Gemelli si, fratelli no, il Teatro con Ernesto Lama

NAPOLI – La prima stagione teatrale del Teatro La giostra in via Speranzella, lo spazio multidisciplinare dei Quartieri Spagnoli, volge ormai al termine.

Il Teatro La giostra venerdì 15 giugno alle 20.30, con repliche fino a domenica 17, ospiterà il debutto di Gemelli si, fratelli no di Raffaele Speranza, regia a cura di Ernesto Lama, anche interprete in scena con Antonio Speranza.

Presentato da Compagnia M.A.T.I. Gemelli si, fratelli no è un testo liberamente ispirato a Il paradosso sull’attore di Denis Diderot e al Don Giovanni di Molière, che attraversa formule e regole diverse di comunicazione tra i due personaggi protagonisti, figli dello stesso padre e concepiti nello stesso giorno, ma da madri diverse.

Fratelli, dunque, e “gemellastri”, anch’essi attori, le cui dinamiche, tra vita reale e scenica, appaiono completamente diverse. Dinamiche che paradossalmente vivono tutti gli uomini, attraverso lo studio di una vita per riuscire a calcare il palcoscenico, non necessariamente teatrale, nello spettacolo del tempo che passa.

Così Ernesto Lama in una nota di regia: «Il paradosso è, genericamente, la descrizione di un fatto che contraddice l’opinione comune e l’esperienza quotidiana, apparendo sorprendente, straordinario e bizzarro. Tutto questo tradotto in teatro prende forma nella ricerca di una verità che si può realizzare solo attraverso l’artificio, la tecnica e lo studio meticoloso. In poche parole ci si avvicina all’emozione del pubblico, dove la parola e il movimento degli interpreti sono diventati di loro possesso, in maniera totale».

La sfida nella messa in scena di questo testo parte proprio dalla sintesi fatta dallo stesso Diderot sulla sostanza del suo testo.

Il filosofo francese parrebbe dire che, per poter essere degli attori sublimi, bisogna sia tutto studiato e calcolato nella massima precisione, lasciando così poco spazio all’interpretazione d’istinto, ma anche che più si è costruiti più si appare sublimi. Ma sarebbe errato relegare il paradosso nell’ambito della specificità teatrale, poiché affronta anche il problema del modello ideale e della sua funzione nella rappresentazione della realtà.

«Il mio testo – sottolinea l’autore Raffaele Speranza – racconta di come sono cambiati i nostri rapporti con l’altro, dal momento in cui non conosciamo più l’altro chi è, ma solo come appare. Quante persone conosciamo che nelle foto dei loro profili social sembrano più di quello che sono nella realtà? A pensarci bene è un giochino vecchio come il mondo, ed esistono persone che grazie a questo giochino hanno fondato la propria ricchezza».

Lo spettacolo pertanto diviene, in questo modo, la presentazione di un modello di attore tipo. Una continua riflessione sul mondo che viviamo, in cui il modello è soltanto il pretesto per rappresentare una realtà d’immagine che poco ha a che fare con una realtà di sostanza e di sentimenti, così come affermava lo stesso Diderot circa trecento anni fa.

Per maggiori informazioni e prenotazioni 3492187511, 3488100587, lagiostrateatro@gmail.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *