Il Dottor Gardenia Medico Veterinario

di Lucio Sandon

Il veterinario è quella persona che chiami o dal quale ti rechi, quando proprio non puoi farne a meno.

Il tuo animale è depresso, malato, fratturato, ferito, in fin di vita? Interpelli prima il tuo amico del cuore, quello tuttologo che ha sempre pronti dei consigli su qualunque branca dello scibile umano, e ha sempre le dritte giuste per risparmiare su tutto.

Se l’amico fallisce c’è pronto il luminare di turno, normalmente nella persona del portiere del tuo palazzo, che sa tutto dei cani, o il ragioniere del terzo piano, che lui ha sempre amato gli animali e il cui fratello da giovane allevava pastori tedeschi, oppure, se il tuo animale è di razza provi a telefonare all’allevatore, il quale

già ha esperienza di ogni tipo di malattia o incidente, legge i giornali specializzati, ed è sempre prodigo di utili consigli e di terapie standardizzate.

Nel caso fallisca il guaritore improvvisato di turno, l’ultima spiaggia e con il cappio al collo, è di andare in farmacia: l’ottimo professionista, da dietro il suo bancone ha un rimedio per tutte le malattie.

Febbre? Tachipirina! Tosse? Bisolvon! Zoppicature? Lasonil! Ferite? Mercurocromo e Hansaplast!

Quando però ti accorgi che il tuo piccolo amico sta per rendere l’anima al suo creatore, cominci a prendere in considerazione l’idea di rivolgerti a un veterinario.

Già.

Ma è difficile: bisogna sapere qual è quello più bravo, perché mica puoi andare da quello vicino casa, o trovato sulle pagine gialle! Meglio prima di tutto consultare un blog, o meglio ancora vedere cosa dice il dottor Google.

Allora la ricerca diventa frenetica, perché in genere quello che si dice sia bravo si rivela quello più carogna, che chiede tariffe esose. Bisogna anche aspettare un sacco di tempo per avere un appuntamento, allora devi trovare un amico che ti possa accompagnare da lui, oppure ti rassegni e vai da uno qualsiasi, perché tanto da quello che hai capito sono tutti una massa di esosi incapaci.

Infatti ti sembra incapace, quel signore un po’ distratto o quella signorina vestiti da dottori veri di ospedale, ti sembra che non ascoltino le tue parole, che tendano più a guardare la tua bestia, quasi che non credano a quello che stai loro dicendo.

E poi, un sacco di domande….

Cosa mangia, beve, fa cacca, fa pipì, fa questo, fa quello, dove vive, lo ha portato in campagna….

Eddai! Tu sei un dottore! Dovresti saperlo cos’ha l’animale,mica devo dirtelo io, maledizione!

E poi dopo cominciano la tiritera: bisogna fare le analisi, ci vuole una radiografia, è necessaria l’ecografia… Si deve ricoverare! Ma stiamo dando i numeri? Tu non capisci cos’ha la mia bestiuccia e vuoi svuotarmi il portafogli…Oppure hai già capito e ti servono i soldi per comprarti la Mercedes nuova?

Nella migliore delle ipotesi invece, ti guarda fisso, guarda il tuo piccolo amico, gli fa due iniezioni e poi comincia a scrivere, e cosa scrive?

Le uniche cose che il veterinario sa scrivere sono due: la ricetta e la fattura.

Se il veterinario indovina la malattia, l’animale guarisce (questi casi sono rari) in caso contrario muore, e in questo caso chiaramente la colpa è del veterinario, ma lui non lo ammetterà.

Se l’animale muore, il veterinario, anche se ti ha fatto

morire il tuo migliore amico, tuo fratello, tuo figlio, vuole altri soldi per bruciare il corpo, altrimenti è capace di consegnartelo in sacco di plastica, e dirti: provvedi tu.

Se per un caso fortuito, la bestia non muore, il veterinario ti consegna una lista infinita di adempimenti da fare, tutta roba inutile e mai sentita, tipo microchip, vaccinazioni, profilassi (ma il cane usa il profilattico?), antipulci, e di qua e di là, manco ai bambini si fa tutta questa roba!

Morale della favola: il veterinario è uno cui stare molto, ma molto lontano, e al quale avvicinarsi solo con le dovute precauzioni.

Anche perché alcuni di loro ti osservano, e prendono appunti.

Esempio:

Consulenza: «Dottore, sono dal falegname… Ad una mia amica è morto il gatto, saprebbe mica indicarmi le misure giuste per una bara? »

Bonjour finesse: «Dottore, fino a che ora la trovo? Sa devo portarle urgentemente il mio Bobby, che si è appena sbucciatole palle!»

Bombarolo: «Il mio cagnolino non andava di corpo da tre giorni, e allora gli ho messo su sei supposte di nitrogligerina».

Il brano è tratto da Il Libro del Bestiario veterinario. I diritti d’autore di questo volume vanno alla Clinica Pediatrica Meyer di Firenze, per lo sviluppo della Pet Therapy.

Lo scrittore Lucio Sandon è nato a Padova nel 1956. Trasferitosi a Napoli da bambino, si è laureato in Medicina Veterinaria alla Federico II, aprendo poi una sua clinica per piccoli animali alle falde del Vesuvio. Appassionato di botanica, dipinge,  produce olio d’oliva e vino, per uso famigliare. Il suo ultimo romanzo è La Macchina Anatomica, un thriller ambientato a Portici. Ha già pubblicato il romanzo Il Trentottesimo Elefante; due raccolte di racconti con protagonisti cani e gatti: Animal Garden e Vesuvio Felix, e una raccolta di racconti comici: Il Libro del Bestiario veterinario.

 

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