Il grande Teatro: una Semenzella vulcanica

di Antonio Vitale

NAPOLI – Nell’ambito della rassegna Classico Contemporaneo la sera del 24 Agosto nel chiostro del convento di  San Domenico Maggiore è andata in scena la pièce Semenzella di Sandro Dionisio con Tina Femiano, Carmen Femiano e Simona Pipolo.

Il testo e la regia di Semenzella sono di Sandro Dionisio. Aiuto regia e partitura video Matteo Ciotola. Musiche di Pan, Nando Misuraca e Gaemaria Palumbo. Arrangiamenti Gaemaria Palumbo, Nando Misuraca. Produzione Altamarea.

Il lavoro teatrale, ispirato a Le Troiane di Euripide, si è dipanato sul disegno dell’antico dramma greco per rappresentare quello attuale delle discariche abusive nel parco del Vesuvio.

3 Carmen Femiano mentre canta uno dei brani musicali.

Il prologo – un omaggio di Erri De Luca a Terzigno – recitato da Carmen Femiano è stato sostenuto durante l’epilogo da stasimi, ovvero canti a piede fermo,  con cori e strofe.

Carmen Femiano, supportata da brani recitati in coro con Simona Pipolo, ha eseguito inoltre brani della canzone classica napoletana e due pezzi contemporanei italiani arrangiati in modo molto particolarissimo, svuotati di musica e senza riferimenti da Sandro Dionisio (PAN) e Nando Misuraca,  Il Mondo e La Notte

2 Alla recitazione si alternavano video con musiche e canzoni.

Lo schema del lavoro di Sandro Dionisio così concepito è stato alternato ad immagini video originali ed hanno accompagnato il racconto della protagonista Semenzella, il soprannome di una mamma definita “ vulcanica” perché difende i diritti del proprio territorio e dei propri figli dalla gestione dissennata dei rifiuti nella zona di Terzigno.

I fatti di cronaca realmente avvenuti nel 2010 vengono descritti in maniera fluida ma dettagliata attraverso la descrizione delle proteste degli abitanti contro la discarica, la famigerata cava Sari, la più grande d’Europa. Questa donna dal passato fatto di sacrifici e stenti, viene scelta dai suoi compaesani per le sue note doti atletiche e per le sue gambe agili e forti che le possono consentire di arrampicarsi su di un albero per portare la bandiera tricolore che poi sarà bruciata, come simbolo della protesta.

Un avvincente racconto fra arrampicata e ricordi del passato di quella che era una ragazzina abituata ad usare le sue gambe per camminare, correre ed inerpicarsi dovunque, non bellissima ma proprio per questa sua dote soprannominata dalla madre Semmenzella.

4 il cambio di abito a rappresentare l'esodo della tragedia.

L’esodo della tragedia, nella descrizione del venir meno delle forze in questa donna che non ce la fa più a stare sull’albero della protesta, il proposito di venir giù con un salto ed il cambio di scena improvviso, ed ecco che la protagonista,fino ad allora vestita di nero, appare con un abito bianco, a simboleggiare il tragico epilogo della vicenda.

Una bella serata gradevole nella malìa dello splendido Chiostro di San Domenico Maggiore dove gli attori hanno intrattenuto un folto pubblico, appassionato ed interessato, nonché travolto da non pochi momenti di emozione.

Un caloroso applauso ha accompagnato il saluto finale delle attrici con il regista Sandro Dionisio ed il curatore delle immagini video Matteo Ciotola.

5 il saluto finale con il regista Sandro Dionisio.

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