Il Fondo Lebano

di Michele Di Iorio

L’avvocato Giustiniano Lebano (1832-1910), filogaribaldino, assessore comunale nel 1860, filantropo, scrittore e storico di classici e della sibilla cumana, fu massone di rito egizio a Napoli e poi a Torre Annunziata. In seguito continuò le sue attività e i suoi studi nella sua villa a Trecase, acquistata dalla famiglia Scauda.

Padre di quattro figli, perse i tre maschi e la moglie Virginia Bocchini tra 1867 e 1904. Amico di grandi letterati di tutto il mondo come Giosué Carducci, coltivò l’amicizia con il Kremmerz da Portici, al secolo Ciro Formisano. Queste sue importanti relazioni gli permisero di riunire nella sua biblioteca privata 2033 manoscritti rarissimi e  5000 volumi rari di filosofia ermetica. Lebano morì nel 1910, passando la collezione in eredità alla sua unica figlia Silvia, moglie del medico Giuseppe Cucurullo.

Visti i rigori italiani dell’era fascista, per precauzione nel 1925 il duca Pasquale del Pezzo, senatore, Rettore universitario e per un periodo sindaco di Napoli, fece sparire gli archivi delle logge partenopee. In parte li fece caricare di notte su un camion, mentre  i restanti furono nascosti in Villa Lebano. Di quell’operazione segreta si occupò il maresciallo di Marina e suo fidato amico Antonio Ariano  (1888-1956).

Dopo la II guerra mondiale, nella relativa calma nel 1948, Ariano, in base ad accordi presi con Vincenzo Gigante di Torre Annunziata, riportò a Napoli i documenti della Muratoria e l’anno successivo prese in custodia da Villa Lebano un migliaio di manoscritti e di 2350 volumi consegnandoli a sua moglie, donna Rosaria Valerio di Caserta (1900-1975), docente di ragioneria negli istituti superiori, teosofa e massone egizia.

Donna Rosaria li custodì nella sua bella villa di Sala di Caserta, frazione Monticelli, già masseria agraria del 1358 al 1700 dei principi Landi patrizi casertani, passata per successio maritalis nel 1718 a Francesco Valerio, medico di origini calabresi, ufficiale del Real esercito borbonico e poi farmacista in Caserta.

Francesco Valerio rimase sempre fedele borbonico, tanto che tra il 1860 e il 1862  diede rifugio nella sua villa non solo a soldati sbandati ma anche a bande di guerriglieri borbonici, come quelle dei La Gala e del suo amico Antonio Cozzolino di Boscotrecase, detto Pilone, sergente dei Cacciatori di linea, passato alla storia come brigante ma che invece fu uno degli eroi della resistenza antisabauda.

Nella villa tra servi fedelissimi e i numerosi cani, la professoressa e nobildonna Rosaria Valerio, figlia della contessa Landi di Caserta, ordinò nella sua biblioteca privata, dopo la morte del marito Antonio, avvenuta nel 1956, il Fondo Lebano ricevuto nel 1949.

Vincenzo Gigante di Torre Annunziata andò a trovarla più volte nella sua magnifica villa che si apriva sullo splendido panoramica della vicina reggia e del maniero di Castel Morrone, circondata da un verde lussureggiante e immersa in un profondo silenzio.

Nei saloni di Villa Valerio Landi tra antiche armi bianche, statue, bronzi, quadri, venne dunque custodito l’archivio segreto di Giustiniano Lebano fino, alla morte della professoressa Rosaria Valerio, avvenuta il Venerdì Santo dell’aprile 1975.

Nicola Ariano di Torre Annunziata, nipote di Antonio, in seguito fece ricerche per ritrovare l’archivio lebaniano ma non venne trovato alcun documento o libro o manoscritto, sia a Trecase dai Cuccurullo-Lebano sia  a Sala di Caserta.

Nicola Ariano pare avesse compreso l’arcano che avvolgeva questa sparizione, ma portò il segreto con sé nella tomba …

2 Responses to Il Fondo Lebano

  1. Pietro C.Landi ha detto:

    Sono un pro-nipote di donna Rosaria Valerio Landi e sono nato e vissuto nel palazzo Landi sito in Sala di Caserta alla omonima via intitolata in onore di Francesco Landi fratello della mia bisnonna donna Emma Maria Teresa Landi figlia dell marchese Angelo Landi Signore del villaggio di Puccianiello come da editto in mio possesso firmato da Re Ferdinando nel 1823. La tomba di mia zia Rosaria e’ situata vicino al muro di cinta del lato sx del cimitero di Ce mentre la tomba del mio prozio F.Landi e’ situata alle spalle della cappella di Ce ed a me intestata. Porgo distinti saluti e sono disponibile a fornirvi ulteriore notizie anche sul mio pro-zio March.Antonio Landi progettista di numerose opere a Napoli nonche’ progettista insieme all’arch. Carita de palazzo imperiale di Corfu’

    • giustiniano cuccurullo ha detto:

      Salve, Giustiniano Cuccurullo, pronipote di Giustiniano Lebano. Se Lei fosse interessato a “chiacchierata”, mi trova su facebook. La saluto.

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