I fratelli De Luca pionieri del Cinema a Portici

Gli albori del Cinema a Portici: grazie alla passione e alla lungimiranza dei fratelli De Luca l’invenzione dei Lumière arrivò nel 1911

di Teodoro Reale

Il Cinema a Napoli giunse assai presto. Pare che le prime proiezioni del Cinématographe a Napoli risalgano all’aprile del 1896, quando l’invenzione dei fratelli Auguste e Louis Lumière venne presentata al Salone Margherita. I film in questione erano brevi scenette proiettate al termine di uno spettacolo composto di attrazioni varie da cafè chantant.

A questo evento fece quasi subito seguito l’apertura della  prima sala cinematografica, forse nello stesso anno, o nel 1897. Si trovava al numero civico 90 della Galleria Umberto I, ad opera dell’impresario italo-americano, originario di Padova, Mario Recanati. Nel giro di poco ne furono aperte altre in varie zone di Napoli.

La prima sala cinematografica a Portici venne inaugurata nel 1902, ad opera dei fratelli Ciro e Domenico De Luca, che introdussero in città la prima macchina di proiezione, il luogo il civico 62 di corso Garibaldi, dove vi era già un caffè concerto, che aveva ospitato tra gli altri grandi nomi come Raffaele Viviani, Armando Gill, e Totò.

Il nuovo ritrovo prese il nome di Cinema Bagno Vesuvio. Il primo cinematpgrafo porticese rimase in quella sede fino al 1911, quando i De Luca rilevarono quello che era stato il Teatro Leopoldina al pian terreno del palazzo Ruffo di Bagnara. Il locale preesistente venne completamente ristrutturato con l’aggiunta di un nuovo ingresso su corso Garibaldi, mentre l’antico ingresso su Via Bagnara venne mantenuto come uscita.

All’interno, la sala venne decorata in stile Art Nouveau, il palcoscenico venne arricchito da un sipario dipinto raffigurante l’«Estate a Pompei», opera dell’artista porticese Gauggi, mentre i lavori di ebanisteria e falegnameria vennero eseguiti dall’artigiano Antonio Scognamiglio, anch’egli di Portici.

In occasione dell’inaugurazione, l’11 luglio dello stesso anno, vi furono date una non meglio precisata recita di Aurelia Cataneo, ed un altrettanto non precisata commedia comica, rappresentata dal comico Raffaele Cozzolino e dalla sua compagnia.

Nel 1926 il Cinema -Teatro Leopoldina venne ribattezzato Duse, in onore della grande attrice Eleonora.

Il Cinema-Teatro Duse restò in attività fino al 1957 quando venne chiuso e la famiglia De Luca ne aprì uno nuovo in una traversa dell’allora nascente via Libertà, il Felix, rimasto in attività, prevalentemente come sala cinematografica, fino all’inizio degli anni Novanta del Novecento.

Il Cinema-Teatro Felix venne inaugurato la sera del 12 dicembre 1957. Presentatore della serata inaugurale fu Ottavio Nicolardi, il quale lesse alcune poesie del padre Edoardo.

Oratore ufficiale fu il critico letterario di Il Mattino Mario Stefanile, il quale nel suo discorso tra l’altro disse: «Proprio oggi che Napoli sembra decadere terribilmente nella sua vita teatrale, che pure fu densa e affascinante come in poche altre città d’Italia, ecco che una deliziosa, ma piccola cittadina dà una lezione, che non è la sola e non è la prima che Portici impartisce, tuttavia con grazia e con gentilezza, alla vicina, grandissima metropoli

Dopo il discorso si alternarono sul palcoscenico Dolores Palumbo e Gennaro di Napoli, che interpretarono alcune scenette umoristiche, fu poi la volta di Dino Giacca e Grazia Gresi che cantarono canzoni antiche.

A concludere la serata fu E. A. Mario con Il salotto del poeta e con la sua canzone più famosa, La leggenda del Piave. All’udirla il pubblico scattò in piedi applaudendo.

Nell’ottobre del 1961 a Roma, nel corso di una cerimonia cui presenziò l’allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, i fratelli De Luca, rappresentati da Giuseppina, figlia di Domenico De Luca, vennero insigniti della Medaglia d’Oro e del Diploma di I Classe del Premio Anziani del Cinema conferito dall’Associazione Generale dello Spettacolo.

3 pensieri riguardo “I fratelli De Luca pionieri del Cinema a Portici

  • 12 Agosto 2019 in 11:35
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    nel 1902, stante all’articolo, Totò ed altri, avrebbero già calcato le tavole del “Caffe concerto” di Corso Garibaldi 62.
    In quell’anno Antonio De Curtis aveva 4 anni, Viviani di età ne aveva 14, e Armando Gill 23, probabilmente l’unico che poteva farlo.

    Risposta
    • 12 Agosto 2019 in 12:52
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      La ringraziamo per la sua solerte critica. A breve le risponderà l’autore e le spiegherà perché è stato possibile.

      Risposta
    • 12 Agosto 2019 in 12:57
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      Grazie per la giusta osservazione:la presenza degli artisti ricordati risale agli anni ’20 inoltrati, anche se non è stato specificato.

      Risposta

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