Cultura

Frammenti di affreschi tornano a Stabiae

Reggia di Quisisana, restituzione di frammenti di affreschi trafugati dalle ville di Stabiae e da Civita Giuliana, extra moenia di Pompeii

CASTELLAMMARE DI STABIA (NA) – Alla Reggia di QuisisanaTre frammenti di affreschi parietali del I sec. d.C. provenienti dalle Ville di Stabiae, recuperati grazie all’azione del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (Nucleo di Monza), martedì 18 maggio sono stati restituiti al Parco Archeologico di Pompei che troveranno posto al Museo Archeologico Libero D’Orsi.

Alla cerimonia ufficiale sono intervenuti Massimo Osanna, Direttore Generale dei Musei – Ministero della Cultura, Gabriel Zuchtriegel, Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, Gaetano Cimmino, Sindaco della Città di Castellammare di Stabia, Laura Pedio, Procuratore Aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Milano, Roberto Riccardi Generale di Brigata, Comandante dei Carabinieri Nucleo TPC. Per il Parco archeologico di Pompei erano presenti le responsabili della Reggia di Quisisana, Maria Rispoli e delle Ville di Stabia, Silvia Bertesago e la responsabile dell’ufficio tutela, Anna Onesti, assieme a una rappresentanza per il Nucleo TPC di Monza guidata dal  Luogotenente c.s. Raffaele Adorante.

Nella stessa circostanza, presenti il Procuratore Nunzio Fragliasso, il Procuratore Aggiunto Pierpaolo Filippelli della Procura della Repubblica del Tribunale di Torre Annunziata e il Maggiore Giampaolo Brasili per il Nucleo TPC di Napoli, sono stati restituiti altri tre frammenti di affresco (I secolo d.C.) asportati dalla villa suburbana di Civita Giuliana, fuori le mura di Pompei.

Ha dichiarato Massimo Osanna, Direttore Generale dei Musei: La restituzione di questi frammenti è significativa per più ragioni. Intanto viene ricomposto, in entrami i casi, un contesto archeologico che era stato violato e che permette di restituire completezza allo scavo. Ogni reperto, costituisce un tassello importante della storia e della conoscenza di un luogo e va sempre tutelato e preservato.

Ma soprattutto è una vittoria della legalità, contro il fenomeno degli scavi illeciti e del traffico di opere d’arte e reperti antichi, e una conferma dell’importante ruolo delle forze dell’ordine nella tutela del patrimonio culturale e della fondamentale collaborazione con le istituzioni del Ministero della Cultura.

 

Le collaborazioni con le autorità per il contrasto agli scavi illegali e al traffico illecito di reperti archeologici avviate sotto la direzione di Massimo Osanna sono una best practice che il Parco seguirà anche in futuro, ha sottolineato Gabriel Zuchtriegel, Direttore del Parco archeologico di Pompei.

Attraverso la valorizzazione dei siti nel territorio tra Stabia, Torre Annunziata, Boscoreale e Poggiomarino vogliamo inoltre contribuire a far emergere sempre di più l’immenso valore del patrimonio archeologico presente in maniera capillare in tutta l’area vesuviana. Reperti come l’iscrizione osca da porta Stabia, attualmente esposta alle Scuderie del Quirinale nella mostra “Tota Italia”, illustrano come la città di Pompei facesse parte di un paesaggio antico costituito di vie di comunicazione, ville, fattorie, necropoli e insediamenti rurali che vanno tutelati e valorizzati. Ringrazio a nome del Parco i Procuratori e i Carabinieri del Nucleo Tutela per il lavoro svolto, ha poi concluso.

Così il Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Generale di Brigata Roberto Riccardi: Tornano al loro posto antiche opere di grandissimo pregio. La Bellezza che oggi celebriamo non è solo negli affreschi, è anche nella sinergia fra i rappresentanti delle istituzioni qui presenti, che hanno operato sentendosi figli della stessa storia. La Cultura che intendiamo valorizzare è anche quella della legalità.

La restituzione odierna dei frammenti di affreschi delle ville romane di Stabia e di Civita Giuliana alla Direzione del Parco Archeologico di Pompei costituisce un ulteriore tangibile dimostrazione della proficua collaborazione tra detta Direzione e l’Autorità Giudiziaria. – ha dichiarato il Procuratore Nunzio Fragliasso

In questi anni la Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha sempre tenuto alto il livello di attenzione per la tutela dell’immenso patrimonio archeologico presente nel territorio di propria competenza.

In questo contesto si colloca il protocollo sottoscritto nel 2019 da questa Procura con il Parco Archeologico di Pompei, che rappresenta un vero e proprio accordo “pilota” nel campo della sinergia tra le Istituzioni per la salvaguardia del patrimonio artistico nazionale e che si è rivelato uno strumento formidabile per restituire alla collettività reperti e testimonianze di eccezionale valore storico e culturale, contrastando l’azione criminale di soggetti che per anni si sono resi protagonisti di un sistematico saccheggio dell’inestimabile patrimonio archeologico custodito nell’area della villa suburbana di Civita Giuliana.

È tuttora in corso di svolgimento, dinanzi al Tribunale di Torre Annunziata, il processo penale a carico degli imputati ritenuti responsabili della attività di depredazione della antica villa romana.

L’impegno di questo Ufficio nella tutela del patrimonio artistico, archeologico e culturale del territorio sarà costante e prioritario anche nei prossimi anni, con particolare riferimento all’attività finalizzata al recupero dei preziosi reperti archeologici trafugati, esportati all’estero, e alla loro restituzione al patrimonio nazionale.

I frammenti di Stabiae

I frammenti di Civita Giuliana

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