Historia del Palazzo Venezia di Napoli

di Michele Di Iorio

Incamminandosi per il Decumano Minore di Spaccanapoli o San Biagio dei Librai verso piazzetta Nilo si costeggiano i Palazzi Brancaccio e de Sangro di Casacalenda, il giardino del convento di San Domenico Maggiore e quindi Palazzo Carafa di Roccella. Proseguendo s’incontra la chiesa di Santa Chiara e poi piazza del Gesù Nuovo e poi via Benedetto Croce dove  al civico 19, tra i palazzi Mazziotti e Filomarino della Torre – ove appunto dimorò il grande filosofo napoletano – si trova Palazzo Venezia.

Costruito alla fine del 1300 fu di proprietà dei principi de Sangro di Matera. Nel 1412 venne confiscato da re Ladislao il Magnanimo, marito della bellissima regina Sancia, e quindi donato alla Serenissima Repubblica di Venezia come sede napoletana di consoli generali e di ambasciatori veneti.

Il legame tra Napoli e Venezia continuò  oltre il periodo angioino e quando re Federico V d’Aragona nel 1460 arrivò in pompa magna a Napoli fu ospite dell’ambasciatore di Venezia.

Nel 1512 fu ampliato il Palazzo Filomarino della Torre occupando una parte dl proprio giardino confinante con Palazzo Venezia, per cui fu necessario sancire i confini delle due proprietà, atto di cui v’è testimonianza nel diploma veneto di quell’anno siglato dal Doge  Michele Steno da Venezia.

Il palazzo, essendo degradato e in rovina, nel 1610 il Maggior Consiglio della Serenissima, nella persona di Giuseppe Zono, dispose che venisse restaurato. Uno  più incisivo fu effettuato tra il 1618 e il 1644 da Pietro Dolce.

Gli avvenimenti del 1647, che videro la rivolta del Genoino, l’invasione  francese del duca di Guisa e poi la rivolta popolare guidata dal lazzaro Tomaso d’Aniello, il celebre Masaniello, coinvolse il tranquillissimo palazzo napoletano detto della residenza veneta, che con la peste del 1656 si spopolò praticamente del tutto. Palazzo Venezia dopo il terremoto del 1688 venne nuovamente restaurato su ordine della Serenissima da Antonio Maria Vincenzi.

Il Palazzo nel corso dei secoli venne visitato d personaggi illustro come lord Herdnesse, ambasciatore inglese e massone nel 1750, in compagnia di famoso e misterioso Henry Rakovski, il misterioso conte di Saint Germain, ospite del  governo austriaco. Ancora lord William Hamilton con la sua giovane e bellissima moglie lady Emma, che fu amante dell’ammiraglio elson. Nel 1790 ancora il nuovo lord Herdnesse ambasciatore inglese a Venezia accompagnato da un … sempreverde conte di Saint Germain, che altro non era che il nome di copertura dell’agente segreto, lo svedese conte Fersen.

Dal 1797 con il trattato di Campoformio Venezia non più repubblica indipendente e passò all’Impero d’Austria che mantenne un console generale a Napoli, che in un primo momento risedette al palazzo di via Croce. Dopo tre anni venne datoin donazione al giurista marchese Gaspare Capone, che lo fece abbellire e riordinòil giardino pensile, che originariamente era più grande con 1600 alberi erici, e poi ridimensionato dall’ampliamento di Palazzo Filomarino.

Il marchese Capone fece costruire una casina pompeiana nel giardino del palazzo, mantenendo tutti gli eleganti ambienti in ottime condizioni.

Con l’unità italiana nel 1861 il palazzo divenne teatro privato e pubblico, dove si tenevano anche conferenze e concerti, soprattutto nella deliziosa casina pompeiana.

La casina in stile pompeiano e il giardino

La casina in stile pompeiano e il giardino

Dal 2010 con l’imprenditore napoletano Gennaro Buccino, presidente di L’Incanto S.r.l. Palazzo Venezia, associazione aderente al Club Unesco Napoli, il corpo di fabbrica su tre piani con l’androne coperto e il cortile scoperto, il magnifico giardino pensile e la villetta pompeiana sono ritornato all’antico splendore.

A Palazzo Venezia si tengono mostre artistiche, concerti e simposi scientifici e culturali aperti al pubblico.

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