Figli di Portici famosi: Tiberio Muscettola

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Tiberio Muscettola è nato a Napoli nel 1634, da Farncesco Muscettola, duca di Spezzano.

È discendente di una nobilissima famiglia, originaria di Ravello, ascritta anche al Patriziato del Seggio di Montagna di Napoli.

Seguendo i proposito di, «… isfchiudere i lacci orditi dal nemico del genere umano, tefi nel Secolo», ha deciso di entrare nella Confederazione dell’Oratorio di san Filippo Neri.

Completata la formazione, è divenuto sacerdote filippino.

Nel concistoro del 16 maggio 1680, da papa Pio VI è stato eletto arcivescovo metropolita di Siponto, l’odierna Manfredonia, in Puglia.

Il successivo 19 maggio 1680, è stato consacrato vescovo da Pietro Francesco Orsini di Gravina (futuro papa Benedetto XIII: Gravina di Puglia, 1649 – Roma, 1730) , vescovo di Cesena. Alla cerimonia, in qualità di co-consacratori, hanno preso parte Stefano Brancaccio (Napoli, 1618 – Viterbo, 1682) e Ludovico della Quadra, vecovo di Mottola (…, 1625 – …, 1695).

Sotto lo pseudonimo di Orbitei Muscettola, cav. napolitano, nel 1677 a Macerata, ha pubblicato due opere letterarie: L’innocenza trionfante e La vita di S. Tiberio martire.

Nel 1684, sotto il suo governo, è stata portata a compimento la riedificazione della chiesa principale sipontina.

con quelli sistemati in Manfredonia., d è stato abbellito il cortile del Palazzo Arcivescovile con colonne di marmo e i capitelli provenienti dalle rovine dell’antica basilica di San Leonardo.

Nel mese di febbraio del 1708, debilitato nel fisico, è venuto a Portici per curarsi.

Sentendosi oppresso dagli scrupoli, ravvisando l’impellente esigenza di confessarsi, ha fatto chiamare presso di sè il padre gesuita Francesco de Geronimo (Grottaglie, 1642 – Napoli, 1716).

Dopo essersi confessato, «… fu lasciato da noi allegro, e contento, e con perfetta pace dell’anima sua, tantochè pregò il Servo di Dio acciò assistito lo avesse a ben morire, se il Signore l’avesse chiamato prima della morte di esso Servo di Dio».

Con l’anziano sacerdote, nei due giorni successivi, si è intrattenuto in profondi ragionamenti.

Durante la notte del 24 febbraio, presagendo avvicinare la fine, ha fatto nuovamente chiamare padre Francesco De Geronimo per ricevere da lui i Sacramenti.

Per cui, «… in vedere entrare nella sua Camera il Servo di Dio da me accompagnato, con gran contento, ed allegrezza del suo cuore lo ricevè, e disse: Oh adesso sì che moro contento, perche moro nelle mani di Vostra Riverenza. L’assistè il Servo di Dio tutta quella notte, perchè già stava moribondo, e la sua assistenza fu piena d’indicibile carità, e prudenza, e durò fino al dì seguente, che poi postosi in agonìa il predetto Arcivescovo, il Servo di Dio lo confortava, stando inginocchioni, ed incominciò in quel punto a recitare il Salmo Miserere mei Deus con tanta divozione, e tenero affetto, che io, e tutti coloro, che stavamo presenti, ne sentivamo tanta consolazione , ed uniformità al Divino volere, che io per me mi sarei contentato in quell’ora, se a Dio fosse piaciuto, di passare all’altra vita, con avere una simile assistenza di esso Servo di Dio, e fra il recitare il detto Salmo, quasi in uno, o due versetti frammezzava atti affettuosi di virtù, secondo portava il significato di quei versetti, per tenere unita maggiormente con Dio l’anima di quel Prelato moribondo».

L’arcivescovo di Manfredonia, sua eccellenza Tiberio Muscettola, all’età di settantaquattro circa, sabato 25 febbraio in Portici, rende l’anima al Padre celeste.

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