I restauri nella città antica

Il Parco archeologico, terminati i restauri, inizia la riapertura di grandiose dimore con la Villa di Diomede e la Casa dei Dioscuri

POMPEI | CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – Due edifici maestosi di Pompei, la scenografica Villa di Diomede, tra i monumenti più descritti e rappresentati dai viaggiatori del Gran tour e la sontuosa Casa dei Dioscuri, dalla complessa architettura degli spazi e dalle ricche pitture, aprono al pubblico al termine degli interventi di messa in sicurezza e i restauri.

Casa dei Dioscuri

Pompei intraprende così la riapertura di grandiose dimore, da lungo tempo non fruibili e attese, che completano la visione della città antica nella sua interezza e che prevedono nel nuovo progetto di fruizione percorsi dedicati per persone con disabilità –  con elevatore per la visita del doppio piano del complesso alla Villa di Diomede – e la mirabile rigenerazione dei giardini della Casa dei Dioscuri – attraverso una nuova interpretazione dei dati archeologici e una vera e propria materializzazione delle pitture di giardino della casa, oggi quasi invisibili ma testimoniate dai disegni dei visitatori ottocenteschi – vero fulcro della vita domestica e dell’organizzazione spaziale e visuale della lussuosa dimora.

I due complessi abitativi saranno inaugurati mercoledì 9 novembre alle ore 11 dal Direttore Generale dei Musei Massimo Osanna e dal Direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel.

Villa di Diomede

Nella Villa di Diomede saranno presenti, al termine della visita, i ragazzi con autismi e disabilità cognitiva del Centro riabilitativo di Pompei.

Nell’ambito di una convenzione promossa dal Parco archeologico con la Cooperativa sociale Il Tulipano, i ragazzi e le loro famiglie stanno seguendo un percorso di agricoltura sociale che comprende la raccolta della frutta nei giardini delle domus, nel vivaio e nei frutteti dell’area archeologica – a cominciare da melograni e mele cotogne per poi proseguire con i frutti del biancospino, gli agrumi, le sorbole – e la trasformazione, con ricette desunte da autori antichi come Plinio, in succhi e marmellate.

 

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