUIGI PETRICCIONE / NATO L’11 AGOSTO 1839 / MORTO IL 12 FEBRAIO 1919

Nel 1922, la scuola d’istruzione professionale «… giusta decreto reale assumeva la denominazione «Luigi Petriccione» secondo voti espressi a tal riguardo dal collegio Insegnanti e dal consiglio locale per debita riconoscenza al Comm. Luigi Petriccione, tanto solerte e benemerito amministratore dell’Istituto».

Nastrino dell’onorificenza attribuitagli

 Commendatore del’Ordine della Corona d’Italia

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