Figli di Portici famosi: Giuseppe Moscatelli

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Giuseppe Moscatelli è nato a Portici nel 1706.

Avviatosi alla vita ecclesiale, compiuti gli studi presso il seminario di Napoli, nel 1734, è stato ordinato sacerdote.

Nel 1739, è stato nominato vicario economo della chiesa parrocchiale consacrata alla Natività della Beata Vergine Maria nella Real Villa di Portici.

Nell’agosto del 1744, già economo curato della stessa chiesa parrocchiale porticese, è stato nominato parroco della stessa.

Ottenuto il possesso canonico, è divenuto il settimo parroco del casale.

Di mercoledì 14 giugno 1747, nel palazzo della reggia di Portici, ha tenuto a  battesimo il principe erede al trono del Regno di Napoli. Ha registrato il neonato con i nomi di Filippo, Pasquale, Antonio, Gennaro, Francesco Saverio, Francesco di Paola, Giovanni Neopucemo e Aniello di Borbone.

Nel 1757, la vecchia casa canonica è «… refa mezza diruta, ed inservibile, per non essere ftata lungo tempo abbitata». perciò, ha provveduto a ristrutturarla, rendendola più ampia e comoda.

Ha sostenuto, a proprie spese, parte del costo delle ristrutturazioni; la parte restante con il concorso dell’università di Portici, «… con patto di lafciarla all’Università dopo la fua morte».

Il 14 giugno 1761, nella chiesa parrocchiale, ha battezzato il neonato Raffaello Giovanni, Antonio, Guglielmo Morghen (Portici, 1761 – Firenze, 1833).

Nel corso dell’anno 1764, una micidiale manifestazione epidemica di peste bubbonica ha seguito la terribile carestia, che ha afflitto la Provincia napoletana, provocando 20-30 mila morti.

Zelante sacerdote, anch’egli colpito dal temibile morbo, ha sostenuto e sollecitato i fedeli a invocare l’intervento miracoloso e la protezione di San Ciro.

Sorretto dal popolo credente, ha chiesto alle competenti autorità ecclesiastiche la traslazione a Portici di parte delle reliquie del Santo medico alessandrino. Ottenuto il beneplacito, dalla chiesa del Gesù Nuovo in Napoli, alcuni pezzi del cranio del Santo sono arrivati alla chiesa matrice porticese..

Anch’egli colpito dalla peste e liberato dal «… grave pericolo di morte per la intercessione di S. Ciro dettesi tutto a propagar nel distretto di sua cura parrocchiale il culto del glorioso Martire».

Nel 1770, ha dato incarico allo scultore Ferdinando Sperandeo di realizzare una statua lignea del Santo, da collocare alla sommità dell’altare della cappella, collocata in fondo alla navata di sinistra.

Inoltre, si è fatto anche promotore del patronato del Santo taumaturgo e martire sulla Real Villa di Portici. Pertanto, ha prodotto alla competente Autorità ecclesiastica una regolare istanza per ottenere la proclamazione ufficiale di San Ciro a Patrono principale del casale di Portici.

Il reverendo Giuseppe Moscatelli, all’età di 68 anni, e «in buon odore di virtù», muore in Portici, il 6 agosto 1774.

Portici lo ricorda con due lapidi:

  • La prima affissa alla facciata esterna della costruzione della casa canonica, per tramandare i lavori di ristrutturazione della casa canonica.

Il testo, è stato dettato dal professor Orazio Giacomo Martorelli (Napoli, 1699 – ivi, 1777), noto grecista, letterato ed epigrammista.

Sul bianco marmo, si legge la seguente epigrafe:

ANTIQUUM HUNC TEMPLI PRINCIPIS LOCUM / VESVUII IGNE ANN.MDCXXXI.OBRUTUM / PAROCHORUM HOSPITIO / ADSENTIENTIBUS OLIM CIVIBUS / INDE REGIS IMPERIO ADDICTUM / IOSEPHUS MUSCATELLIUS PAROCHUS / IMPENSA SUA AMPLIFICAVIT ORNAVITQUE / ANN.MDCCLVII

«… Questo antico luogo del primario tempio / sotterrato nel 1631 dal fuoco del Vesuvio / destinato per lo passato ad alloggio dei Parroci / dagli acconsententi cittadini / poscia aggiudicato al comando del Re / il Parroco D. Giuseppe Moscatelli / abbellì ed accrebbe / nell’anno del Signore 1757».

  • La seconda murata alla parete della sagrestia della chiesa parrocchiale, per ricordare la proclamazione di San Ciro Patrono principale e tutelare del casale di Portici.

Con decreto del 16 luglio 1776, il pontefice massimo, papa Pio VI (Cesena, 1717 – Valence-sur-Rhône, in Francia, 1799), ha esaudito i desiderata del parroco porticese,

Sul piccolo marmo, leggiamo:

PARROCO GIUSEPPE MOSCATELLI / PROMOTORE DEL PATRONATO / DI / S. CIRO IN PORTICI. ANNO 1776.

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