Figli di Portici famosi: Paolina Ranieri

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Paola Ranieri, da tutti affettuosamente chiamata Paolina, è nata a Napoli, il 26 marzo 1817. da Francesco Ranieri e da Maria Luisa Conza

Vivendo in una famiglia agiata e molto numerosa, avviata agli studi, ha avuto per maestro «… Costantino Margaris, profugo greco, che ne frequentava la casa e dal quale imparò le lettere classiche».

Il 2 ottobre 1833, ha incontrato il poeta recanatese Giacomo Leopardi (Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi: Recanati, 29 giugno 1798 – Napoli, 14 giugno 1837), arrivato a Napoli assieme ad  Antonio Ranieri (Napoli, 8 settembre 1806 – Portici, 4 Gennaio 1888).

Stando al racconto del fratello maggiore, è stata lei «… allora adolescente, a chiedergli con insistenza di accompagnare Leopardi a Napoli, sostenendo di conoscerne a memoria i Canti e promettendo di assisterlo come una “suora di carità”».

Da allora, vivendo insieme ai due nella casa di vico Pero, con fraterna devozione ha avuto cura dell’illustre ospite.

Assieme al fratello, infatti, fino alla prematura morte del poeta, “l’angelica”, così come era definita dal congiunto, si è dedicata,«… totalmente a consolarne la infelicissima vita

Ancor giovinetta, è già «… ben inserita nell’entourage dell’intellettualità forense e umanistica partenopea», per essere la casa paterna frequentata da personaggi come Basilio Puoti e Carlo Troya e, negli anni Trenta e Quaranta, il salotto della sorella Enrichetta e del marito Giuseppe Ferrigni, esponente di spicco del liberalismo napoletano, era centro di aggregazione per un’ampia schiera di letterati, universitari, professionisti del foro che costituivano il nerbo della borghesia umanistica cittadina da cui prese origine la rivoluzione del 1848: tra i frequentatori, oltre agli stessi Puoti e Troya, Francesco Saverio Arabia, Raffaele Liberatore, Saverio e Michele Baldacchini, Gabriele Pepe, Mariano d’Ayala, la famiglia Poerio, in particolare Alessandro e Carlo, Cesare Dalbono».

In detto contesto, altresì, partecipa regolarmente alle riunioni tenute da donne di tendenza liberale «…  dedite all’attività letteraria e animatrici del circolo della poetesse ‘sebezie’ (tra le altre Irene Ricciardi, Elisa Liberatore, Laura Mancini Oliva e Maria Giuseppa Guacci.»

Nei successivi decenni, rafforza il suo modo di essere al mondo interpretando appieno  il motivo conduttore, «…  ricorrente nel protagonismo femminile dell’Ottocento, di una donna molto presente nella dimensione ‘ausiliaria’ dell’impegno sociale e politico, declinato attraverso il patriottismo e la filantropia», occupandosi dell’organizzazione:

  • dell’assistenza ai feriti durante la spedizione garibaldina alla conquista del Regno delle Due Sicilie, nel 1860;
  • dell’istituzione di centri di accoglienza per i bambini bisognosi;
  • di una raccolta di denaro per acquistare una tenda ricamata da offrire al re Vittorio Emanuele II, in occasione della sua visita a Napoli;
  • della gestione di un comitato femminile di accoglienza;
  • delle opere di sostegno alla guerra, in particolare nel reperimento e nella spedizione di bende, nel 1866.

Condividendone la coabitazione, vivendo «… una relazione di reciproca dedizione e dipendenza», ha svolto spesso il ruolo di mediatrice nella rete dei rapporti familiari e clientelari del fratello, nonchè quello di accompagnatrice nei suoi frequenti viaggi lungo la penisola.

In tale veste, a Firenze e Torino, dopo l’elezione del fratello al Parlamento del Regno d’Italia, nel 1861, ha arricchito il suo giro di amicizie e contatti con personalità della politica e della cultura.

Paolina Ranieri, all’età di sessantacinque anni, pone fine alla vita terrena nella sua abitazione a Portici e, non a Napoli, come riporta la storiografia nazionale, di venerdì 11 ottobre 1878.

È morta «… assolutamente senza sacramenti perchè il prete fu fatto entrare dopo il decesso», racconta il fratello Antonio. Diversamente afferma, invece, il sacerdote Gennaro Formicola (Portici, 28 agosto 1827 – ivi, 22 marzo 1910), parroco pro tempore della chiesa della Natività della Vergine Maria. Questi, infatti, nel registro dei defunti del maggior tempio porticese, annota «… nell’anno Domini 1878 – 11 ottobre – Paola Ranieri di Napoli, di anni 65, di fu Francesco e Luisa Conzo, nubile, dopo aver ricevuto i SS. Sacramenti per mano di me  D. Gennaro Formicola parroco di questa chiesa parrocchiale di Santa Maria della Natività della real villa di Portici, è morta..

 

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